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Alà dei Sardi (SS)

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Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:43

Alà dei Sardi (Alà in sardo) è un comune di 1 876 abitanti della provincia di Sassari Fa parte della Comunità montana del Monte Acuto e della diocesi di Ozieri.

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Territorio
Alà dei Sardi sorge a 663 metri s.l.m su un vasto altipiano caratterizzato da boschi di querce da sughero, lecci e roverelle, con una superficie di 197,990 km². È inserito nella regione storica del Monteacuto e rappresenta il confine orientale tra quest'ultima e quelle della Baronia della Gallura e del Nuorese.

La sua posizione geografica ha dunque consentito l'integrazione tra ambienti e culture differenti: da qui, infatti, passa la strada che, dall'antichità, mette in collegamento le aree costiere galluresi, soprattutto la piana di Olbia, con quelle dell'altipiano di Buddusò e Bitti.

Il territorio, come detto poc'anzi, è molto esteso (197,99 km²), e confina a nord con Berchidda, Monti e Berchiddeddu (isola amministrativa di Olbia), a est con Padru e Bitti e a sud-ovest con Buddusò. I limiti amministrativi sono segnati da torrenti e, in particolare, quelli settentrionali dal rio S'Elene, affluente del fiume Coghinas.

Caratterizzano la regione le creste dei Monti di Alà, parte terminale di un rilievo, parallelo al corso del Tirso, che ha inizio nel Montiferru, comprende le montagne del Marghine e del Goceano e taglia la Sardegna settentrionale da sud-ovest a nord-est per circa 90 km, e che culminano con la punta di Senalonga (1077 m di altitudine)

Il territorio si presenta puro e incontaminato. Al confine con Buddusò e Bitti si trova il lago di Coiluna. Le sue acque sono ricche di trote e attorno al lago sono presenti aree di sosta con barbecue. A nord invece, a S'aldu pinzone, sono state ricostruite le antiche capanne dei pastori, sos cubones, in prossimità di un corso d'acqua che con le sue cascatelle crea sonorità rilassanti. Al confine con Berchidda, a Su fossu malu, si trovano una serie di cascate spettacolari alte decine di metri. Da punta Giommaria Cocco, a 1036 metri di altezza si scorge il porto di Olbia. Da Lithos, a sud-est, si scorgono le montagne e le vallate della Barbagia.

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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:44

Origini del nome
Il significato del nome è oscuro, si pensa possa derivare dal nome Balare con perdita della B iniziale (caratteristica tipica del dialetto alaese è appunto la caduta della B iniziale nelle parole al singolare) come dunque città dei Balari. Oppure si ipotizza derivi dal popolo degli Ilienses, da cui Alaenses, Alà, ipotesi meno credibile poiché si suppone che gli Ilienses stessero in prossimità dell'odierna Oliena.

Secondo il canonico Giovanni Battista Demelas, il nome di Alà deriverebbe dal termine latino ala (reparto di cavalleria dell'esercito romano), ipotizzando che nel territorio alaese in passato ci sia stato un accampamento dell'esercito imperiale, circostanza storica confermata dalla presenza, nel territorio comunale, di uno stanziamento romano. Ipotesi interpretativa però assai improbabile in quanto incoerente foneticamente con l'attuale denominazione che, essendo accentata nella sua ultima vocale, è più probabile che sia da annoverarsi tra i toponimi pre-latini molto diffusi in zona, il cui significato dunque non può derivare ovviamente dal lessico latino.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:44

Storia
Storia antica
In ogni caso sia i Balares che gli Ilienses avevano in comune tra di loro il fatto di non essere mai stati assoggettati completamente dai dominatori Romani, tanto da meritare l'appellativo di barbarici. Testimonia ciò il gran numero di toponimi prelatini che si trova nel territorio di Alà (Boddò, Seultà, Cheltosumele, Burachele, Alzarò, Serì, Laccaralò, Senè, Istenolì ecc.). La città dove erano insediati i Balari, chiamata appunto Balare (toponimo che era in uso ancora nel secolo scorso, secondo lo storico dilettante Don Demelas) localizzata nell'odierno sito di "Su pedrighinosu" fu distrutta presumibilmente[senza fonte] durante la feroce rappresaglia del 177 a.C. ad opera delle milizie romane guidate da Tiberio Sempronio Gracco e Tito Ebuzio Parro, descritta da Ettore Pais. E a quel turbolento periodo dovrebbe risalire pure[senza fonte] la distruzione dell'imponente nuraghe Latari, di cui oggi restano gli enormi massi di base. A Latari venne stanziato un piccolo avamposto romano di modesta entità.

La zona circostante l'attuale abitato di Alà, a seguito delle vittorie di Tiberio Sempronio Gracco, fu effettivamente romanizzata, ma rimane una piccola parte dell'intero territorio alaese che specialmente a nord rimase pressoché' inviolato. Non lontano da Latari si trovano i nuraghi Malcheddine e Fenidde, che probabilmente indicano nei toponimi proprietà di gentilizi romani, Marcellinus il primo, Venillius il secondo, che li ottennero sicuramente per meriti di guerra. E sempre in prossimità di questa zona si trovano i resti della strada romana che in epoca imperiale collegava Olbia con Caput Tyrsi (l'odierna Santu Efis, nei pressi di Orune).
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:44

Storia medievale
Il più antico documento che menziona l'abitato di Alà è datato 1106. Risale a tale data infatti la nomina di un reggente della diocesi di Castro di un vescovo il cui nome non si è tramandato all'età contemporanea. Nell'atto si evidenziano i 27 villaggi facenti parte della diocesi, tra cui appunto Alà. Al tempo la villa di Alà faceva parte del giudicato di Torres, inserita nella curatoria del Monteacuto. Alla metà del XIII secolo il paese passa al giudicato di Arborea. A causa delle mire espansionistiche degli aragonesi sulla Sardegna, seguì una lunga guerra che vide prevalere gli aragonesi sugli arborensi: nel 1410 il paese, semispopolato, passo' al Visconte di Narbona, e nel 1421, assieme a tutto il Montacuto diventò feudo dei Centelles, ai quali il paese si ribellò nel 1458. Successivamente il paese passò alla famiglia Borgia, e nel 1767 ai loro eredi, i Pimentel.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:45

Storia moderna e contemporanea
Nel 1462 Alà, ormai passata al regno di Sardegna, appartiene sicuramente alla contea di Oliva, come indicato dalla recente pubblicazione Atlante dei Feudi - Periodo Spagnolo 1479-1700. L'8 dicembre 1503, Alà passa alla diocesi di Alghero, sorta dall'unificazione delle diocesi di Bisarcio, Castro e Ottana. Nel 1581 il villaggio di Alà paga un ducato di tasse, il paese è menzionato dal vescovo Andrea Baccalar come metro di paragone con i 15 ducati pagati dalla sola chiesa di Santa Reparata di Buddusò. Lo stesso Baccalar nominerà nel 1590 due sacerdoti di Alà, a seguito di lamentela diretta del Vaticano circa la crisi di vocazioni in Goceano e nel Montacuto.

Il paese moderno è sorto attorno al XVII secolo, grazie alla costruzione della chiesa di Santa Maria (1619) che ha agito da fulcro, da punto d'incontro delle famiglie di pastori che abitavano sparsi in tutto l'altopiano di Alà. Nel 1656 prima rilevazione demografica per Alà, che conta 29 nuclei familiari (detti fuochi). Nel 1668 si conteranno 118 abitanti (65 donne e 53 maschi), mentre la prima notizia su un parroco del villaggio è del 1691, tale Domenico Cossu. Ma nonostante la costruzione nel 1692 della chiesa di San Giovanni, pochi anni dopo, nel 1698, la parrocchia di Alà viene unita a quella di Buddusò, appunto per la pochezza di abitanti (276, di cui 161 donne e 115 maschi nell'anno in questione).

Un lascito testamentario del 1730 menziona la chiesa di San Pietro, di cui si ignora la localizzazione e che probabilmente nel 1795 già non esisteva più, considerando che la relazione scritta nell'anno in previsione della rinascita della diocesi ozierese cita solo le chiese di Santa Maria, Sant'Antonio e San Giovanni. Al 1758 risale il più antico riferimento al corpo barracellare di Alà, di cui si conosce il capo alla data in questione, tale Giuseppe Pinna. In realtà i barracelli alaesi furono menzionati - seppur in maniera indiretta - fin dal 20 marzo 1661, in un prospetto dimostrante l'inutilità dei barracelli (Soldados de campagna), scritto dal catalano Bernardo Pons Y Turell e dal sardo Giorgio di Castelvì e certificato dal notaio del Montacuto, Giovanni Michele Cossu, nella quale si accusavano i barracelli delle ville di Buddusò, Oschiri, Nulvi, Alà, Osidda, Berchidda, Ozieri, Pattada e Bantine di essere loro stessi la causa dei reati che invece avrebbero dovuto evitare. Nel 1771 venne costituito il primo Consiglio Comunitativo del paese, e sulla spinta di tale strumento di democrazia, tra il 1774 e il 1785 il paese si rifiuto' apertamente di versare i tributi richiesti. Nel 1779 a Venezia venne stampata la più antica carta geografica recante l'indicazione di Alà. È scritta in lingua francese e il paese viene compreso nell'encontrada del Montagudo. Nel 1795 il paese partecipo' come tanti altri centri dell'isola ai moti anti-feudali.

Il 9 marzo 1803 rinasce la diocesi di Bisarcio e Alà viene chiamata a farne parte. Quattro anni più tardi, la chiesa di Santa Maria viene ricostituita in rettorato autonomo sotto il titolo di Sant'Agostino. Nel periodo di unificazione con Buddusò la parrocchia era dedicata a San Giacomo. Sant'Agostino era comunque festeggiato già da tempo come si evince da una poesia di Pietro Pisurzi, poeta di Bantine morto nel 1799. Nel 1807, il 4 maggio, viene costituita la Prefettura di Ozieri, e Alà ne farà parte essendo conglobata nel Mandamento di Buddusò. Nel 1810 ci fu una nuova ribellione anti-feudale in paese, con la temporanea occupazione dei terreni facenti parte del demanio feudale. Nel 1821 la prefettura diverrà Provincia di Ozieri. Il 18 aprile del 1823 passa in paese il conte Alberto La Marmora. Il 4 maggio 1832 viene presentato a Torino il progetto preliminare della strada che unirà a fine secolo Nuoro con Monti, che romperà l'isolamento in cui ha vissuto Alà per secoli. Nel 1848 viene abolita la Provincia di Ozieri e il paese passa a far parte di quella di Sassari.


Murales ad Alà dei Sardi in ricordo dell'ultima bardana del 1870
Il nome odierno, Alà dei Sardi,venne attribuito per Regio Decreto il 14 gennaio 1864 (a seguito di delibera di consiglio comunale del 25 dicembre 1863), al fine di evitare confusione con altre località italiane dal nome attinente, quali Ala di Stura (TO) e Ala (TN). Anche se già dal 1860 viene utilizzato tale nome, in latino, in una registrazione battesimale. Nel 1873 il canonico di Ploaghe Giovanni Spano avrà modo di ironizzare su tale denominazione del tutto inopportuna. Nel 1880 crolla la chiesa di Santa Maria e nel luglio di due anni dopo venne appaltata la costruzione del nuovo edificio di culto che verrà terminata solo nel 1961. Nel frattempo nel 1931 venne eretta la nuova chiesa di Sant'Antonio, utilizzando il materiale della vecchia chiesa e nel 1935 le chiese nelle frazioni di Mazzinaju e Sos Sonorcolos. Nel 1906 era invece sorta, a seguito di un sogno del cittadino Giuanne Piscera, la chiesa campestre di San Francesco.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:45

Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa di Sant'Agostino, edificata tra il 1880 e il 1961;
Chiesa di San Giovanni Battista, antecedente al 1830;
Chiesa di Sant'Antonio, edificata nel 1930;
Chiesa di San Francesco, edificata nel 1906;
Chiesa di San Giuseppe (Badde Suelzu), risalente al 1935;
Chiesa di Santa Maria (Mazzinaiu), edificata nel 1935;
Chiesa di San Giovanni Battista (Sos Sonorcolos), anche questa edificata nel 1935.
In località Su Linu si possono trovare i resti di una chiesa sconsacrata dedicata a san Gavino, di cui rimangono in piedi due lati del perimetro murario, mentre in località Sa raighina rimangono sparsi per i campi i resti della chiesa che era dedicata alla Madonna, di cui oggi si può individuarne a malapena il luogo esatto in cui sorgeva.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:45

Architetture civili
In paese, invece, sono presenti dei pregevoli monumenti, costituiti per lo più da granito. Il centro storico, risalenteval 1600, è composto da palazzotti in granito, dalla forma allungata, con infissi e poggioli in ferro battuto. All'interno di questa cornice si trovano architetture civili come Su puttu 'e mesu idda (il pozzo del centro, utilizzato fino agli anni sessanta del Novecento), il vecchio municipio, la bicocca della famiglia Dessena e il Palazzo Corda o "il castello", risalente al 1850, oggi di proprietà del Comune che lo utilizza come centro culturale. Sulla facciata principale è situato un murale, che ricorda l'ultima bardana (una sorta di saccheggio ai danni di famiglie nobili o benestanti) verificatasi in paese, la notte tra il 27 e il 28 ottobre del 1870 e che vide contrapposti la popolazione alaese munita di sassi e fucili e i banditi a cavallo.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:46

Siti archeologici

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Tempio di Sos Nurattolos

Il territorio di Alà conserva importanti siti archeologici di età nuragica, che testimoniano le sue antichissime origini. Fra i più importanti:

villaggio di Su Pedrighinosu
tomba dei giganti di Malagarrucca,
santuario nuragico di Sos Nuratolos
dolmen di Dolifichima,
nuraghe Alteri,
nuraghe Boddò,
nuraghe Antoniarrù,
tomba dei giganti di Sas Tumbas,
nuraghe Intr'e Serra
tomba dei giganti di Padentes
muraglia di Sos Alchibusos
nuraghe Malcheddine
nuraghe di Lattari
altura fortificata di Nuri
nuraghe Sa Chidade
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:46

Luoghi di interesse naturalistico
Foresta di Bolostiu
Foresta di Sos Littos-Sas Tumbas
Foresta di Terranova
Lago di Coiluna
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:47

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Evoluzione demografica
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