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Alà dei Sardi (SS)

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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:47

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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:48

Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT la popolazione straniera residente al 31 dicembre 2016 era di 76 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 63 3,35%
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:49

Feste e ricorrenze
La festa di san Francesco

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Vetrata dedicata a San Francesco (chiesa di Sant'Agostino)

La festa di san Francesco è una delle più importanti della Sardegna che accoglie ogni anno circa 10.000 fedeli. Si svolge il 4 e il 5 ottobre nell'omonimo santuario, a partire dai primi anni del Novecento.

L'origine di questa festa sta in una storia che ha i contorni quasi di una leggenda. Il protagonista di questa storia è Giovanni Piscera, detto in paese tiu Columbu, umile pastore nato nel 1861. La leggenda narra che Giovanni, dopo essere rientrato da una delle tante giornate passate in campagna, una volta a letto abbia sognato nientemeno che San Francesco d'Assisi, chiedendogli di costruire una chiesa in suo onore. Il pastore, dopo essersi inizialmente rifiutato di svolgere il compito assegnatoli dal santo, in un altro sogno successivo l'uomo accettò la proposta, malgrado la sua difficile situazione economica. In breve tempo, zio Giovanni convinse gli alaesi a dargli una mano a costruire il tempio, terminato nel 1906. Al termine dei lavori, coloro che contribuirono alla costruzione della chiesa decisero di mettere una lapide commemorativa dell'evento. Il nome del vero fondatore, cioè colui che ha attinto l'ispirazione dell'opera da San Francesco in persona, fu messo per ultimo. La tradizione vuole che lo stesso Francesco, apparso per l'ennesima volta a zio Colombo, gli avrebbe detto:

« Non ti preoccupare: l'ordine che è stato seguito nella stele sarà anche l'ordine in cui essi ritorneranno al Signore. »

In effetti, consultando gli atti di morte delle persone coinvolte, si può benissimo attestare che l'ordine che è stato seguito nella lapide fu anche quello del decesso dei fondatori della chiesa. Zio Colombo morirà a quasi 102 anni, nel 1963.

La festa religiosa comincia il 25 settembre con l'inizio della novena, durante la quale i fedeli percorrono a piedi il tragitto che va dal paese fino al santuario situato a 2 km di distanza. La sera del 2 ottobre, dopo la messa, si svolge una fiaccolata, durante la quale il simulacro del santo viene momentaneamente traslato dal suo santuario alla chiesa di Sant'Agostino in paese. L'arrivo in paese viene solitamente accolto con uno spettacolo pirotecnico. La giornata del 3 ottobre è dedicato a sas pettas, il taglio delle carni: la mattina si provvede a macellare il bestiame, nel pomeriggio degustazione de "su sambene rassu". La mattina del 4, poche ore prima dell'alba, migliaia di alaesi si recano alle cucine per ultimare i preparativi per il grande pranzo del giorno dopo. La mattina seguente, 4 ottobre, si parte dal paese in processione, nel quale migliaia di fedeli, preceduti da cavalieri e gruppi in costume, accompagnano la Statua del santo dalla chiesa parrocchiale sino alla sua tradizionale dimora. All'arrivo viene celebrata la Santa Messa dal vescovo e dai preti della diocesi sotto le querce secolari. Per pranzo viene servito a tutti i presenti brodo con carne. I festeggiamenti continuano la sera con balli e canti sardi e vari spettacoli musicali. Il 5 ottobre si replica, la mattina Santa Messa nel santuario, pranzo per tutti e festeggiamenti civili sino a notte fonda.
La festa attira ogni anno migliaia di pellegrini dall'intera isola e anche dal continente.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:49

Altre ricorrenze tradizionali
Il 17 gennaio, un comitato spontaneo di cittadini dei rioni Monte Altu, Monte Becchitu, Mannu Cocco e Mendadores organizza ogni anno il falò per Sant'Antonio abate (Sant'Antoni de su fogu), in ossequio alla tradizione che si era perduta da almeno 70 anni. La pro loco ha invece ravvivato il tradizionale appuntamento carnevalesco de Su Pamentomo, il mercoledì delle ceneri, anch'esso evento in forte disuso. Durante Su Pamentomo si usa sporcare il viso dei dirimpettai con del sughero bruciato, di modo che essi siano simili a "Su mascatzu de sete berritas", figura tradizionale della mitologia locale, di cui la pro loco locale ha ricostruito la foggia tipica. Su mascatzu non era l'unico personaggio tramandato di padre in figlio durante "sos contos de foghile", al contrario ne esistono tanti altrui: "Sa fadaza", "Sa tirulia", "Su boe corros de atalzu", "Mastru pinnatzu", "Maria Letolu", "Sa mama de su sole", "Maria Petenedda", "Pedretzecula", "Mamai Letolu", "Su mamajone", ma ormai quasi nessuno ricorda come venivano raffigurati dalla memoria orale. Mentre ancora conosciuti e vivissimi sono gli appuntamenti con Su Laldajolu e Su Carrasegarone, durante il periodo di Carnevale.

La festa patronale di sant'Agostino si svolge alla fine della stagione estiva, il 28 di agosto. È la festa per il patrono del paese e per quanto riguarda i festeggiamenti civili viene organizzata ogni anno dai fedales cinquantenni. La leva dei cinquantenni si incarica di organizzare anche le giornate di festa dedicate a san Sebastiano e santa Rosa che completano la quattro giorni di festeggiamenti; la festa di san Giovanni Battista si svolge la quarta domenica di giugno, con i caratteristici foghilones. Ai primi di maggio si festeggia santa Maria nella frazione di Mazzinaju, mentre alla fine del mese in paese si svolge la festa in onore di santa Rita. Il 13 giugno invece è tradizione onorare con eventi civili e religiosi sant'Antonio da Padova.

Tra i mesi di marzo e aprile la locale confraternita di Santa Rughe organizza i riti della settimana santa, molto sentiti tra la popolazione alaese.

Dal 2007 si organizza ogni anno l'Estate Alaese, che si svolge nei mesi di luglio e agosto, con eventi sportivi e musicali. In periodi diversi, tra maggio e giugno, si svolge la festa per San Giovanni nella frazione di Sos Sonorcolos, organizzata prevalentemente da famiglie originarie del borgo di carbonai oramai disabitato, mentre fino a un decennio fa nella frazione di Badde Suelzu si festeggiava la prima settimana di giugno San Giuseppe. Dal 2010 si svolge in paese, a giugno, la manifestazione Tenoriades, competizione canora a premi per sodalizi a tenore, che nel 2011 ha visto l'organizzazione della quasi simile manifestazione per cori polifonici Boghes Galanas, a fine dicembre. In estate si svolge ormai da un lustro il torneo di murra dedicato a Santu Pedru, per il quale il 28 di giugno si organizza anche il tradizionale (seppur in disuso) foghilone. Tutte queste ultime ricorrenze sono organizzate dalla pro loco in concorso con altre associazioni locali.

Nel mese di dicembre, nel periodo delle feste natalizie, il coro locale, dedicato a sant'Austinu (sant'Agostino) organizza ogni anno il concerto di Natale, con la partecipazione di diversi cori provenienti dalle diverse zone della Sardegna. Il 31 dicembre si svolge Sa fita, questua dei giovani di casa in casa, negli ultimi anni rivalutata dalla pro loco locale che ha ripristinato il dono dei pani tradizionali di fine anno, assieme a castagne arrosto e a libriccini in sardo.

Perduto invece l'appuntamento de Sas 25 Marias, anche se presente nella memoria dei più anziani, che si svolgeva in occasione del concepimento di Gesù Cristo, il 25 marzo di ogni anno.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:49

Lingua sarda e dialetto logudorese
La lingua madre, il sardo logudorese nella sua variante alaese, è una lingua vivissima, al contrario di molti paesi sardi, tanto che più che di bilinguismo, per Alà si dovrebbe parlare di monolinguismo sardo: qualsiasi attività oratoria, dalla semplice chiacchierata al bar, alle prediche ecclesiastiche fino ad arrivare alle discussioni in consiglio comunale, sono caratterizzate dall'impiego costante e quasi esclusivo della lingua sarda, sia da parte degli adulti, che dei giovani. La proloco del paese, ricostituita nel 2011 ha deciso di utilizzare come lingua veicolare per tutte le sue comunicazioni ufficiali la parlata tipica, variante logudorese della lingua sarda, dapprima utilizzando una grafia locale, successivamente aderendo alle norme ortografiche della LSC, sperimentate dalla Regione Sardegna da più di un lustro. Anche i comitati di festeggiamento civile per i santi venerati in paese sono soliti interloquire con la popolazione mediante manifesti pubblici redatti il più delle volte in sardo.

Dal tipico modo di parlare del paese, si distingue sensibilmente la parlata della frazione di Badde Suelzu, posta tra i monti al confine con Monti. E la vicinanza con quest'ultima località che conferisce a tale parlata una differenza sonora evidente, mentre altre differenze si notano anche nel lessico (fuenta, inghiriellu....), che gli abitanti originari della frazione ormai quasi disabitata si conservano anche dopo essersi trasferiti in paese, fenomeno simile a quanto successo a Buddusò con gli abitanti della frazione di Tandalò.

Il dialetto di Alà è però stato fortemente influenzato nel suo lessico dalla vicinanza con la Gallura, in particolare dalla presenza costante in paese di persone di origine calangianese, che dapprima trasferitesi nelle valli di Oleva', progressivamente si spostarono verso Alà, centro avente giurisdizione ecclesiastica su quelle valli galluresi. Vocaboli come mufatza (nebbia), brotzu (ricotta), istuzu (coltello), ua (uva), edola (edera) o banca (tavola), sono chiaramente derivazioni galluresi che caratterizzano l'odierna parlata alaese, differenziandola in parte dalla parlata del vicinissimo centro di Buddusò, che si è dimostrato più conservativo in tal senso.

Anche ad Alà, come in tutti i paesi della Sardegna, uno dei diletti preferiti in passato dagli abitanti era la poesia. Poesia non scritta, salvo rare eccezioni, ma improvvisata durante i lavori nei campi o attorno al foghile nelle lunghe sere invernali. Poesie che poi venivano tramandate oralmente e che diventavano a volte veri e propri proverbi o modi di dire. Erano particolarmente attivi anche i canzonatori, persone abili nelle rime che descrivevano virtù, ma soprattutto i vizi di alcuni personaggi del posto.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:49

Il costume tipico
Il costume tipico oramai è utilizzato solamente in occasione di manifestazioni folkloriche. Non si usa più come abito di tutti i giorni dalla prima metà del secolo scorso. La maggior parte dei costumi usati dai gruppi folk sono ricostruiti da sarte del paese, ma ne esistono ancora degli originali, risalenti al XVII secolo.

Il costume maschile è formato dalla tradizionale berritta longa in panno nero che venne poi sostituita nel modo di vestire borghese dalla berritta corta. La camicia (su 'entone o "sa camija) è di cotone bianco senza colletto, e sopra di essa viene indossato il gilet, su colpette, di velluto granato davanti e di panno nero dietro. Sulla parte in velluto è presente un ricamo di fiori, eseguito con filo di seta. Completano il costume su tzintulone (cintola in pelle nera o castana), sas raghittas in orbace nero usate sopra sas ragas in cotone bianco e sas caltzittas (i gambali) in orbace anch'essi.

Il costume femminile è formato da su mucadore in lana, di colore nero o castano, dal busto - su giustinu - di colore rosso e oro, irrigidito con telaio di giunco, che si posiziona sopra sa camija in cotone bianco. Ancora, su corittu, giacca di panno rosso con sette bottoni nei polsi e sa 'unneddha. Quest'ultima - la gonna - è di panno nero con balza ricamata ed è coperta sul davanti dal grembiule (su pannellu) di seta nera con composizioni floreali di colore rosso-violaceo.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:50

Economia
Il paese ha una lunga tradizione agropastorale, attività che ha dato per secoli il sostentamento all'intera comunità. In particolare rinomate erano le carni bovine selezionate e la produzione di miele, mentre molto meno diffuso rispetto alla media sarda era l'allevamento ovino, forse per via dell'eccessiva frammentazione del pascolo alaese (ad Alà non è praticamente mai esistito il latifondo). Non mancano però i nuovi prodotti: recentemente, infatti, l'azienda agricola S'Olteddattu ha intrapreso con successo la coltivazione dello zafferano e delle piante officinali.

Lo scorso decennio il paese è stato al centro di una crescita economica esponenziale. Basti pensare che nel 2004 è stato il comune italiano in cui si sono contate più nuove iniziative produttive in rapporto al numero di abitanti, e Alà detiene il primato sardo di crescita del numero delle aziende a livello assoluto: +18% nel 2003. Fautori di questo boom oltre alla maestria edile, la qualità elevata del sughero estratto ad Alà, il migliore della Sardegna per elasticità e lavorabilità, il granito che, nonostante senta la concorrenza della Cina, grazie alle sue qualità e alla sua compattezza naturale è riuscito a tenere i mercati internazionali (Alà fa parte, insieme con Buddusò e altri comuni del nord-est dell'Isola, del Distretto del Granito). Tutto ciò ha portato a livelli di disoccupazione prossimi allo zero e alla presenza stabile di circa 150 extracomunitari di varia provenienza. L'aspetto negativo conseguente è stato una sorta di disaffezione dei giovani alaesi verso lo studio (lo stesso fenomeno si nota nel Veneto e in tutto il nord-est industrializzato italiano) e dunque Alà sconta un basso numero di laureati, seppur in forte crescita rispetto ai valori minimi degli anni settanta.

Dopo un breve periodo di emigrazione di massa culminato negli anni ottanta con il minimo storico di abitanti (nel 1991 erano 1830), il paese è riuscito a riprendere vigore sulla spinta del boom turistico della vicina Gallura. Negli ultimi due anni, in conseguenza della perdurante crisi economica, il livello degli abitanti è sceso in maniera sostenuta, arrivando a lambire il limite dei 1900 residenti.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:50

I maestri di muro e l'Ente foreste
I maestri di muro in pietra di Alà sono i più ricercati per rivestimenti e basolati. Il tutto anche grazie alla qualità della pietra da campo alaese, poco friabile e dunque ottima per le lavorazioni edili. Si sviluppa dunque a cavallo dei due millenni una fiorente attività di rivestimento delle ville della Costa Smeralda che occupa fino a una settantina di aziende artigiane locali.

Anche il settore della forestazione è molto importante per Alà: il 50% del territorio comunale è pubblico, e una parte consistente è stato adibito a demanio forestale mediante la nascita di tre cantieri di forestazione. Nel 1914 le aree di Littos e di Sas tumbas vengono acquisite dalla Cassa Ademprivile di Sassari e diventano demanio forestale. Nel 1965 Nasce la foresta demaniale di Terranova e nel 1986 a seguito delle procedure di rimboschimento completate dalla ditta Sarfor Spa e la costruzione del laghetto di Sa gianna de s'ercula di circa 3 ettari, tali terreni comunali passeranno in concessione trentennale all'Ente Foreste. Questi cantieri impiegano circa una settantina di operai fissi e un centinaio a tempo indeterminato.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:50

Il carbone la prima vera economia del paese
Verso la fine dell'Ottocento si sviluppò la produzione di carbone, grazie all'opera di carbonai di origine toscana, molti dei quali si stabilirono definitivamente ad Alà (ancor oggi sono riconoscibili i cognomi, e anche i nomi tipici come Dante, Cesare e Cesarina, Giulio, Giosuè, che fino ad allora erano sconosciuti tra gli alaesi). Conseguenza negativa fu il completo disboscamento di buona parte del territorio di Alà, e le conseguenze sono ancora visibili oggigiorno nel monte che sovrasta il paese, a nord, e nella zona sud-orientale verso Torpè.
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Re: Alà dei Sardi (SS)

Messaggio da skywalker » 21/06/2018, 8:50

Energie rinnovabili: l'eolico

Il parco eolico tra Alà e Buddusò
Dal 2011 sulle alture che dominano il paese e il centro vicino di Buddusò è stato installato un parco eolico, dotato di 69 turbine prodotte dalla ENERCON, azienda che di occupa di energie rinnovabili. Esso può generare circa 330 GWh di energia elettrica all'anno, confermandosi così il più grande parco eolico d'Italia e uno fra i maggiori d'Europa. Rende al comune circa 700 mila euro annui.
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