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Re: Moto GP

Messaggio da skywalker » 06/10/2018, 9:40

MotoGp, Thailandia: pole di Marquez davanti a Rossi e Dovizioso. Lorenzo salta la gara

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Il campione del mondo davanti a tutti, Valentino risorge ed è secondo a 11 millesimi, completa la prima fila la Ducati del forlivese. Dopo la caduta di sabato lo spagnolo dà forfait
BURIRAM - Ancora una pole per Marquez, ma Valentino risorge ed è lì, secondo a 11 millesimi: un battito di ciglia. Dovizioso è 3°, completa la prima fila e se la prende con Iannone (6°): "Gli serve una bussola per orientarsi in pista". Davanti ci sono 3 moto diverse (Honda-Yamaha-Ducati) e dalle qualifiche arriva qualcosa più di una promessa: la gara di domani regalerà emozioni e forse grandi sorprese. Che peccato però l'assenza di Lorenzo: dopo la caduta di ieri, il maiorchino - che ha una piccola frattura al polso - stamani si è arreso, soffre troppo e speriamo che almeno possa correre tra 2 settimane in Giappone.

Valentino: "I più forti in prima fila" - "Oggi siamo come l'Inter, ma quella degli ultimi tempi". Vincente, sottintende con un sorriso il Doc. "Qui in Thailandia stiamo soffrendo meno di quel che ci aspettavamo", spiega. Capirài, ad appena 11 millesimi dal Cannibale. "Che peccato, aver perso la pole per così poco. Ma sempre meglio del 18° posto di Aragon". La Yamaha sembra un'altra moto, rispetto all'ultimo gp spagnolo. "Abbiamo fatto alcune modifiche e le scelte si sono rivelate azzeccate: l'accelerazione è migliorata, e poi su questo circuito con le gomme dure ci troviamo meglio. Anche in Fp4 sul passo-gara mi sono trovato molto bene. I più forti sono in prima fila. Poi Vinales e poi le Suzuki. Non so che gara sarà: ma vi prometto che farò di tutto per stare davanti".

Marquez: "Posso migliorare" - Per Marquez è la cinquantesima pole della carriera. "Un risultato molto importante, perché oggi ci sono stati un po' di probemi". Il catalano è caduto durante le Fp3: con l'11° crono, è stato costretto a passare per le Q1, le qualifiche dei peggiori (quest'anno gli era già accaduto a Barcellona). "E' il rischio di provare troppo pensando alla gara: poi alla fine ti resta poco per fare un buon tempo, ma siamo comunque riusciti a migliorare". Addirittura nelle Q1 - con Morbidelli che ha perso le Q2 per soli 2 millesimi - ha corso mezzo decimo più veloce. "Sono contento, perché mi sento molto veloce. Però ci sono ancora alcune piccole cose da migliorare, non sono ancora al 100%".

Dovi: "Iannone, ti serve una bussola" - Dovizioso, 3° tempo a 139 millesimi: "Qualifica molto buona, perché con una pista così corta non è facile fare il giro buono e c'è il rischio di essere rallentato dal gruppo". Ha fatto buoni progressi, da venerdì. "All'inizio non mi sentivo troppo bene, ma passo dopo passo abbiamo trovato una buona velocità. Resta l'incognita sul consumo delle gomme, questo circuito non lo conosce nessuno e 27 giri sono tanti". Qualche incomprensione con Iannone. "Lui è sempre straveloce, ma i tempi li fa solo dietro gli altri: niente di nuovo, gli servirebbe una bussola".
In seconda fila domani ci sono Vinales con la Yamaha (4° a -0"240), la Hnda di Crutchlow (-0"268) e la Suzuki di Iannone (-0"331). Poi Pedrosa, Zarco e Petrucci (9°) con la Ducati Pramac.


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Re: Moto GP

Messaggio da skywalker » 08/10/2018, 10:07

Motomondiale, Gp Thailandia: Marquez beffa Dovi nel finale. Rossi quarto

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Il Gp della Thailandia di MotoGp si decide alla curva 12 dell'ultima tornata.
Marc Marquez (Repsol Honda) ha la meglio su Andrea Dovizioso (Ducati Team) e vola in campionato. È la quarta volta in questa stagione che i due si giocano tutto all'ultima curva: questa volta l'ha spuntata Marquez, mentre la Yamaha torna la terza forza del campionato con Maverick Viñales terzo e Valentino Rossi quarto.
Marquez ha segnato il primato in qualifica, la sua 50esima pole in carriera e ha fatto il passo nel Warm Up. È primo in classifica iridata a 271 punti e si può giocare il titolo nel prossimo Gp in Giappone.
Valentino Rossi inizia la sua prova dalla seconda piazza. Resta in agguato dietro a Marquez e prende la testa della corsa nel corso del quinto giro. All'undicesimo passaggio cede e in un colpo solo perde il comando della gara. Si gioca tutto nel finale ma i tre davanti a lui sono inarrivabili: il "Dottore" resta così ai piedi del podio.
Subito dietro si piazza Johann Zarco (Monster Yamaha Tech3) quinto davanti ad Alex Rins (Team Suzuki Ecstar). Poi Cal Crutchlow (LCR Honda Castrol), migliore dei piloti satellite. Danilo Petrucci (Alma Pramac Racing) chiude la gara come nono. Andrea Iannone (Team Suzuki Ecstar) undicesimo e Franco Morbidelli (EG 0,0 Marc VDS) termina la gara in quattordicesima piazza.
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Messaggio da skywalker » 11/03/2019, 10:28

MotoGp, Qatar: trionfo Dovizioso, battuto Marquez. Quinto posto per Rossi

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Finale mozzafiato, con i primi 5 in pochi metri. Sul podio anche Crutchlow, quarto Rins. Delude Vinales: settimo dopo essere partito dalla pole. Brivido nel post gara: respinto un reclamo contro la Ducati, ma c'è l'appello

Capolavoro di Andrea Dovizioso, che ancora una volta supera Marquez all'ultima curva e trionfa nella gara d'esordio del mondiale 2019. A furia di scopiazzare la Ducati, la Honda è arrivata ad essere potente quanto la Rossa in rettilineo: qui nel deserto ad un certo punto il Cannibale pensava di avere in tasca la vittoria, ma non aveva fatto i conti col talento e la freddezza di DesmoDovi. Che chissà dove ha trovato la lucidità per farsi passare dall'avversario nel giro finale, e poi lo ha infilato all'ultimo respiro. Se è vero che chi colpisce per primo colpisce due volte, questo è un segnale chiarissimo: "Sarà la stagione buona", dice il forlivese, dopo 2 anni chiusi ad un soffio dal catalano. Sul podio un'altra Honda, quella di Crutchlow, poi la brillantissima Suzuki di Rins. Quinto Valentino, protagonista di una rimonta eccezionale (partiva 14°, dalla quinta fila) e ancora una volta miglior pilota della Yamaha. Dietro il Doc c'è petrucci, 6° con l'altra Ducati ufficiale e forse tradito dall'aver scelto entrambe le gomme morbide. Delude Viñales, che dopo la pole si deve accontentare del 7° posto. Post gara con il brivido. Un reclamo è stato sporto da quattro team, esclusa la Yamaha. Il reclamo riguardava lo spoiler montato davanti alla gomma posteriore della Ducati di Dovizioso. Un particolare tecnico che, sostengono i team, può essere utilizzato solo in caso di pioggia. Il reclamo è stato respinto, ma è stato presentato appello. Ora starà alla federazione internazionale decidere entro il prossimo gran premio, previsto tra 2 settimane.
Dovizioso, che felicità: "E' stata una gara davvero strana, all'inizio non avevo una strategia ma poi nel finale ho capito quel che dovevo fare. C'era da gestire al meglio le gomme, mi sono reso conto che Marquez era in difficoltà e ho scelto il momento giusto per passarlo". Marquez sorride, fa un segno al forlivese come dirgli: "E' mancato pochissimo". Ci è rimasto male, il campione in carica: "La stessa gara dell'anno scorso: ho cercato di spingere fino all'ultimo ma non è bastato per vincere. Però sono contento, perché ho preso 20 preziosissimi punti su di una pista che non mi è mai stata troppo favorevole".
Al via le Ducati di Dovizioso e Miller hanno fatto subito la voce grossa, ma dopo un giro l'australiano della Pramac ha rallentato per liberarsi di una parte della sella (!) perdendo parecchie posizioni. Alla vigilia della gara, Viñales aveva raccontato di essersi allenato per migliorare la partenza, da sempre il suo punto debole: bugiardo. Maverick dopo il rettilineo era già scivolato in sesta posizione e naturalmente Marquez ne ha approfittato, mettendosi a caccia di Dovi. Dietro di loro ha cominciato a farsi largo Rins con una Suzuki aggressiva ed equilibrata, mentre Petrucci - pure lui sorpreso al semaforo verde, e solo 10° dopo un giro - è rimasto poco più indietro, costretto a battersi con quel cagnaccio di Crutchlow. Partito dalla quinta fila, Valentino dopo 7 tornate e parecchi sorpassi si è preso l'ottava posizione e ha ridotto il gap dal migliore - Rins, all'inizio dell'ottava tornata - a meno di 9 decimi.
Rins determinato, Suzuki agilissima e performante. Però la potenza di Ducati e Honda è un'altra cosa e sul dritto si vede benissimo: a metà gara Dovizioso è tornato leader con Marquez in scia e subito dopo l'altra Gp19 di Petrucci, protagonista di una bella rimonta ma costretto a fare i conti con le gomme morbide (l'ha montata anche dietro, a differenza degli altri top rider) che col passare dei chilometri hanno cominciato a farlo tribolare. Poi Rins, Crutchlow e 3 Yamaha un po' in difficoltà sul gruppo di testa: Viñales poco più avanti rispetto a Morbidelli e Rossi, che si davano il cambio.
A 6 giri dal termine la migliore M1 è diventata quella di un ispiratissimo Valentino, in sesta posizione col DesmoDovi sempre davanti e Rins che passava Marquez, mentre Petrux ha continuato a giocarsela con Crutchlow. Dopo Bagnaia, danneggiato in partenza e presto costretto al ritiro, usciva di scena anche l'altra Ducati versione Pramac di Miller. Ancora un paio di tornate e il forlivese con la Rossa ha cominciato ad alzare il ritmo, con Marc sempre appiccicato alla sua ruota posteriore. Tre giri dalla fine, e Rossi ha passato pure Petrucci.
Ancora una volta tra Dovizioso e Marquez era una sfida all'ultima curva: il Cannibale passava nel giro finale ma sul traguardo era primo Andrea, con 26 millesimi di vantaggio sull'altro. Rossi chiudeva a 6 decimi, Petrucci più staccato. Degli altri italiani, Morbidelli era 11° con la Yamaha Petronas, Iannone con l'Aprilia 14° e subito dietro a Lorenzo, in difficoltà dopo la brutta caduta di ieri. Tra due settimane la rivincita in Argentina.
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Messaggio da skywalker » 15/04/2019, 10:35

MotoGp, Mondiale nel segno dell'equilibrio. E Rossi rilancia: ''La Yamaha può vincerlo''

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Tre gare, tre vincitori diversi. Un inizio di stagione in cui non sono mancati i colpi di scena. L'ultimo ad Austin con l'uscita di scena di Marquez, il successo di Rins e il secondo posto di Valentino. Che aspetta Jerez per capire: "Se faremo bene, sarà un segnale importante".

AUSTIN - Kenny Roberts, uno che di moto dovrebbe capire qualcosa, scommette che questo sarà il mondiale più equilibrato e spettacolare di sempre. I numeri gli danno ragione, per ora: da Dovizioso (54) a Marquez (45), passando per Valentino (51) e Rins (49), sono 4 piloti in 9 punti. Ognuno su di una moto diversa: Ducati, Yamaha, Suzuki, Honda. E' vero, siamo solo al terzo gp. "Ma speriamo di divertirci sino alla fine", se la ride Valentino.
Rossi: "La Yamaha può vincere il mondiale"
Come sabbia tra le mani, al Doc qui in Texas è sfuggita una vittoria che attendeva da quasi 2 anni. "Guardiamo al lato positivo: 20 punti in più in classifica, chiudo 2° per la seconda volta consecutiva, l'approccio è stato ancora positivo fin dall'inizio della settimana". Il nuovo gruppo Yamaha che a Germo di Lesmo si occupa di ricerca e sviluppo, insieme al team che segue il pesarese in pista - con l'ingegnere giapponese Hitoshi Ooshino, l'italiano Michele Gadda - sembra funzionare. "Recentemente abbiamo fatto progressi sull'elettronica, l'accelerazione, la dolcezza del motore. Siamo sulla strada giusta, anche se avrei preferito accadesse già in inverno, lavorando sul motore. La MotoGp ormai è diventata come la Formula 1, tecnologicamente è un crescendo continuo. Ma dovremo svoltare a metà stagione: perché nelle ultime 2 stagioni siamo partiti abbastanza bene, però poi gli altri sono andati avanti, e noi no".
Jerez, tra 2 settimane: un banco di prova significativo. "Si torna in Europa e il circuito mi piace, ma negli ultimi tempi per noi laggiù è stato sempre un disastro: se faremo bene, sarà un segnale importante". Poi una affermazione che ha il sapore di una promessa: "La Yamaha ha il potenziale per vincere il mondiale: se i giapponesi vogliono, possono farcela". Il Doc è d'accordo con quel che dice Roberts: "Il campionato è molto livellato, e con questo regolamento tra prove e qualifiche può cambiare sempre tutto. La Suzuki è molto migliorata, Rins guida dolce e nel finale viene sempre fuori. Però se Marc non fosse caduto, sarebbe stata un'altra storia".
Honda, abbiamo un problema
Il campione del mondo prova a sorridere, ma ammette di essere "arrabbiato". E' arrivato alla curva 12 staccando 3 metri dopo del giro precedente e con 2 gradi di inclinazione in meno, 2 kmh più lento, meno pressione sui freni: tanto è bastato per finire gambe all'aria. Dice che ogni tanto su può sbagliare un rigore. "Siamo umani", spiega il catalano. "Se sono caduto mentre ero in testa con 3 secondi e mezzo di vantaggio, vuol dire che ho commesso un grave errore. Devo ammetterlo e ripartire a Jerez più forte di prima". Ha le spalle larghe, può prendersi anche responsabilità non sue. Perché c'è chi sostiene che in realtà sia la Honda ad avere qualche problema. Aumentare la potenza quest'anno avrebbe tolto agilità alla moto: il capitombolo di Crutchlow, l'ennesimo fallimento di Lorenzo, lo confermerebbero. "Sì, c'è qualcosa che non va: pensiamo di aver individuato di che si tratta, ci stiamo lavorando".
A proposito, Jorge Lorenzo: un inizio di stagione da incubo, altro che Dream Team. "Sono ovviamente frustrato, deluso: avrei voluto altri risultati, sono stato molto sfortunato", dice il maiorchino. Racconta di aver avuto "problemi simili a quelli di Cal, non riuscivo a fermarmi. All'inizio del gp non è stato facile, la lotta era piuttosto complicata e ho preferito restare prudente per evitare guai. Poi qualche errore che normalmente non faccio: sono uscito un paio di volte di pista. Appunto. Il passo non era male, anche se non comparabile a quello di Marc, potevo essere tra l'8° e il 9° posto". Invece. Anche per lui, Jerez sarà un punto di non ritorno.
Dovizioso: "Torno a casa felice"
Dovizioso di nuovo in testa al mondiale. "Dopo una buona partenza ho perso molti secondi nei giri seguenti: cattive sensazioni, ero lento. Mi sono messo a duellare con Morbidelli, ho mantenuto la calma e recuperato il giusto feeling". Se la gara fosse durata un minuto in più, scommette che poteva passare Miller e prendersi il 3° posto. "Cerchiamo di restare positivi, nonostante tutto. Torno a casa felice. Marc con quella caduta ha mostrato di non avere ogni cosa sotto controllo. Partivo lontano in griglia, ho recuperato da una situazione molto complicata: metto da parte un po' di punti e ora sono al comando. Andiamo a Jerez, dove so di poter fare bene. Siamo più forti del 2018, ma anche gli altri". Ci sono anche alcuni aspetti negativi. Uno, soprattutto. "Prima pensavo di vedermela solo con Marquez invece ora ci sono pure Valentino - che è in una situazione decisamente migliore rispetto all'anno passato - e la Suzuki di Rins, che lo sapevo avrebbe fatto grandi cose". Insomma, ha ragione il vecchio Kenny Roberts? "Ho paura di sì. Sarà durissimo stare davanti nel corso della stagione. Ma i campionati si vincono limitando i danni nelle giornate difficili". Come gli è accaduto ieri.
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La classifica Piloti e Marche
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