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La civiltà nuragica in Parlamento

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La civiltà nuragica in Parlamento

Messaggio da skywalker » 08/05/2019, 11:11

La petizione per inserire l’antica storia sarda nei manuali conquista 7600 firme e approda a Roma

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In pochi giorni ha già raccolto settemila firme, è arrivata anche alle mani celebri di Piero Angela, con la speranza, da parte degli organizzatori, che un testimonial d’eccellenza come lui possa farla decollare ancora di più, e nelle ultime ore è approdata anche in Parlamento attraverso un intervento alla Camera del deputato sardo dei Cinquestelle, Mario Perantoni.

Sta riscuotendo grandi consensi e altrettanto interesse, la petizione on line che è stata lanciata da Nuoro, grazie ai produttori della mostra Nuragica nel centro polifunzionale di via Roma, per chiedere al ministero di inserire la storia della civiltà nuragica nei programmi ministeriali e nei testi scolastici, dove ora, invece, è spesso assente o al massimo relegata in qualche colonnino per giunta non sempre corretto. Lo hanno ricordato, nel corso di un dibattito organizzato nei giorni scorsi ai margini della mostra di via Roma, la scrittrice Clelia Martuzzu, l’antropologo Bachisio Bandinu, l’archeologa e a lungo responsabile della Soprintendenza di Nuoro, Maria Ausilia Fadda, il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, e il produttore della mostra Paolo Alberto Pinna.

Parte da una premessa storica di base, la petizione on line, su www.change.org, ovvero sul fatto che la civiltà nuragica si sia sviluppata «1500 anni prima di Cristo, prima della Civiltà Greca, Etrusca e Romana» e sia riuscita a edificare 10mila nuraghi» ma anche a elaborare soluzioni architettoniche avanzatissime per l’epoca, a edificare architravi, fondazioni, torri sovrapposte e santuari dell’acqua tutt’ora funzionanti. «Questa abnorme attività costruttiva – spiegano ancora i promotori della petizione e della mostra Nuragica – ha trasformato l’Isola nella terra più densamente costruita dell’età del Bronzo" ed, ancora oggi, in un immenso museo a cielo aperto. I nuragici, già prima dell’arrivo dei Fenici, recitarono un ruolo di primo piano nei contatti con le più importanti civiltà dell’epoca: si ritroveranno i segni della loro presenza nella Spagna atlantica, Creta, Turchia, Cipro, Etruria e Lazio, Sicilia, Cartagine in Tunisia. I nuragici insediatisi in Etruria influenzano la nascente civiltà Etrusca sia attraverso i loro usi sia attraverso esportazioni quali quella dei raffinati bronzi figurati nuragici, e quella di ceramiche contenenti le prime produzioni di vino in Europa, attestate in Sardegna già nel 1200 a.C.».

Eppure, come hanno anche rilevato gli esperti intervenuti all’incontro dei giorni scorsi al centro polifunzionale, nonostante i primati, le caratteristiche e il grande influsso che la civiltà nuragica ha esercitato nel bacino del Mediterraneo, a essa «i libri di testo scolastici italiani non dedicano nessuno spazio o, quando presente, tale spazio si limita a poche righe». Per questo, la petizione che sta conquistando centinaia di firme ogni giorno, chiede «al ministero dell'’Istruzione, dell’Università, alla presidenza della Regione e all’ufficio scolastico regionale di attivarsi perché la storia della civiltà nuragica della Sardegna sia inserita nei programmi di studio della scuola italiana, perché sia realizzata una pubblicazione monografica di approfondimento sul tema da distribuire nelle scuole della Sardegna». E sulla stessa lunga d’onda della petizione, si colloca anche l’intervento fatto alla Camera nei giorni scorsi dal deputato Cinquestelle, Mario Perantoni.

«Da tempo – spiega il parlamentare, anche attraverso la sua pagina Facebook – si è consolidata una linea di indirizzo nei testi scolastici delle scuole dell'obbligo in forza della quale, una delle civiltà più importanti della storia antica europea se non mondiale, viene sostanzialmente ignorata. Faccio riferimento alla civiltà Nuragica, fiorita e sviluppatasi in Sardegna dal XV all' VIII secolo avanti Cristo, che ha lasciato testimonianze uniche e meravigliose. Non è accettabile per un Paese come il nostro, che pone la cultura tra i suoi elementi fondanti, che di tale civiltà
delle nostre origini si faccia solo talvolta una mera menzione nei testi scolastici, e non, viceversa, un adeguato e meritevole approfondimento. Per questo motivo preannuncio che mi attiverò nell'ambito delle mie competenze e prerogative, affinché tale lacuna venga quanto prima colmata».


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