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La fauna della Sardegna

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La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:46

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La fauna della Sardegna è ricca di specie di particolare importanza, non comuni e spesso estinte o rare in altre regioni d’Europa. Tra queste numerosi sono gli endemismi, cioè le specie ad areale limitato (per lo più sardo-corso) o esclusive della Sardegna.

Tra i mammiferi, il più caratteristico della fauna sarda è il Muflone, progenitore della pecora domestica e ad essa assai simile. Vive nei monti delle zone centrali dell’isola, tra foreste di lecci e nelle praterie montane e lo si riconosce per la sella bianca sul dorso in contrasto col manto fulvo rossastro e per le corna a spirale dei maschi.

Alcuni boschi della Sardegna sono abitati dal Cervo sardo, di nuovo in aumento dopo aver rischiato l’estinzione a causa del bracconaggio. Importante anche il Cavallino della Giara, che vive allo stato brado in questo altopiano basaltico della Sardegna centrale.

Il Gatto selvatico sardo appartiene a una sottospecie del gatto selvatico europeo, diffusa nell'Africa settentrionale, in Corsica e in Sardegna. È un mammifero predatore di piccoli roditori, conigli, uccelli e anfibi che va a caccia prevalentemente di notte. Il suo aspetto è molto simile a quello di un gatto domestico, con il quale talvolta può incrociarsi.

L’Orecchione sardo è un pipistrello endemico della Sardegna, cioè presente solo nell’isola, scoperto soltanto nel 2002. La scoperta è di notevole importanza in quanto si tratta dell'unico mammifero endemico non solo della Sardegna, ma d'Italia. Il nome deriva dalle orecchie di grandi dimensioni.

Tra i rapaci si segnala il Falco della regina, specie che nidifica in colonie, alla fine dell'estate. In Sardegna è presente con oltre quattrocento coppie nelle isole sulcitane e lungo le scogliere del Golfo di Orosei. All’inizio di novembre gli uccelli migrano verso il Madagascar.
Il nome della specie si riferisce a Eleonora d'Arborea, giudicessa sarda che nel suo codice di leggi (Carta de Logu, XIV secolo) vietava la cattura di falchi e la predazione dei nidi: lo scopo era quello di proteggere la pratica aristocratica della falconeria, l'effetto indiretto quello di preservare i falconidi dall'estinzione.

L'Aquila reale è il più grande rapace d'Italia, se si eccettua il Grifone che sopravvive con una trentina di coppie nella Sardegna nord- occidentale. Le femmine dell’Aquila reale possono raggiungere un'apertura alare di circa 2,20 metri; il maschio è di dimensioni inferiori. La specie, oggi protetta, conta una buona popolazione nell’arco alpino, è presente nelle montagne appenniniche e in Sicilia e una cinquantina di coppie vive in Sardegna.
Una lista completa delle specie che costituiscono la fauna sarda sarebbe troppo lunga. Le specie più rappresentative dell'isola sono indicate in base gli elementi faunistici di maggior interesse naturalistico, storico, culturale, ecologico.


I Mammiferi presenti in Sardegna si possono distinguere, per praticità secondo la nicchia ecologica occupata, nei seguenti gruppi:

Gruppo degli ungulati: comprende le specie di grandi dimensioni erbivore o onnivore che fanno capo agli ordini degli Artiodattili e dei Perissodattili.

Gruppo dei carnivori terrestri: comprende i predatori che vivono in ecosistemi terrestri. Le specie sono tutte comprese nell'ordine dei Carnivori.

Gruppo dei piccoli mammiferi: comprende piccole specie erbivore o onnivore oppure piccoli predatori di invertebrati (insettivori). Si tratta di un raggruppamento eterogeneo che in sostanza fa capo agli ordini dei Lagomorfi, dei Roditori, dei Chirotteri, degli Insettivori.

Gruppo dei mammiferi marini: comprende i mammiferi associati ad ambienti marini e rientrano negli ordini dei Cetacei e dei Carnivori.


Ungulati
Gli ungulati selvatici rappresentano un elemento faunistico di grande interesse naturalistico perché per la maggior parte sono specie vulnerabili o a rischio di estinzione, perché vincolate al destino degli ecosistemi forestali e minacciate dal bracconaggio. Sotto l'aspetto tassonomico fanno capo a due ordini.

Gli Artiodattili sono rappresentati da quattro specie associate ad ambienti di macchia o di foresta:

il Cervo sardo, endemismo sardo-corso a livello di sottospecie;
il Daino, estinto alla fine degli anni sessanta e successivamente reintrodotto;
il Muflone, secondo alcune fonti è ritenuto un originario endemismo sardo-corso introdotto poi nel continente;
il Cinghiale sardo, endemismo sardo-corso a livello di sottospecie.

I Perissodattili fanno capo alle due specie cosmopolite, l'Asino e il Cavallo, ma gli esemplari presenti in Sardegna allo stato selvatico rappresentano due genotipi dotati di peculiarità tali da poterli considerare unici al mondo:

l'Asinello bianco, ceppo albino morfologicamente affine alla razza domestica sarda, che ha un mantello grigio, è l'unico asino selvatico presente in Europa;
il Cavallino della Giara, razza equina selvatica, riconosciuta nella lista ufficiale delle razze italiane, è l'unica colonia di cavalli selvatici presente in Europa.

Particolare
In evidenza, tra le immagini di spalla, l’Asinello albino del Parco Nazionale dell’Asinara, da cui l’isola trae il nome, Il Grifone, l'Aquila reale e il Falco della regina


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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:50

Muflone

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E' uno degli animali caratteristici della Sardegna. Si tratta di un ovino selvaggio con grandi corna ricurve. Predilige le zone collinari e montane
Nella zona del Parco Nazionale dell'Asinara il muflone è diffuso in discreta quantità sulle alture dell'isola dell'Asinara.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:51

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Cinghiale
Comune nelle aree estese di macchia ed in particolare nelle aree protette è anche il cinghiale, pure questo com'è anche visibile dalla foto, di taglia sensibilmente più piccola del cinchiale, per esempio, della maremma. Negli ultimi anni i cinghiali hanno proliferato tanto che è ormai assai frequente vederli persino nelle aree abitate in cerca di cibo. Sull'isola dell'Asinara sono stati introdotti cinghiali di taglia più grande provenienti dal continente, così che non è infrequente vedere anche incroci delle due specie.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:52

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Asino
Tra gli animali che si possono considerare un simbolo della Sardegna c'è sicuramente l'asino e in particolare va ricordato l'asinello albino dell'Asinara, riscontrabile solo su quest'isola.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:53

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Cervo sardo
Si tratta di un cervo della specie dei cervi europei che, verosimilmente introdotto in Sardegna in epoca preistorica si è adattato al territorio e alle condizioni di vita modificando in parte le caratteristiche della specie. Anche per il cervo sardo infatti la caratteristica distintiva peculiare è la dimensione ridotta rispetto a quella della specie europea. Inoltre presenta un muso allungato ed orecchie più prominenti.
Si tratta di specie protetta che ha rischiato l'estinzione a metà del secolo scorso.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:54

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Gatto selvatico
Sarà piuttosto difficile riuscire a vedere un gatto selvatico, presente nella riserva di Capo Falcone, ma purtroppo in pochissimi esemplari. Si tratta della stessa specie di gatto selvatico africano, introdotto in Sardegna probabilmente all'epoca dei fenici.
E' un felino di aspetto simile alla lince che può raggiungere i 70 cm. di lunghezza.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:55

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Mustiolo
Si tratta del mammifero più piccolo esistente, arrivando al massimo ad una lunghezza di 5 cm. E' praticamente invisibile all'occhio umano non solo per la taglia minuscola, ma anche per come si nasconde tra arbusti e rocce. E' un carnivoro che divora tutte le prede più piccole di lui che riesce a catturare ed è a sua volta preda dei rapaci notturni.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 6:56

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Donnola
Tra le specie terrestri che popolano l'area del promontorio di Capo Falcone e l'Asinara, ricordiamo anche la donnola, diffusa in egual misura in tutte le aree della Sardegna dalle aree costiere sino a quelle montane. Da notare che la sottospecie sarda, contrariamente a quanto accade per le sottospeci sarde degli altri animali, differisce dalla specie tipo per le dimensioni maggiori.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 7:06

Ardea purpurea

L'airone rosso (Ardea purpurea Linnaeus, 1766) è una specie di uccello della famiglia delle Ardeidae.

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Descrizione
È piuttosto grande, con anche 1,50 m di apertura alare. Ha una taglia di 78–90 cm e può pesare anche 1,5 Kg. È leggermente più piccolo dell'airone cenerino. Ha un lungo collo marrone a forma di S con una striscia nera; la sommità del capo è nera. Sulle ali presenta delle macchie color bruno. Durante il periodo del corteggiamento acquista un piumaggio molto più attraente, specialmente sul collo.

Biologia
Si nutre di pesci, anfibi e insetti (larve e adulti). Di solito è attivo al tramonto e all'alba. Si può nutrire anche di crostacei o molluschi e occasionalmente mangia piccoli mammiferi, serpenti e lucertole. Può vivere anche più di 20 anni.

Riproduzione
Nidifica in piccole gruppi, generalmente composte da due o tre coppie a volte insieme anche ad altre specie (come l'airone cenerino, la sgarza ciuffetto, l'airone bianco maggiore o la nitticora) verso la fine di aprile e l'inizio di maggio.
I nidi sono costruiti solitamente nei canneti o tra altre piante tipiche delle zone umide, generalmente a 0.5 – 1 m dall'acqua, ma possono essere anche sugli alberi a 25 m da terra. Sono costruiti con canne o rametti di albero. Depone 4-5 uova azzurre - verdi macchiate di bianco. Dopo circa un mese si schiudono, e i piccoli impiegano 45 - 50 giorni prima di iniziare a volare. Entrambi i genitori si prendono cura dei piccoli almeno fino a quando non hanno imparato a volare.
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Re: La fauna della Sardegna

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 7:08

Circus pygargus

L'albanella minore (Circus pygargus, Linnaeus 1758) è un uccello della famiglia degli Accipitridae.

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Distribuzione e habitat

L'albanella minore è un uccello rapace, che occupa un areale abbastanza vasto, europeo, africano, asiatico. In Italia nidifica in primavera inoltrata in varie regioni del centro-nord, ma ne esistono delle colonie anche in Sardegna e nel Salento; i suoi habitat sono le zone collinari, ma con spazi aperti come terre coltivate o pascoli. Frequenta in riproduzione canneti, paludi, brughiere e campi alberati, zone steppose, savane e coltivi durante lo svernamento. Nel paleartico è specie nidificante e migratrice.

Identificazione
L'albanella minore è un rapace di medie dimensioni (lunghezza di circa 43 cm), con caratteristiche tipiche del genere di appartenenza Circus. È però più snello con coda sporgente e ali lunghe, strette e appuntite (tanto che sono visibili 4 "dita") Il volo è leggero, aggraziato e assai agile spesso radente al suolo e caratterizzato da serie di 5-6 battiti alternati a planate. Si posa a terra e sui cespugli, mostra costumi gregari. Il maschio adulto presenta una colorazione grigio scura con la "mano" nera così come la linea trasversale che attraversa il "braccio". Il grigio più scuro del corpo e delle copritrici contrasta con il grigio più chiaro delle copritrici primarie e delle secondarie. Il grigio della gola e del petto sfuma nel bianco striato di rossiccio del ventre e dei fianchi. Il sottoala presenta un'estesa macchia nera sulla punta delle ali, due barre nere sulle secondarie e le copritrici bianche densamente macchiate di rossiccio. Si ciba di prede varie, tra cui rettili, anfibi, piccoli uccelli e micromammiferi e insetti.

Stato di conservazione
È specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92. A causa della scomparsa delle steppe naturali, la specie si è dovuta adattare a cacciare e a riprodursi quasi esclusivamente nei campi coltivati. Oggi, in quasi tutta Europa, la principale causa della diminuzione è la distruzione dei nidi, rigorosamente posati sul terreno, da parte dei mezzi meccanici impiegati nella mietitura; la progressiva restrizione degli areali di nidificazione e dei microambienti idonei espone sempre di più le coppie rimaste all'individuazione da parte di predoni e bracconieri. Altri fattori limitanti sono l'uso massiccio di pesticidi in agricoltura, che determina una scarsa disponibilità trofica, il bracconaggio, la predazione di uova e nidiacei (sia da parte di mammiferi sia di corvidi).
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