Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

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Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:50

Scoperto il primo sinapside basale italiano

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I paleontologi selezionano i reperti nella Formazione di Cala del Vino, sul promontorio di Torre del Porticciolo (Alghero).

È il primo sinapside basale scoperto in Italia. Un caseide erbivoro di grandi dimensioni, che viveva nel Permiano medio fra 279 e 272 milioni di anni fa. I fossili di Alierasaurus ronchii sono stati scoperti nei depositi della Formazione di Cala del Vino, sul promontorio di Torre del Porticciolo (Alghero) e studiati da un'équipe di paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pavia e il Museum für Naturkunde di Berlino. Lo studio è stato pubblicato di recente su Palaeontologia Electronica.

Il "pelicosauro" più grande

Il ritrovamento, durante le ultime campagne di scavo, di costole dorsali di dimensioni enormi, ha portato i ricercatori a ipotizzare che Alierasaurus ronchii molto probabilmente rappresenti il "pelicosauro" più grande mai scoperto finora (per semplificare abbiamo utilizzato il termine classico "pelicosauro". Il termine corretto adottato attualmente su base filogenetica è "non-therapsid synapsids").

Questo esemplare era lungo circa 7 metri ed era caratterizzato molto probabilmente da un collo molto corto e da una testa in proporzione molto piccola, come osservato negli esemplari più completi del gruppo. Nei grandi caseidi le ossa degli arti anteriori erano più lunghe e robuste di quelle posteriori e le falangi unguali delle mani erano molto sviluppate; caratteristiche che hanno portato a ipotizzare che questi erbivori fossero in grado di scavare attivamente nel terreno, in cerca di radici ricche di acqua e nutrienti.

"Alierasaurus ronchii era un animale goffo, con un torso molto ampio, a forma di 'barilotto', che permetteva la fermentazione e l'elaborazione, attraverso tratti digerenti molto lunghi, di una grande quantità di vegetali", spiega Marco Romano, paleontologo del Museum für Naturkunde di Berlino, coordinatore dello studio. "Nei caseidi di grandi dimensioni il collo era così corto e la testa così piccola rispetto al resto del corpo, che se non fossero stati trovati in perfetta articolazione fra loro, avremmo potuto attribuirli a due animali differenti".

Nonostante fossero erbivori, i caseidi erano dotati di un apparato masticatorio ancora poco specializzato. I denti, infatti, non venivano utilizzati per masticare ed elaborare il cibo, ma solo per strappare i vegetali, da inghiottire poi direttamente, lasciando all'enorme tratto digerente il compito di scomporre e digerire le fibre complesse. La presenza di numerosi denticoli sulle ossa del palato e il robusto apparato ioideo, che sosteneva i muscoli della lingua, porta a ipotizzare che questi animali utilizzassero le forti e possenti lingue per comprimere i vegetali sul palato e triturarli attraverso lo sfregamento sui denticoli.

Ritrovamenti rari

I primi resti dell'esemplare sono stati scoperti nel 2008 da uno studente dell'Università di Pavia, durante un campo di geologia diretto dal professore Ausonio Ronchi. Nel corso di dieci campagne di scavo, i paleontologi hanno recuperato più di 70 ossa e numerosi frammenti dai depositi permiani della Formazione di Cala del Vino. L'ottimo stato di conservazione delle ossa ha permesso di studiare ogni singolo particolare anatomico nel dettaglio, consentendo di condurre per la prima volta osservazioni su alcuni elementi particolari come le ossa del piede.

"L'esemplare è unico e importantissimo dal punto di vista scientifico", conclude Romano. "I fossili dei caseidi sono estremamente rari: quasi tutti sono stati ritrovati in Nord America, e in Europa sono solo quattro quelli descritti su articoli scientifici. La scoperta ha inoltre importanti ricadute sul piano paleobiogeografico, in grado di far luce sulla distribuzione geografica e la dispersione dei sinapsidi basali nel Paleozoico superiore".




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Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:50

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Re: Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:51

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Re: Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:51

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Costola dorsale inglobata


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Re: Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:52

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I resti ritrovati durante le campagne di scavo.


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Re: Alghero: Scoperto il primo sinapside basale italiano

Messaggioda skywalker » lunedì 3 luglio 2017, 12:53

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Il promontorio di Torre del Porticciolo.


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