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Sa die de sa Sardigna

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Sa die de sa Sardigna

Messaggio da skywalker » 29/04/2019, 7:56

Sa die de sa Sardigna (in sassarese La dì di la Sardhigna, in gallurese La dì di la Saldigna, in algherese lo dia de la Sardenya e in italiano Il giorno della Sardegna) è una giornata di festività istituita dal Consiglio regionale della Sardegna con la Legge Regionale 14 settembre 1993, n. 44, nominandola Giornata del popolo sardo.

La festività vuole ricordare la sommossa dei vespri sardi del 28 aprile 1794 che costrinse alla fuga da Cagliari il viceré Vincenzo Balbiano e i funzionari sabaudi, in seguito al rifiuto di soddisfare le richieste dell'allora Regno di Sardegna per riservare ai sardi le cariche pubbliche, un Consiglio di Stato a Cagliari, vicino alla sede del viceré e l'istituzione a Torino di un Ministero per gli affari della Sardegna. Rientrata la rivolta, alcune richieste furono accolte nel 1796.

In occasione della festività, diversamente dalla festa del santo patrono, gli uffici pubblici dell'isola rimangono aperti, mentre chiudono le scuole.

Storia

Serpeggiando sempre più il malcontento nei confronti dell'amministrazione piemontese, negli ultimi decenni del Settecento si creò un movimento di ribellione che attraversò tutta l'isola, in prossimità con gli eventi rivoluzionari francesi e i fermenti sorti in varie parti d'Europa (Irlanda, Polonia, Belgio, Ungheria, Tirolo). Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell'isola lungo due linee, l'una nel Cagliaritano e l'altra nei pressi dell'arcipelago della Maddalena, guidata dall'allora giovane ufficiale Napoleone Bonaparte, riparato in Francia continentale in seguito all'insurrezione paolina appoggiata dagli inglesi. I Sardi opposero però resistenza e, riuscendo a sventare tale piano, cominciò a montare nell'opinione pubblica un sentimento di rivalsa nei confronti della Corona sabauda per la difesa del Regno.

I Sardi chiesero così che fosse loro riservata gran parte degli impieghi civili e militari e un'autonomia maggiore rispetto alle decisioni della classe dirigente locale. Al perentorio rifiuto da parte del governo piemontese di accogliere qualsiasi richiesta, la borghesia cittadina organizzò così con l'aiuto del resto della popolazione il moto insurrezionale.

L'episodio finale che condusse alla contestazione fu l'arresto ordinato dal viceré di due capi del cosiddetto "partito patriottico", gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Il 28 aprile 1794 (data nota come sa die de s'aciappa, ossia "il giorno della cattura") la popolazione inferocita allontanò dalla città tutti i 514 funzionari continentali, compreso il viceré Balbiano, che nel mese di maggio di quell'anno furono imbarcati con la forza e cacciati via dall'isola. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, le popolazioni di Sassari e Alghero fecero altrettanto, coinvolgendo poi tutto il resto dell’isola.

I moti antifeudali furono successivamente guidati per altri due anni da Giovanni Maria Angioy, alto magistrato del Regno di Sardegna, salvo essere alla fine repressi dalle forze lealiste, ingrossatesi in seguito alla stipulazione del trattato di pace sottoscritto da Napoleone e Vittorio Amedeo III. L'esperimento rivoluzionario sardo giunse così al termine, e l'isola rimase sotto la giurisdizione sabauda. A esso seguì un periodo di restaurazione aristocratica e monarchica, che non riuscì a spegnere altri spontanei focolai di ribellione occorsi tra il 1802 e il 1821.

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Messaggio da skywalker » 29/04/2019, 7:57

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Sa die de sa Sardigna

Messaggio da skywalker » 29/04/2019, 7:58

Festa per Sa Die, ma ancora niente giunta. Solinas: "La limba nelle scuole"
Discorso in sardo per il governatore durante il consiglio regionale. Pais: "Nuovo Statuto, la Sardegna diventi come il Trentino"

La seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata a Sa Die de sa Sardigna si è aperta con un minuto di silenzio per la scomparsa di LelloMereu, presidente del parlamento sardo dall’89 al ‘91 e storico esponente del Partito socialista, scomparso nella notte a 84 anni.

Neanche oggi verranno annunciati i nomi dei sette assessori mancanti. Prima dell'inizio della seduta lo ha detto Christian Solinas incontrando i giornalisti: "La Giunta arriverà, ma oggi parliamo della festa del popolo sardo. Consentitemi di festeggiare la grande risposta di popolo che si è vista nelle celebrazioni".

Il primo a prendere la parola in Aula è stato il presidente del Consiglio Michele Pais: "Il rispetto della data del 28 aprile che ci porta oggi in Consiglio dà più significato alla festa di Sa Die. Le polemiche sui calcoli ragionieristici dei costi della seduta domenicale sono fuori luogo", ha detto, rispondendo alle lamentele dell'opposizione sui costi elevati di una seduta consiliare in un giorno festivo.

"Dobbiamo promuovere in Sardegna una vera rivoluzione federalista, che parta dai comuni e un nuovo rapporto tra la Regione e gli enti locali", ha aggiunto Pais. "Serve un nuovo intervento davvero innovativo sullo Statuto speciale per avere più autogoverno e più federalismo, magari sul modello del Trentino Alto Adige".

Dopo i capigruppo, l'intervento di Solinas. Che ha parlato in lingua sarda. Per lui un lungo applauso dell’aula e del pubblico alla fine del discorso dedicato all’importanza dell’utilizzo del sardo in tutte le circostanze della vita.

"La lingua sarda non si può chiudere agli arresti domiciliari, perché sia utilizzata solo in casa. Noi parliamo in tutti i luoghi di vita e di lavoro. La lingua sarda è l’impronta più evidente della nostra identità, e deve avere la sua consacrazione nella scuola", ha affermato il governatore.

Quindi l'esecuzione del canto "Su patriota sardu a sos feudatarios" (noto anche come "Procurade ‘e moderare"), scelto un anno fa con legge regionale come inno ufficiale della Regione Sardegna.

Tutta l’aula e il pubblico hanno intonato le strofe iniziali.

LA FRASE STORICA - Per quattro volte, nel dibattito consiliare su Sa Die, è stata citata una storica frase del patriota sardo Giovanni Maria Angioy, scritta nel 1999: l’hanno inserita nei propri discorsi il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Mura, la capogruppo del M5S Desirè Manca e il capogruppo leghista Dario Giagoni.

Eccola, la frase: "Malgrado la cattiva amministrazione, l'insufficienza della popolazione e tutti gli intralci che ostacolano l'agricoltura, il commercio e l'industria, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per il nutrimento e la sussistenza dei suoi abitanti. Se la Sardegna in uno stato di languore, senza governo, senza industria, dopo diversi secoli di disastri, possiede così grandi risorse, bisogna concludere che ben amministrata sarebbe uno degli stati più ricchi d'Europa, e che gli antichi non hanno avuto torto a rappresentarcela come un paese celebre per la sua grandezza, per la sua popolazione e per l'abbondanza della sua produzione".
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