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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il giovedì 22 agosto 2013, 14:25

Google e Claude Debussy: il doodle è musicale
E' dedicato al compositore e pianista francese il Doodle di oggi. Nato 151 anni fa a Saint-Germain-en-Laeye, nella regione dell'Île-de-France, Claude Debussy è ricordato da Google con un'animazione che rappresenta un'auto degli inizi del secolo, gli anni in cui visse l'artista, che percorre una strada al chiaro di luna, proprio come il celebre brano "Clair de Lune" che Google ripropone per celebrarlo.Ma poi anche mulini, battelli, mongolfiere e luci nelle strade e nelle case, per festeggiare il trionfo del progresso in quella bella Parigi dove sembra svolgersi l'animazione, che si conclude con la più romantica delle immagini: due barchette sotto la pioggia si incontrano per non separarsi più.

[flv]http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2013/08/22/147378/147378-video-rrtv-doodlegoogle220813rs.mp4[/flv]
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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il venerdì 22 novembre 2013, 22:08

Jfk, a 50 anni dall'omicidio che cambiò l'America

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E' il 21 novembre del 1963, l'Air Force One decolla da Houston e porta il presidente John Fitzgerald Kennedy a Fort Worth, una piccola città attaccata a Dallas. Passa qui la sua ultima notte, all'Hotel Texas. Gli preparano la suite più bella, piena zeppa di quadri di valore, ma gli uomini della scorta non la giudicano abbastanza sicura e così scendono di un piano alla 850. Per non lasciare senza la dovuta coreografia Jfk e la moglie Jacqueline, alcuni Picasso e Van Gogh vengono spostati in tutta fretta. Il passato qui non esiste più. Le ristrutturazioni successive cambiano il volto dell'albergo, a partire dal nome: ora Hilton Fort Worth. La 850 è sparita, ma nel mezzanino e nella lobby ci sono grandi foto ricordo e il negozio interno vende memorabilia dell'epoca. Di fronte all'ingresso svetta la grande statua di bronzo di Kennedy, pezzo forte del memoriale a lui dedicato.

David lavora alla reception: "Tutti quelli che arrivano sono scossi da un brivido di emozione. Anche i più giovani o gli stranieri che non sanno cosa è successo in questo posto, appena ne vengono a conoscenza chiedono, si informano, scattano foto". In questi ultimi giorni la febbre sale: "Il cinquantesimo anniversario ha riacceso l'interesse, c'è una sorta di processione: in centinaia vengono a vedere dove ha dormito l'ultima volta". E dove tiene il suo ultimo discorso prima di volare verso Dallas.

L'epicentro nella città texana è Dealey Plaza, dove si incrociano Elm e Houston Street. Qui alle 12 e 30 del 22 novembre passa il corteo presidenziale, nascosto dietro un mucchio di cartoni della finestra al sesto piano della Texas School Book Depository sta appostato Lee Harvey Oswald. Prende la mira e spara per tre volte. Ci può affacciare dallo stesso punto, gli alberi, che da sotto sembrano coprire la visuale, in realtà non sono un ostacolo: persino ad un occhio poco esperto sembra un colpo possibile. Adesso questa palazzina di mattoni rossi è il Sixth Floor Museum che un gruppo di appassionati ha messo in piedi strappandolo alla sicura demolizione: "Non avremmo potuto permetterlo, sarebbe stato come ammettere che Dallas aveva qualcosa da nascondere", spiega ai giornali locali Lindalyn Adams, una delle fondatrici.

Sotto, dove le strade formano la piazza, è tutto come cinquant'anni fa. Cambia solo il cemento rifatto proprio in questi giorni per cancellare le X bianche che indicavano il luogo esatto della vettura di Jfk. E c'è in più il monumento che ricorda l'attentato, con le lapidi nere e la fontana bianca che fa rimbalzare i getti d'acqua. I turisti fanno la fila per entrare, i venditori ambulanti spacciano "documenti dell'epoca" e i testimoni oculari si moltiplicano con l'avvicinarsi della data storica. Oggi alle 12 e 30 qui ci sarà la cerimonia ufficiale: minuto di silenzio, campane e dal palco verranno letti i discorsi di Jfk. Un profilo basso, senza autorità, senza membri della famiglia Kennedy: "Vogliamo ricordare più la sua vita che il suo omicidio", spiega Ruth Altshuler del comitato organizzatore.

Mikey viene da Cincinnati, ha quasi ottant'anni ed è qui con i nipoti che gli hanno sentito ripetere mille volte quel giorno: "Ero al lavoro, appena arrivata la notizia ci fecero uscire dalla fabbrica: accendemmo le televisioni e molti si misero a piangere". Tutti quelli che sono qui si ricordano dov'erano e cosa stavano facendo, la risposta è automatica: "Certo che lo so, ero...." e via raccontando. Se lo ricorda anche Marcus che sta entrando al Texas Theatre, il cinema al 231 di Jefferson Boulevard dove Lee Harvey Oswald viene arrestato. Anche qui tutto è cambiato, le poltrone sono rosse come allora ma queste splendono di design ultramoderno. Nella lobby c'è un bel bar e al piano di sopra una galleria d'arte. Proiettano War is Hell, lo stesso film che andava in scena quel giorno e poi JFK di Oliver Stone, ovvio. I proprietari convivono con la storia, due anni fa provano pure a mettere in vendita delle magliette con la scritta: Oswald Wanted. Vanno a ruba ma le polemiche sconsigliano di ripetere l'iniziativa.

L'altro santuario è il Parkland Memorial Hospital dove, alle 13 in punto, Kennedy viene dichiarato morto dopo i tentativi disperati di salvarlo: una lapide lo ricorda. Le targhe o i cartelloni turistici sono ovunque per ricordare quella mattina che cambiò l'America: ci sono a Beckley street dove Oswald dorme la sera prima dell'attentato e qualche isolato più in là al 214 di Neely Street dove Lee vive invece con la moglie Marina e le due bimbe piccole. E' qui davanti che lui si fa fare la famosa foto con il moschetto in mano. Ed è lungo queste strade che il viaggio nella memoria funziona meglio, perché in questi quartieri dalle case basse di legno niente o poco è cambiato.

Sembra di vederlo il poliziotto di pattuglia J. D. Tippit che ferma l'assassino di Kennedy perché corrisponde alla descrizione diramata subito dopo la sparatoria. Lo intercetta alla fine di East 10th street ma non fa in tempo a difendersi che viene ucciso a colpi di pistola. Sua moglie Marie oggi lo ricorda così: "Era un brav'uomo, un cristiano, amava me e i suoi bambini. Niente me lo riporterà indietro, che è l'unica cosa che mi interessa: ma penso sia giusto e importante ricordare". Una targa nera, quadrata, gli rende omaggio. Il marciapiede traballa, screpolato come una ferita oggi come cinquant'anni fa.
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Messaggioda skywalker il lunedì 2 dicembre 2013, 10:07

Google Doodle, oggi si celebrano i 90 anni di Maria Callas

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Il Google Doodle di oggi - che va ad aggiungersi a una ricca lista di loghi interattivi e non - celebra i novant’anni di Maria Callas, che tutti conosciamo e che sicuramente non ha bisogno di presentazioni, anche se ricordarne la storia e il talento - specialmente in un’occasione come questa - non è fuori luogo né inutile.

Nata il 2 dicembre del 1923, Maria Callas è morta in solitudine a Parigi il 16 settembre del 1977. Artista stimata in tutto il mondo, è passata alla storia come esempio di talento, professionalità e passione: una miscela per fetta per renderla un punto di riferimento indimenticabile e imprescindibile per la musica lirica e per coloro che vogliano iniziare un mestiere tanto difficile quanto carico di soddisfazioni.

I musicologi le attribuiscono la grande capacità di aver ridato vita al soprano drammatico di agilità, la cui fortuna si era spenta verso l’Ottocento inoltrato dopo un inizio secolo davvero sorprendente. Poche persone riuscirono a riscuotere lo stesso successo presso il pubblico e la critica, se pensate che Riccardo Muti è sempre stato sicuro che lei fu per la voce quello che Toscanini fu per l’orchestra; che Pier Paolo Pasolini ebbe più volte a definirla “la più moderna delle donne, in cui tuttavia vive una creatura antica, strana, misteriosa, arcana, che cela terribili conflitti interiori”; e potremmo continuare all’infinito, anche se preferiamo terminare con le dichiarazioni splendide di Patty Smith, che ha confessato di aver appreso il rock proprio grazie alla Callas:

“In lei vedevo qualcuno capace di rendere leggero, di innalzare e assieme rendere profondo ciò che cantava, mi arrivava la sua fragilità e la sua potenza”.

Cecilia Sophia Maria Anna Kalogheròpoulos - questo, il vero nome della Callas - è stata il più grande soprano della storia e continuerà ad essere considerata tale per molto altro tempo ancora: questo Google Doodle è il minimo che si può fare per una donna così. Tanti auguri, regina soprano!
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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il sabato 21 dicembre 2013, 11:31

È la notte più lunga dell'anno quella del 21 dicembre e Big G la celebra con un Doodle animato che rievoca il grande freddo alle porte: una sciarpa-guanto che due mani stanno lavorando ai ferri. Colori e lana calda per salutare l'arrivo dell'inverno, che inizierà ufficiamente questo pomeriggio alle 18.11 quando il solstizio darà avvio alla stagione astronomica che si concluderà in primavera con l'equinozio. Oggi è dunque il giorno in cui l’emisfero Nord della Terra riceve il minimo irraggiamento solare nel corso dell’anno, per questo le giornate tendono a essere meno miti

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Messaggioda skywalker il venerdì 3 gennaio 2014, 11:17

Coppi, l'Isola e quel neo in carriera
Il campionissimo morì 54 anni fa

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Una sola vittoria e qualche difficoltà per Coppi nelle gare in Sardegna

Esattamente 54 anni fa la scomparsa di Fausto Coppi. Pochi, e talvolta segnati anche dalla sfortuna, i passaggi in Sardegna del campionissimo, nella sua irripetibile carriera.

Nel suo palmares figura però anche la vittoria in una gara a punti a Cagliari il 23 febbraio del 1955, anno in cui sarà solo 26esimo nella classica Sassari Cagliari.

Gara alla quale aveva partecipato anche due anni prima come segnalavano i cinegiornali dell'epoca dell'Istituto Luce

E nell'isola Fausto Coppi fu vittima di una delle sue tante cadute che gli procurarono diverse fratture.

Il primo marzo del 1957 cade in circuito a Sassari in preparazione alla Sassari Cagliari del giorno successivo; medicato dovette rientrare nella penisola per essere operato e quella caduta pregiudico' la partecipazione alla Milano Sanremo. Campionissimo in difficoltà anche nelle corse a tappe isolane.

Nel 1958 conclude il Giro di Sardegna al 25esimo posto, e nella memoria degli appassionati restano le sue appesantite pedalate sui modesti rilievi della quarta frazione di quella corsa.
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Messaggioda Cuore Rossoblu il venerdì 3 gennaio 2014, 11:26

I 60 anni della Rai: il compleanno della tv italiana

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Il 3 gennaio 1954, sessant’anni fa, iniziavano ufficialmente le trasmissioni televisive della Rai-Radio Televisione Italiana, su un unico canale. E’ Fulvia Colombo, la prima signorina buonasera, a inaugurare le trasmissioni di quella che poi sarebbe diventata Rai 1 e che allora si chiamava Programma Nazionale. Lo stesso giorno va in onda il primo telegiornale, antesignano dell’attuale Tg1. Anche la Domenica Sportiva (che, sperimentalmente, era nata a Milano tre mesi prima delle trasmissioni regolari), va in onda per la prima volta, alle 23.15, con le immagini della partita Inter-Palermo: la Domenica Sportiva, in onda ancora oggi, è dunque il programma più longevo della televisione italiana.

«La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive».

Con queste parole Fulvia Colombo dà il via alle danze, dal Centro di Produzione di Corso Sempione, a Milano.

Il primo programma in assoluto è Arrivi e partenze: va in onda alle 14.30, per la regia di Antonello Falqui e la conduzione di Armando Pizzo e di Mike Bongiorno (!) e propone una serie di interviste a personaggi in transito presso l’aeroporto di Ciampino. Poi una rubrica sull’arte, quindi il Tg, appunto, alle 20.45. Poi Teleclub, una commedia di Goldoni recitata “in diretta” e quindi lo storico programma sportivo.

E’ passata molta acqua sotto i ponti, e molti, moltissimi volti programmi si sono susseguiti sulle frequenze televisive che, a poco a poco, sono aumentate a dismisura. Oggi, 3 gennaio 2014, mamma Rai festeggia il suo sessantesimo compleanno.
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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il sabato 2 agosto 2014, 21:27

Due Agosto, la bomba 34 anni fa. Poletti: "Risarcimenti prima possibile". Napolitano: "Resti vivo anelito alla verità"
Oggi l'anniversario della strage alla stazione che provocò 85 morti e oltre 200 feriti. In Senato un minuto di silenzio. Grasso: "Ricordo contro cultura della dimenticanza". Bolognesi: "Governo rispetti impegni presi". Contestazione di collettivi e centri sociali pro Gaza.

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BOLOGNA - La celebrazione del trentaquattresimo anniversario della strage alla stazione è iniziata in Consiglio comunale alle 8,30 con l’incontro tra gli amministratori e l’Associazione famigliari delle vittime presieduto dal sindaco Virginio Merola, dal presidente dell’associazione stessa Paolo Bolognesi e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Alla stessa ora sono confluite in piazza Maggiore anche le staffette podistiche “per non dimenticare” provenienti da tutt’Italia.

"Il governo italiano non dimentica né questa né nessun altra strage né nessun altro atto di terrorismo compiuto in questi anni nel nostro Paese". E' la "rassicurazione" che il ministro Giuliano Poletti ha consegnato oggi ai famigliari delle vittime del 2 agosto, oggi nella sala del consiglio comunale di Bologna. Poletti ha portato i saluti del premier Matteo Renzi. "L'obiettivo del governo è quello di dare piena attuazione alla legge 206 per il risarcimento alle vittime delle stragi. E' un obiettivo da raggiungere al più presto possibile in maniera equa e piena". "Ogni risarcimento - ha aggiunto Poletti parlando ai familiari delle vittime - non può cancellare lo strazio e il dolore, ma può dare il senso che lo Stato è vicino a chi ha sofferto. Il lavoro sta andando avanti, abbiamo inserito alcune norme che risolvono una parte significativa dei problemi, ci sono ancora alcuni nodi irrisolti. Ma questo metodo ha dato buoni frutti - ha concluso Poletti - e l'obiettivo del governo è raggiungere un'applicazione piena di questa legge".

Anche la figlia di Aldo Moro, Agnese, è a Bologna oggi. A lei si è rivolto il presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Paolo Bolognesi, nella sala del consiglio comunale e ringraziandola per la presenza insieme "ai figli di Bachelet e al figlio del giudice Amato", ai parenti della strage dell'Italicus, di piazza della Loggia e del Rapido 904: tutti "avvenimenti luttuosi" che hanno scandito "la storia criminale e politica del Paese". Intanto, "ogni anno aumentano" i familiari delle vittime della stazione presenti alle cerimonie (quest'anno, alla vigilia della commemorazione di oggi ne risultavano oltre 140), sottolinea Bolognesi: "Non una riunione di reduci ma di persone che vogliono affrontare il futuro con le riforme che servono per la democrazia e a recuperare la vita civile del Paese". Non si tratta solo di ricordare il passato, aggiunge il presidente: bisogna "rendersi conto che se viviamo una situazione di questo tipo è anche perché non si sono tratte le conseguenze di quello che sono stati questi anni" scanditi dalle stragi, che non hanno permesso all'Italia di "maturare dal punto di vista democratico". Ha poi ricordato l'impegno del governo sui risarcimenti alle vittime: "Dopo dieci anni di immobilismo, si è rimessa in moto la macchina che dovrebbe far funzionare completamente la legge 206 sui risarcimenti per le vittime. L'anno scorso abbiamo ascoltato il ministro Delrio che in quest'aula prese una serie di impegni precisi: non tutto è stato fatto, però molta parte sì", ha rilevato Bolognesi. Questo, ha aggiunto, "è un buon avvio e mi auguro che gli impegni presi allora si mantengano e che al più presto i punti irrisolti vengano risolti".

L'Aula del Senato ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage. Il momento di riflessione è stato proposto dalla vicepresidente Valeria Fedeli ai Senatori. Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, invia un messaggio. "Nonostante il passaggio inesorabile del tempo- scrive Grasso- costituisce un nostro preciso imperativo morale mantenere vivo il ricordo di quel giorno, non solo per rendere omaggio a persone innocenti, che per mano di una violenza cieca e insensata, sono state strappate alla vita e agli affetti, ma, soprattutto, per alimentare la memoria della nostra storia contro la 'cultura delle dimenticanza'".

"Al perpetuarsi del ricordo di quei tragici eventi anche da parte delle generazioni che non li hanno vissuti deve infatti accompagnarsi una esauriente risposta all'anelito di verità che accomuna i familiari e l'intero Paese". Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio a Paolo Bolognesi. "A trentaquattro anni dalla strage consumata alla stazione di Bologna - afferma il Capo dello stato - il mio pensiero partecipe e commosso va alle ottantacinque vittime, agli oltre duecento feriti, segnati dall'orrore di quella mattina, e all'incancellabile dolore dei loro famigliari". Per Napolitano "La strage è stata frutto di una stagione di intolleranza e di violenze che non può essere dimenticata. Merita pertanto gratitudine e apprezzamento l'impegno civile dell'Associazione da lei presieduta, che persegue una riflessione costante su quel barbaro attentato, invocando un compiuto accertamento degli aspetti non ancora chiariti". "Con questo spirito, esprimo a lei, illustre Presidente, ai feriti e a tutti i famigliari delle vittime - conclude - la mia affettuosa vicinanza e i sentimenti di partecipe solidarietà di tutta la Nazione".
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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il venerdì 29 maggio 2015, 9:18

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Heysel 1985-2015: 30 anni dopo quei 39 morti hanno tanti responsabili e nessun colpevole. E il calcio non è più lo stesso
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Re: Ricorrenza

Messaggioda skywalker il lunedì 11 settembre 2017, 20:24

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