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È morto Gigi Simoni, volto gentile del calcio italiano

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È morto Gigi Simoni, volto gentile del calcio italiano

Messaggio da skywalker » 23/05/2020, 13:50

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Aveva 81 anni ed era da tempo malato. Con l'Inter conquistò la Coppa Uefa. Moratti: "Non ha vinto lo scudetto per episodi strani". Ronaldo: "Come un direttore d'orchestra". Bergomi: "Per lui eravamo tutti uguali, tranne il Fenomeno"

Mondo del calcio in lutto. Si è spento a 81 anni Gigi Simoni. Allenatore dell'Inter che nella stagione 1997/1998 conquistò la Coppa Uefa nella notte di Parigi, da tempo era malato. A giugno 2019 Simoni era stato ricoverato dopo un ictus nella sua abitazione di San Piero a Grado (Pisa). Negli ultimi giorni il suo stato di salute si era ulteriormente aggravato fino al decesso avvenuto oggi all'ospedale Cisanello di Pisa. Il Comune toscano allestirà la camera ardente alla chiesa della Spina. Sarà aperta domani dalle 10 alle ore 19 e domenica dalle 9 alle 12.00.

Lasciato il mondo del calcio, aveva scelto di vivere a San Piero a Grado con la famiglia. L'ex allenatore dell'Inter di Ronaldo era stato anche dirigente sportivo e calciatore con il ruolo centrocampista. Accanto al mister gentiluomo, la moglie Monica e il figlio Leonardo. Simoni scompare proprio nel giorno del decennale della vittoria interista del Triplete, quel 22 maggio che aveva consacrato il suo operato con l'Inter un decennio prima. Come giocatore ha militato nel Torino, Brescia e Genoa principalmente, nella sua lunga carriera da allenatore, ha guidato Lazio, Napoli, Inter e Torino.

Moratti: "Non ha vinto lo scudetto per episodi strani"
Massimo Moratti, il presidente che lo volle così fortemente in panchina all'Inter, ricorda così Gigi Simoni: "Mi è dispiaciuto tantissimo, era un uomo eccezionale. C'era molto affetto fra noi. Si è sempre comportato in modo corretto e affettuoso e gli volevo bene. Per l'Inter è stato un allenatore molto importante. Ha vinto una coppa Uefa, ed è stato bellissimo. Avrebbe vinto anche il campionato se non ci fossero stati episodi strani".

Quella di Simoni all'Inter fu una stagione bella e dolorosa. Il 1997-1998 fu infatti la stagione dell'intervento a valanga di Marc Iuliano su Ronaldo, non fischiato dall'arbitro Ceccarini. Ma fu anche l'annata della finale di coppa Uefa vinta a Parigi contro la Lazio di Zamorano di Zanetti e del Fenomeno.

Un'Inter fortissima, in grado di battere a San Siro il Real Madrid per 3-1. Ma proprio dopo quella vittoria del novembre 1998, raggiunta grazie a una doppietta di Baggio entrato nel finale, Moratti decise di sostituirlo in panchina con il rumeno Lucescu. Un episodio su cui i due ebbero presto modo di chiarirsi.

Moratti, che non ha mai interrotto i rapporti con il suo ex allenatore, racconta: "L'ho visto lo scorso anno, quando è stato male. E lo avevo visto anche qualche mese prima, quando era passato da Milano. Ci sentivamo spesso, ci volevamo bene. Sul fatto che la notizia della morte arrivi proprio oggi, nel giorno in cui gli interisti celebrano il decennale del Triplete raggiunto con la Champions vinta a Madrid, Moratti commenta: "Purtroppo a noi interisti la sorte riserva sempre il dolce e l'amaro insieme. Questa volta il lato amaro è stato molto duro. È una notizia davvero dolorosa".

Ronaldo: "Per noi fu un direttore d'orchestra"
"Gigi Simoni per me non è stato solo un allenatore. Se oggi penso a lui, penso a un uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti". Così Ronaldo, il Fenomeno, ricorda l'allenatore scomparso oggi. "Penso a un maestro, come in quella foto che facemmo a Natale: lui direttore, noi l'orchestra - ha scritto su Instagram il brasiliano, pubblicando proprio quell'immagine -. Lo ricordo così, con quel sorriso, la sua voce sempre calma, i suoi consigli preziosi. Potevamo e dovevamo vincere di più, ma abbiamo vinto insieme, la cosa che ci raccomandava sempre: grazie mister, mi hai insegnato più di quanto immagini".

Bergomi: "Per lui eravamo tutti uguali, tranne Ronaldo"
"Gigi era una grande persona, un grande uomo, per me è stato importantissimo, mi ha dato l'opportunità di giocare il 4° mondiale, quando arrivò mi disse che per lui eravamo tutti uguali, quelli di 18 come quelli di 35, sarebbe stato il campo a decidere". Con queste parole l'ex capitano dell'Inter Beppe Bergomi, in collegamento con Sky Sport 24, ricorda Gigi Simoni, tecnico che lo ha allenato tra il 1997 e il 1998 in nerazzurro. "Appeno ha saputo la notizia ho chiamato tutti i miei ex compagni, da Ze Elias a Zamorano, anche i sudamericani erano colpito, quello era un grande gruppo che è rimasto nella mente dei tifosi dell'Inter - ha aggiunto Bergomi -. Forse non eravamo fortissimi, ma eravamo compatti perché davanti avevamo un giocatore come Ronaldo, nessuno aveva la sua qualità in velocità, poi avevamo Moriero, Zamorano, Djorkaeff, una squadra che meritava di più, vincemmo 3-1 con il Real con 2 gol di Baggio, fu esonerato quando vinse la panchina d'oro, eravamo a 5 punti dalla capolista Fiorentina e con lui avremmo fatto sicuramente meglio".

Per Simoni erano tutti uguali, fatta eccezione per il Fenomeno. "Ci disse che così, eravamo tutti uguali tranne Ronaldo - sorride Bergomi -. Lui era un giocatore straordinario e l'avevamo capito tutti, Simoni, però, aveva coinvolto l'intera squadra facendo alternare tutti, ma sapendo che il leader tecnico era Ronaldo, che era lui che ci faceva vincere le partite. Quando Simoni arrivò all'Inter, Colonnese mi disse che era un sergente di ferro e che non bisognava farsi ingannare dai suoi modi gentili, ma questo noi non l'abbiamo mai visto forse perché vincevamo sempre e tutto andava beme. Però ha sempre gestito molto bene il gruppo, facendo anche scelte dolorose e lasciando fuori giocatori importanti. Ricordo che mi diceva: 'Mi raccomando marca Taribo West'. Anche lui apprezzava come tutti noi Taribo, diceva che lui poteva fermare chiunque, ma anche fare qualche errore e procurare un rigore".
Il cordoglio dell'Inter
"Ci ha lasciati oggi, 22 maggio. Una data non casuale, la data più interista di tutte". Inizia così il cordoglio dell'Inter per la scomparsa dell'ex tecnico Gigi Simoni. "Di Gigi Simoni ricordiamo e ci mancherà tutto. Il suo essere signore, innanzitutto. Un modo di vivere, la vita e il calcio, mai sopra le righe. Anche il suo calcio era così: umile ma funzionale, capace di far fruttare al meglio ciò che aveva a disposizione. Ciao Gigi, ci mancherai", è il saluto dell'Inter.
Gravina: "Ci ha lasciati un grande uomo di calcio"
"Ci ha lasciati un grande uomo di calcio - è il ricordo del presidente della Figc Gabriele Gravina - serio e appassionato. Simoni si è contraddistinto, in tutte le categorie che ha allenato, per professionalità e correttezza".

"Tecnico gentiluomo, dai toni sempre garbati - si legge nella nota della Figc - ha raggiunto l'apice della carriera guidando l'Inter di Ronaldo, con cui ha sfiorato lo scudetto per poi vincere nel 1998 la Coppa Uefa. Il trofeo, conquistato dopo il successo in una finale tutta italiana con la Lazio, gli permise di essere insignito anche della Panchina d'oro

Tecnico gentiluomo
Luigi Simoni, per amici e avversari era semplicemente 'Gigi'. Il tecnico di Crevalcore è stato uno degli allenatori più amati e rispettati in Italia per il suo stile misurato e mai sopra le righe che ha caratterizzato la sua lunga carriera, dalla sua prima esperienza in panchina al Genoa (1975 al 1978 dove tornerà in altre due occasioni) passando per Brescia, Pisa, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, Cska Sofia, Ancona, e nuovamente Napoli, Siena, Lucchese, Gubbio per finire con la Cremonese nella stagione 2013-2014.
La promozione con il Genoa
Classe 1939, Simoni prima della panchina ha avuto una discreta carriera da calciatore: giovanili della Fiorentina e poi Mantova, Napoli, Torino, Juventus, Brescia e Genoa dove chiuse nel 1974. L'impatto da allenatore fu subito vincente. Arrivato alla guida del Genoa nell'estate del '75 l'anno dopo il suo primo incarico ottenne la promozione in Serie A.

Passaggio di categoria che ripeterà altre volte portando agli onori della massima divisione squadre come il Pisa, il Brescia, la Cremonese (di cui fu artefice del periodo d'oro assieme al presidente Luzzara) e l'Ancona, oltre ad ottenere una promozione in C1 con la Carrarese.
Il caso Iuliano-Ronaldo
Profondo conoscitore del mondo del calcio, Simoni oltre alle doti tattiche ha avuto tra le sue migliori qualità la capacità di parlare con i giocatori e motivarli. Il momento più alto della sua carriera probabilmente l'approdo all'Inter nella stagione 1997-98.

I nerazzurri, spinti da Ronaldo contendono il titolo alla Juve perso tra le polemiche nello scontro diretto a Torino caratterizzato dall'ormai famoso contatto in area tra Iuliano e Ronaldo. I veleni per il mancato scudetto trovano consolazione nella vittoria della Coppa Uefa a Parigi contro la Lazio. L'anno seguente, coi nerazzurri rafforzati dall'arrivo di Baggio, non sarà fortunato per Simoni, esonerato a novembre ma per sempre nei cuori dei tifosi.
La panchina d'oro
Una carriera in panchina lunga quasi 40 anni per il tecnico emiliano che ha visto alti e bassi. Per lui oltre a promozioni, un successo europeo con l'Inter e il riconoscimento della Panchina d'oro 1997-1998, ma anche qualche delusione con 3 retrocessioni (due col Genoa e una con la Cremonese) e 8 esoneri.


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