• Bentornato su SardegnaIsland

Inter Football Club Milano

Risultati, Classifiche e Commenti
Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Re: Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 02/09/2018, 10:35

Bologna-Inter 0-3: Nainggolan colpisce subito, i nerazzurri si sbloccano

Immagine

Il belga apre le marcature nella ripresa, poi Candreva e Perisic le chiudono. Prima dell'avvio affaticamento muscolare per Icardi, costretto al forfait. Felsinei ancora senza gol in campionato, non era mai successo dopo le prime 3 partite

BOLOGNA - Al terzo tentativo ecco la vera Inter. I nerazzurri vincono 3-0 in casa del Bologna e lo fanno senza Icardi, costretto a dare forfait pochi minuti prima dell'incontro per un affaticamento muscolare. Tutte le reti nella ripresa: apre Nainggolan, poi dilagano Candreva (che rompe il digiuno dopo 16 mesi) e Perisic. Primi campanelli d'allarme per Pippo Inzaghi: mai nella propria storia i felsinei non avevano segnato nemmeno un gol nelle prime 3 giornate di campionato.

ICARDI OUT - Le notizie della vigilia non sono buone per Spalletti: Icardi deve alzare bandiera bianca per un fastidio muscolare, al suo posto il tecnico toscano sceglie Keita, mentre D'Ambrosio viene preferito a Vrsaljko. Inzaghi dà fiducia a De Maio e in attacco, nonostante il recupero di Destro, si affida al tandem Falcinelli-Santander. Iniziano meglio gli ospiti: al 3′ clamorosa uscita a vuoto di Skorupski ma Perisic non ha la reattività per approfittarne. Eppure l'occasione più ghiotta capita al 9′ sulla testa di Helander dagli sviluppi di un corner, Handanovic (oggi capitano) però non è quello di domenica scorsa e riscatta gli errori contro il Torino negando al difensore svedese un gol praticamente fatto. A metà tempo Keita si libera bene in area ma cicca il pallone, dimostrando di trovarsi più a suo agio in posizione più defilata. Succede poco fino all'intervallo, con i padroni di casa generosi ma raramente pericolosi.

LA SBLOCCA IL NINJA - Nella ripresa l'Inter cambia marcia e la difesa del Bologna inizia a scricchiolare. Il muro rossoblu cede al 21′ quando Politano pesca in area Nainggolan: sinistro-destro e traiettoria angolatissimo su cui Skorupski nulla può. Nella conferenza della vigilia Spalletti aveva frenato all'idea di un Inter Nainggolan-dipendente ma a togliere le castagne dal fuoco è proprio il belga. La reazione del Bologna non si fa attendere e al 28′ Santander sfiora il pari di pochi centimetri con un grande colpo di testa. Inzaghi si gioca il tutto per tutto inserendo in pochi minuti Orsolini, Okwonkwo e Destro, applaudito dai suoi tifosi.

SI SBLOCCA CANDREVA - Ma così facendo inevitabilmente i padroni di casa offrono il fianco agli avversari. Politano e Perisic trovano praterie sulle fasce, pane per i loro denti. E infatti all'81' l'esterno croato premia il taglio di Candreva, freddo sotto porta a battere Skorupski per il 2-0. L'esterno nerazzurro rompe così un lungo digiuno di 16 mesi. Passano appena tre minuti e arriva il colpo del ko: Vecino, appena entrato per Nainggolan, pesca in area Perisic che, con la complicità di Mattiello, chiude definitivamente il match con una conclusione sotto al sette. Buonanotte Bologna.

BOLOGNA ANCORA ALL'ASCIUTTO - Nel finale non succede nulla. L'Inter si gode così il primo successo in campionato, scacciando gli incubi e tornando nelle zone della classifica che contano. Generosa nel primo tempo la prova del Bologna, che però convive con il problema del gol: ancora nessuna rete realizzata in campionato, non era mai successo nella storia felsinea dopo le prime tre partite. La sosta servirà sia a recuperare giocatori importanti sia ad aggiustare la mira degli attaccanti di Inzaghi. Non ci può essere miglior maestro.

BOLOGNA-INTER 0-3 (0-0)
BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; De Maio (27'st Orsolini), Danilo, Helander; Mattiello, (30'st Okwonkwo), Pulgar, Dzemaili, Dijks; Santander, Falcinelli (34'st Destro). In panchina: Santurro, Pirana, Gonzalez, Nagy, Krejci, Mbaye, Valencia, Svanberg, Calabresi. Allenatore: Filippo Inzaghi.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio (41'st Vrsaljko), de Vrij, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Gagliardini; Politano, Nainggolan (32'st Vecino), Perisic; Keita (34'st Candreva) In panchina: Padelli, Martinez, Ranocchia, Joao Mario, Borja Valero, Miranda, Dalbert. Allenatore: Spalletti.
ARBITRO: Di Bello di Brindisi.
RETI: Nainggolan al 66′, Candreva all'81' e Perisic all'84'
AMMONITI: Dzemaili e Gagliardini.
ANGOLI: 7-3 per l'Inter.
RECUPERO: 1′ e 4′


Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Re: Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 16/09/2018, 17:42

Inter-Parma 0-1, un eurogol di Dimarco affonda i nerazzurri

Immagine

La squadra di Spalletti attacca per tutta la partita ma non riesce a superare il muro eretto dai ducali. Che nella ripresa pescano il jolly da tre punti con il difensore prodotto del vivaio di Appiano
Tutta la partita all'attacco, ma l'Inter è sconfitta. Ancora. Per la seconda volta in quattro partite, e sempre da un'emiliana: dopo il Sassuolo all'esordio, ora il neopromosso Parma a San Siro. Decide un tracciante di Federico Dimarco, tra l'altro in prestito dall'Inter perché è un prodotto del vivaio nerazzurro, al 34' della ripresa, dopo una gara condotta sempre in avanti dagli uomini di Spalletti, ma con scarsa lucidità negli ultimi trenta metri. E ora la crisi si accentua, perché la classifica piange: appena 4 punti in 4 gare.

C'è un primo tempo di controllo assoluto del territorio da parte dell'Inter. I dati sul possesso palla nei venticinque minuti iniziali sfiorano l'80%, poi sarà del 76% al 45': un dominio completo, perché il Parma concede palla e aspetta di lanciarsi in contropiede. Non c'è Icardi come previsto, con Keita al suo posto, ci sono Candreva e Dalbert un po' a sorpresa, c'è l'esordio di Nainggolan a San Siro, c'è l'Inter che spinge sempre ma con molta difficoltà entra in area, perché manca la giocata decisiva sulla trequarti, e Keita non ha i movimenti del centravanti. E' dunque tutto un tambureggiamento con tiri da lontano, di Candreva (8'), di Brozovic (9'), di Nainggolan un paio di volte a cavallo della mezz'ora, ma il portiere Sepe non corre grossi rischi. Entrano in area solo Perisic, che due palloni buoni li ha (al 16' destro al volo alto, al 27' grattugia a lato di poco, e di testa, un cross da corner), e soprattutto Keita, che ha l'occasione più nitida al 31' a centro area, su assist di un Dalbert in crescita, ma la spreca calciando addosso a Sepe. All'attivo del Parma solo una conclusione in diagonale di Inglese al 10', che trova pronto Handanovic, e qualche discesa pancia a terra di Gervinho, che semina un po' il panico ma non fa mai male
E' un'Inter che ha bisogno di Icardi, si direbbe, per concretizzare tutto il suo lavoro, ed ecco Maurito in campo a inizio ripresa, al posto di Keita. Solo che come spesso accade, Icardi gioca pochissimi palloni, entra di rado nelle azioni, anche se l'Inter continua a martellare e va vicinissima al gol al 12', su sinistro di Perisic che Dimarco salva sulla linea a Sepe battuto, e forse anche aiutandosi con un braccio. E' un assedio, e il Parma arretra sempre più, mentre entra Politano per un Candreva al solito fuori fase. Al 16' c'è un sinistro alto di D'Ambrosio da buona posizione. Nainggolan crea gioco ma si inserisce poco, allora prova ancora da lontano, al 28', e Sepe salva ancora in due tempi, perché il portiere del Parma manifesta grossi problemi nella presa, poi al 29' viene salvato da Gagliolo su un colpo di testa a scavalcare di Perisic.


La sensazione in tutto lo stadio è che il gol stia per arrivare, ma nessuno se lo attende nella porta dell'Inter, come invece accade a sorpresa al 34'. Federico Dimarco prende palla sulla trequarti, trova un corridoio inatteso perché Brozovic fallisce il tackle, avanza, poi dai 25 metri esplode un sinistro meraviglioso con traiettoria a uscire poi a rientrare che si spegne sotto l'incrocio alla sinistra di Handanovic. Imparabilissimo, sorprendente e definitivo. Dopo tanto difendersi il Parma passa in vantaggio e lo difende fino alla fine dai vani assalti di un'Inter che chiude in calando, e con l'unica occasione per Icardi al 90', ma sottoporta Maurito fallisce l'aggancio, a chiudere una prestazione orribile. Al fischio finale, il pubblico non ha neppure la forza di fischiare o contestare, la botta è stata troppo forte.

Inter-Parma 0-1 (0-0)
INTER (4-3-2-1): Handanovic, D'Ambrosio (26' st Asamoah), De Vrij, Skriniar, Dalbert, Brozovic, Gagliardini, Candreva (14' st Politano), Nainggolan, Perisic, Keita (1' st Icardi). (27 Padelli, 8 Vecino, 13 Ranocchia, 15 Joao Mario, 20 Borja Valero, 23 Miranda). All.: Spalletti.
PARMA (4-3-3): Sepe, Iacoponi (31' st Sierralta), B. Alves, Gagliolo, Gobbi (1' st Dimarco), Rigoni, Stulac, Barillà, Di Gaudio (17' st Deiola), Inglese, Gervinho. (1 Frattali, 56 Bagheria, 7 Da Cruz, 9 Ceravolo, 10 Ciciretti, 23 Gazzola, 26 Siligardi, 93 Sprocati, 95 Bastoni). All. D'Aversa.
Arbitro: Manganiello .
Reti: nel st al 34' Dimarco.
Angoli: 10 a 1 per Inter.
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Stulac, Brozovic e D'Ambrosio per gioco falloso, Dimarco per esultanza.
Var: 1.
Spettatori: 59.648.
Immagine


Avatar utente
Non connesso

Il Bianconero
Aristeo
Aristeo
Connesso: No
Messaggi: 142
Iscritto il: 25/05/2018, 14:11
Has thanked: 0
Been thanked: 7 times
Gender:
Italy

Re: Inter Football Club Milano

Messaggio da Il Bianconero » 19/09/2018, 11:28

***Pazza Inter***

Complimenti alla Pazza Inter (squadra del cuore del nostro admin Skywalker), che batte in rimonta un Tottenham seppure in crisi di risultati in Premier Leauge. Gol capolavoro di Icardi, e rimonta completata da Vecino. Detto ciò, nonostante io abbia tifato per la squadra italiana in CL, avrei preferito non guardare il match su #Interchannel ----------- Il duo Trevisani-Adani si lascia andare troppo soprattutto nel finale 42**** Vabbè la prossima volta, se dovesse ricapitare metterò il muto... Mi auguro che stasera nella telecronaca della Juventus, vi sia più sportività e meno faziosità...

P.S. Ti saluto Sky, ma nonostante il mio tifo in ambito europeo, in Campionato e TIM CUP continuerò a stare sul trespolo pronto a gufarvi **-*- **-*- **-*-


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Re: Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 19/09/2018, 13:54

Il Bianconero, non ci sono problemi, il tifo richiede se è vero anche una buona dose di sportività, e trovo più che giusto e normale che tu continui a tifare la tua squafrra del cuore. Per quanto concerne l'episodio da te citato, mi sono meravigliato anch'io della enfasi dei commentatori, eccessiva, anche se in altri campionati questo tipo di comportamento è concesso ed è usuale. Per un breve commento alla partita, l'inter è una squadra pazza. Il gol di Icardi un gioiello!!!
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Re: Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 25/10/2018, 14:09

Barcellona-Inter 2-0: catalani forti anche senza Messi, ci pensano Rafinha e Jordi Alba

Immagine

I blaugrana dimostrano tutta la loro forza anche senza la Pulce e si impongono nella sfida al vertice del gruppo B con un gol per tempo. Apre l'ex nerazzurro, l'esterno chiude i conti a sette minuti dal 90'

Anche senza Messi il Barcellona si dimostra di un altro pianeta. L'Inter cade 2-0 al Camp Nou contro un avversario che non perde l'occasione per dare sfoggio della sua forza. Niente da recriminare, dunque, per i nerazzurri che escono comunque a testa alta. La squadra di Spalletti, pur subendo per ampi tratti il calcio tambureggiante dei blaugrana, sa rendenersi pericolosa in avanti e ha il merito di restare in partita fino a sette minuti dalla fine, quando Jordi Alba chiude i conti e certifica il meritato successo degli uomini di Valverde. Una sfida, insomma, che rappresenta un passaggio obbligato nel percorso di crescita europea dell'Inter, considerando che il solo Piqué vanta circa lo stesso numero di presenze in Champions dell'intera rosa nerazzurra. A rendere decisamente meno amaro il ko, tra l'altro, è il pareggio tra Psv e Tottenham che consente a Icardi e compagni di mantenere cinque punti di margine sulle inseguitrici.

MIRANDA E CANDREVA TITOLARI - Spalletti deve rinunciare a Nainggolan, infortunatosi nel corso della sfida con il Milan. Brozovic e Perisic, in dubbio fino all'ultimo, sono regolarmente al loro posto. In difesa D'Ambrosio e Miranda vengono preferiti a Vrsaljko e De Vrij, mentre sulla corsia destra Candreva vince il ballottaggio con Politano per un posto nel trio alle spalle di Icardi. Tra i blaugrana pesa l'assenza di Messi, ma la qualità non manca a Valverde che punta a sorpresa sull'ex Rafinha, relegando in panchina Dembelé.

BARCA SUBITO IN CONTROLLO - I blaugrana assumono subito il controllo del gioco e, dopo 10-15 minuti a ritmo più blando, mostrano tutte le loro potenzialità. Tocchi nello stretto, pallone che corre velocissimo da un lato all'altro del campo, repentine imbucate per Suarez e tanta aggressività: sono queste le affilate armi dei catalani che spesso impediscono all'Inter di uscire dalla sua trequarti o la costringono a perdere palla in fase di impostazione della manovra.

ICARDI PERICOLOSO - Nonostante l'effetto a tratti ipnotico del calcio espresso dal Barcellona, gli uomini di Spalletti riescono a rendersi pericolosi due volte con Icardi, dimostrando che se attaccata la linea difensiva blaugrana non è imperforabile. Al 16' l'argentino anticipa Lenglet su invito di Perisic dalla sinistra, ma manda alto d'esterno, mentre al 25' scivola al momento di rientrare sul destro per calciare in porta dall'interno dell'area.

SEGNA L'EX RAFINHA - In mezzo alle due sortite offensive nerazzurre sono i padroni di casa a rendersi davvero pericolosi su corner, con Lenglet che stacca imperiosamente di testa ma trova la risposta di puro istinto di Handanovic. Il ritmo che il Barça imprime alla gara diventa a tratti forsennato e l'Inter fa sempre più fatica a mettere la testa fuori. Al 32' la pressione catalana dà i suoi frutti: dopo una palla persa in uscita da Asamoah, Suarez pennella un assist delizioso per Rafinha che sbuca alle spalle di Skriniar e appoggia in rete da pochi passi.

NERAZZURRI DETERMINATI IN AVVIO DI RIPRESA - La reazione dell'Inter non va oltre un bolide dalla distanza di Vecino, che termina sul fondo non di molto. A inizio ripresa Spalletti si gioca subito la carta Politano e i nerazzurri vivono dieci minuti di controllo assoluto del match. L'atteggiamento è diverso rispetto al primo tempo e in meno di 120 secondi la formazione milanese confeziona due ottime palle gol: Ter Stegen anticipa in modo provvidenziale Perisic, pronto alla deviazione vincente di testa, mentre Politano non capitalizza il sontuoso invito di tacco di Icardi, calciando alto da buona posizione.

JORDI ALBA CHIUDE I CONTI - Il Barcellona si rende ben presto conto di dover tornare ad alzare il ritmo e riprende a macinare gioco. Handanovic tiene in partita i suoi con parate d'autore e deve anche ringraziare la traversa che ribatte un tiro a colpo sicuro di Coutinho. La sfida resta viva e Spalletti immette altre forze fresche, con l'ingresso di Lautaro Martinez e Keita, ma all'83' Jordi Alba spegne le velleità ospiti fulminando in diagonale l'estremo difensore sloveno al termine di una rapida ripartenza. Il Camp Nou, dove i blaugrana non perdono in Champions dal maggio 2013, si conferma una fortezza, con o senza Messi. Chissà quali insegnamenti ne saprà trarre l'Inter in vista della sfida di ritorno.

BARCELLONA-INTER 2-0 (1-0)
BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Lenglet, Jordi Alba; Rakitic, Busquets, Arthur (32′ st Vidal); Rafinha (27′ st Semedo), Suarez, Coutinho (43′ st Munir). In panchina: Cillessen, Chumi, Malcom, Dembelé. All. Valverde.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, Skriniar, Miranda, Asamoah; Vecino, Brozovic; Candreva (1′ st Politano), Borja Valero (18′ st Martinez), Perisic (31′ st Keita); Icardi. In panchina: Padelli, Vrsaljko, De Vrij, Ranocchia. All. Spalletti.
ARBITRO: Alin (Romania).
RETI: 32′ pt Rafinha, 38′ st Jordi Alba.
NOTE: serata fresca, terreno in buone condizioni. Spettatori: 87mila circa. Ammoniti: Suarez, Brozovic, Skriniar, Martinez. Angoli: 9-3 per il Barcellona. Recupero: 2′; 3′.
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 27/11/2018, 8:33

Inter, Spalletti col Tottenham si affida ai titolarissimi

Immagine
L'Inter cancella il ko con l'Atalanta e riprende la corsa verso la Champions League, nel segno di Keita e Lautaro Martinez. Per una sera sono le ''seconde linee'' a prendersi il palcoscenico a San Siro, perché, con Perisic e Icardi a riposo per la gara col Tottenham di mercoledì, a battere il Frosinone ci hanno pensato i due giovani attaccanti. Proprio loro, che nelle ultime settimane avevano reclamato più spazio: subito accontentati da Spalletti, hanno risposto presente, con gol e assist nel netto 3-0 ai ciociari.

Davanti ai quasi 65 mila di San Siro (compreso il presidente Steven Zhang, rientrato dalla Cina), il tecnico nerazzurro fa riposare i suoi big e rilancia dal 1' Nainggolan dopo il problema alla caviglia. Un'Inter diversa da quella di Bergamo soprattutto nell'atteggiamento, perché contro i gialloblu è partita subito forte, con occasioni per D'Ambrosio e Martinez. Una partita messa in discesa però da Keita, capace di trovare il primo gol in nerazzurro al 10' dopo una serpentina in area e un sinistro fulminante.
L'Inter entra così in controllo del match, limitando al minimo le accelerate ma rendendosi comunque pericolosa. Le occasioni infatti arrivano, con Sportiello che si salva su un destro da fuori di Lautaro e poi viene graziato da Gagliardini, che sbaglia uno stop a tu per tu col portiere. La ripresa si apre però con un brivido per i nerazzurri, perché Ciofani sfiora il pareggio con un colpo di testa su cui Handanovic si salva coi piedi. Passato lo spavento, l'Inter sfonda, ancora sull'asse Keita-Lautaro: stavolta cross del senegalese e raddoppio di testa dell'argentino, alla seconda rete in nerazzurro.
Un gol che mette in ghiaccio la partita, perché il Frosinone non ha più la forza di reagire, anzi è l'Inter a sfiorare il 3-0 con Lautaro, Politano e Keita. E proprio il senegalese trova la doppietta nel finale, battendo Sportiello col destro su assist di Politano.
Un successo, il quinto consecutivo a San Siro, che permette ai nerazzurri di agganciare al secondo posto il Napoli, domani in campo contro il Chievo, riprendendo la corsa dopo il ko di Bergamo. Ma soprattutto permette di prepararsi al meglio per il match contro il Tottenham di mercoledì, decisivo per la qualificazione agli ottavi di Champions League.
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 27/11/2018, 8:35

Inter, Spalletti col Tottenham si affida ai titolarissimi

Immagine

Per la sfida di Champions di mercoledì a Wembley il tecnico ha intenzione di affidarsi agli intoccabili come Skriniar, Asamoah, Brozovic, Nainggolan e Icardi. Intanto i dirigenti sorridono per la crescita dei ricavi. Nainggolan: "Non sono un bad boy"

Il 3-0 al Frosinone è alle spalle. L'attenzione adesso è tutta per la sfida di Champions League contro il Tottenham in programma mercoledì a Wembley. Poi, come affermato da Luciano Spalletti, i nerazzurri penseranno alla partita con la Roma e successivamente alla Juve: una gara alla volta, insomma. Ora è tempo di coppa.

Un match che l'Inter vuol vincere per chiudere la pratica qualificazione e arrivare all'ultima sfida, quella con il Psv a San Siro senza eccessive pressioni. Le seconde linee che tanto bene hanno fatto sabato sera al Meazza torneranno, per la gran parte, a sedersi in panchina.

Perché contro gli inglesi il tecnico toscano ha intenzione di schierare i titolarissimi: Skriniar, Asamoah, Brozovic, Nainggolan, Icardi etc... Tra questi non ci dovrebbe essere Sime Vrsaljko, ancora sofferente per una elongazione al bicipite femorale della coscia sinistra, e che oggi si è allenato a parte. Alla luce del fatto sarà difficile, dunque, vedere il croato tra gli undici titolari che scenderanno in campo tra due giorni contro il Tottenham di Pochettino.

NAINGGOLAN: "NON SONO UN BAD BOY" - "Posso dirmi una persona normale. Non un bad boy come molti mi etichettano". Radja Nainggolan si racconta in un'intervista a "France Football". "Non ragiono da calciatore o personaggio pubblico. Posso camminare nei peggiori quartieri e vivere in maniera normale. Posso accettare i favori che si fanno ai giocatori, ma non vuol dire che li cerco. Faccio la spesa al supermercato, posso bere un bicchiere e fumarmi una sigaretta con serenità. Anche un calciatore può fumare, anche se non fa un lavoro 'normale'. Nascondendoti per una cosa, vuol dire che ne hai altre da nascondere. Non ragiono così". Di origine indonesiana, Nainggolan si sente più belga anche se "come calciatore mi reputo italiano, da un punto di vista tecnico e tattico". E sulla considerazione che ha di sè aggiunge: "Ho molte qualità ma non eccello in nessuna. Il mio stile mi permette di dare tutto per i miei compagni". Poi un passaggio sulla sua famiglia: "Cerco di garantire un buon livello di vita a tutti i miei familiari. Mi ispiro a mia mamma, mancata qualche anno fa. E' stata la persona più importante della mia vita. Non aveva molto, ma mi ha dato tutto facendo tanti sacrifici. Ora ho un forte legame con mia sorella gemella. Lei è omosessuale ed è felice. Questo mi basta. Accetto tutti, è il mio modo di vedere le cose".

INTER, RICAVI IN CRESCITA, MA DALLA CINA MANCANO 105 MILIONI - All'Inter sorridono per la crescita dei ricavi. Unica strada percorribile per rientrare nei paletti del FpF e nel contempo avere la possibilità di investire per l'arrivo di grandi campioni necessari a ridurre il gap con chi sta davanti in classifica. Nello specifico Juventus e Napoli. Unico neo i proventi derivanti dalla Cina con 105 ancora in sospeso. Secondo quanto riportato dal sito 'Calcioefinanza.it', "nella relazione al 30 settembre 2018 di Inter Media and Communication, la società controllata da Fc Internazionale Milano, nei primi tre mesi della nuova stagione il club di Suning ha avuto entrate pari a 98,5 milioni di euro contro i 56,5 milioni al 30 settembre 2017.

Nel dettaglio, i ricavi da sponsorizzazione sono saliti a 27,7 milioni di euro (19,9 milioni nel 2017), mentre dai diritti tv sono arrivati 70,8 milioni di euro. La partecipazione alla Champions League ha consentito di incassare 32,2 milioni di euro, di cui 14,5 milioni legati al bonus per la partecipazione alla fase a gironi e 17,7 milioni per il bonus relativo al "ranking storico", introdotto in questa stagione. In crescita anche i ricavi dai diritti tv della Serie A, passati da 32,9 a 35,3 milioni di euro. Il tema che scotta, come detto, resta quello legato alle sponsorizzazioni con l'Asia. Nel periodo dall'1 luglio 2016 al 30 settembre 2018, l'Inter ha avuto 182,4 milioni di ricavi da accordi con aziende asiatiche, di cui però sono stati incassati solo 76,5 milioni di euro: ad oggi, non sono stati ancora raccolti 105,9 milioni di euro, di cui 20 milioni relativi al primo trimestre dell'esercizio in corso, 22,5 milioni relativi all'accordo di co-branding nell'esercizio 2016/17 e 63,3 milioni relativi all'esercizio 2017/18.

La società, tuttavia, ritiene che la cifra possa essere incassata nel corso dell'esercizio 2018/19, in seguito anche allo spostamento dei termini di pagamento al 30 dicembre 2018 (la precedente scadenza era marzo 2018)".
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 15/12/2018, 10:28

Inter, le scommesse perse di Spalletti. Futuro a rischio, rispunta Conte

Immagine

Il tecnico finisce sotto accusa per l'eliminazione in Champions arrivata per colpa del pareggio contro il Psv Eindhoven a San Siro: la sua panchina si fa sempre più traballante e iniziano già a circolare i nomi dei possibili sostituti, tra i quali c'è anche l'ex ct della Nazionale
Le lacrime di Wanda e Maurito, poi "Spalletti dimettiti" è l'urlo rauco che esce dalla pancia, a eliminazione avvenuta. Lo grida chi esce dallo stadio, le sciarpe dell'Inter stritolate tra le mani livide di freddo, e lo digitano furenti, anche se al calduccio, quelli che allo stadio non vanno mai, ma di questi tempi fanno assai testo, visto che quella dei social è la vera massa di clientes cui si rivolgono i club. L'Inter è fuori dalla Champions, Maurito Icardi il suo l'ha fatto, ha giocato una grande gara da capitano e da centravanti, alla fine era il più incavolato di tutti, la moglie in tribuna ha pianto lacrime di rabbia. Quindi si carica sull'altro bersaglio grosso, l'allenatore.
Persino logico, il calcio va così da sempre. Spalletti ha le sue responsabilità e ne risponderà, l'ha detto anche a ceneri della delusione ancora calde: "Io sono il responsabile in prima persona, soprattutto quando si perde". E l'Inter ha perso, col pareggio contro il Psv, oltre all'obiettivo degli ottavi di Champions League, anche una discreta quantità di denaro: i 9.5 milioni che avrebbe garantito la qualificazione, i circa 5 dell'incasso per l'ottavo di finale, e a pure gli 1,8 milioni in più che avrebbe guadagnato battendo il Psv (il premio per i 3 punti è 2.7 milioni, per il pareggio 900mila euro).
Anche se si potrà recuperare qualcosa provando ad andare avanti in Europa League, per ora è un bagno da oltre 15 milioni. Ma è ovvio che chiedere le dimissioni di Spalletti o la gogna pubblica sia ingeneroso e ingiusto, fa parte dello sfogo a caldo dei tifosi, ma non è quello a cui si deve tendere.
Mettiamola così. Luciano Spalletti in questi mesi ha avuto la sventura di perdere parecchie scommesse, o di puntare sui cavalli sbagliati, e anche per questo all'inizio di dicembre è già sulla graticola, non esente da colpe. L'ultima l'ha persa alla vigilia della sfida decisiva in Champions: "Se dobbiamo temere la partita di Barcellona? Ma per carità, loro sono gente seria". Scommessa sbagliata: il Barça si è presentato al Tottenham con la squadra imbottita di ragazzi, e con 6 titolari inamovibili in panchina, Messi compreso, e infatti al di là dell'1-1 finale il portiere dei catalani, Cillessen, è stato il migliore in campo.

Andando a ritroso, Spalletti ha poi perso la scommessa su Candreva: ripescato dopo un lungo periodo di panchine, l'ex azzurro ha fallito. Poi c'è la colossale scommessa persa su Radja Nainggolan: Spalletti l'ha voluto disperatamente per poter fare il salto di qualità, ma il belga è annegato in un tunnel di infortuni e ricadute che va avanti da luglio, non è mai stato lui, nel momento del bisogno non c'era proprio. L'altra scommessa persa riguarda Ivan Perisic, trattenuto in ogni modo pur di non farlo scappare a Manchester: è finita che il croato non ne può più di stare all'Inter, ci sta di malavoglia e non si perita di nasconderlo a nessuno, è un altro uomo in meno di questi primi mesi di stagione.
Poi Spalletti non ha avuto fortuna con l'incidente muscolare che lo ha privato di Matias Vecino nel momento più importante, né l'ha avuta con Asamoah, l'ex juventino che finora non si era mal comportato, ma ha commesso due errori capitali proprio contro Juventus e Psv, cioè quando proprio non doveva sbagliare. Nel frattempo, da un mese in qua, il livello delle prestazioni dell'Inter è via via calato, non a caso è arrivata una sola vittoria in sette partite, e contro il Frosinone, il che è tutto dire. Non è riuscita nemmeno a battere la Roma di questi tempi, sbadata e slabbrata, imbottita di riserve nella sfida dell'Olimpico di dieci giorni fa. C'erano molti segnali di calo, forse sono stati sottovalutati. C'è stata troppa prudenza tattica di fondo, troppa tendenza a conservare e a non osare, troppo risparmio su attaccanti come Keita e Lautaro Martinez, che hanno sempre la mordacchia, scalpitano ma entrano solo a partita inoltrata, perché prima bisogna partire prudente, accorti, allineati e coperti.

Che poi è stato l'errore capitale di Londra, la partita che ha deciso l'uscita dalla Champions prima di Inter-Psv: pensare troppo al pareggio, quella sera, e invece poi perdere 1-0, fu un errore, pagato a carissimo prezzo. Al tutto si aggiunga una gestione degli eventi, degli umori, della piazza e della stampa, sempre troppo a tinte fosche da parte di Spalletti, uomo tendente al malumore come pochi, alla negatività, alla sindrome da accerchiamento. Via via l'Inter ha perso serenità e nervi distesi, è uscita anche di condizione atletica, non ha più fatto risultati, ed è andata incontro quasi senza accorgersene a un'eliminazione dolorosa, visto che aveva iniziato il girone di Champions con due vittorie, per poi ottenere due soli punti nelle successive quattro partite. Un fallimento che è tutto su Spalletti, e delle sue scommesse sbagliate.

Ora ci saranno giorni tesi, prima di Inter-Udinese. Sarà dura ripartire di slancio. Inizieranno le voci e i nomi sul futuro della panchina dell'Inter, perché adesso si insedia Beppe Marotta e si comincerà senz'altro a parlare di futuro, e il futuro secondo alcuni sarebbe Antonio Conte. Discorso ovviamente prematuro, certo Spalletti non rischia la panchina adesso, semmai se ne parlerà a fine stagione. Ora meglio tuffarsi nel campionato ed evitare altre distrazioni, altri crolli, anche se la prova col Psv non sembra invitare a pensieri soavi per il futuro. Ma in un campionato in cui il massimo dell'obiettivo sembra per tutti arrivare quarti, l'Inter può e deve recitare un ruolo di primo piano. Lo impone la logica, lo vuole il pubblico, lo pretende la dirigenza del club. Tutti avvisati.
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 15/12/2018, 11:11

Inter, Icardi verso il rinnovo. Wanda Nara: "Sto leggendo le carte"

La moglie ed agente dell'attaccante e capitano neroazzurro su twitter lascia intendere che la trattativa è in fase avanzata

Immagine

"Sono le 00.30 e io ancora qua a leggere le pagine del rinnovo". Lo scrive Wanda Nara, moglie del capitano dell'Inter, Mauro Icardi, citato nel tweet postato dalla sua agente che, evidentemente, sta lavorando sul rinnovo tanto atteso del centravanti argentino. Un cinguettio che arriva pochi giorni dopo l'eliminazione in Champions League dei nerazzurri, verdetto che ha subito fatto tornare d'attualità le indiscrezioni di mercato sull'interessamento di Real e Psg nei confronti di Icardi. L'agente e moglie Wanda, però, sta leggendo le pagine del rinnovo.
Per parlare di cifre è ancora presto, ma è evidente che per Maurito arriverà un sostanzioso aumento dell'attuale ingaggio (guadagna 4,5 più bonus che possono far lievitare lo stipendio fino a 5,5) e che qualcosa si stia muovendo anche alla voce clausola rescissoria, vero nodo della trattativa (nell'ultimo contratto era stata stabilita a 110 milioni ed era valida solo per l'estero). Altre novità riguarderanno la durata, che non sarà più 2021.

Si aprono speranze per i tifosi dell'Inter dopo che nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento del Real Madrid per il capitano. Ma nei giorni scorsi lo stesso ad della società Alessandro Antonello aveva tranquillizzato l'ambiente. "Il contratto di Mauro Icardi - aveva detto - ha una scadenza molto lunga, stiamo parlando ma non c'è fretta, il clima è molto sereno e cordiale. Stiamo affrontando l'argomento con estrema serenità e tranquillità da entrambe le parti perché c'è la voglia di rinnovare".
Immagine


Avatar utente
Non connesso

skywalker
Amministratore
Amministratore
Connesso: No
Messaggi: 10970
Iscritto il: 23/05/2018, 21:10
Località: Sardegna
Umore:
Has thanked: 8 times
Been thanked: 1 time
Gender:
Zodiac:
Contatta:
Italy

Inter Football Club Milano

Messaggio da skywalker » 04/02/2019, 9:11

Inter-Bologna 0-1: Santander condanna i nerazzurri

Immagine

La squadra di Spalletti gioca male e alla fine esce tra i fischi da San Siro dopo aver perso per 1-0 contro i rossoblù. Decide un colpo di testa del paraguaiano al 33esimo del primo tempo.
Sarà stata la scritta in cinese sulle spalle a confondere le idee a questa Inter? C'è da chiederselo perché l'impressione è che, battuta in casa da un Bologna in evidente difficoltà, la Beneamata passa il tempo a decodificare il gioco del calcio anziché a praticarlo. Mihajlovic ha invece un prorompente effetto sul Bologna. Un successo storico, mancava da più di un anno un acuto esterno dei rossoblù. Arriva su un campo più che difficile, frutto di forza interiore del gruppo, di leader che finalmente fanno i leader, di una risposta che il presidente Saputo aveva preteso, una settimana fa, con le sue sferzanti parole. Dal fare pietà al metterci l'anima, il cielo sopra il Bologna è cambiato molto.

Pronti via e il consueto tentativo di harakiri del Bologna è servito, Poli - nel tentativo di servire Skorupski - regala palla a Icardi che, sorpreso, calcia fuori. L'avvio potrebbe far pensare quindi a un assalto nerazzurro, ma il Bologna toglie l'abito timido dopo 8' e va al tiro con Orsolini. Handanovic si distende a deviare la secca conclusione in corsa dell'ala (tornato con Mihajlovic a fare l'attaccante). Ancora Inter a sfruttare un'altra indecisione rossoblù. Mbaye perde Perisic su cross di Nainngolan, il croato svetta ma non trova la porta.
Nella parte centrale del tempo, incoraggiata a farlo dal ritmo non certo elevato dell'Inter, il Bologna fa le prove generali del vantaggio. Una buona trama, ordinata, centrale, consente a Soriano di servire Santander un metro entro l'area, in libertà. Il paraguagio piazza il suo destro a fil di palo, ma Handanovic tiene a galla l'Inter, andando a toccare il pallone con la punta delle dita. Un grande intervento di un portiere in grande condizione.


Cinque minuti dopo, però, anche il portierone nerazzurro non po' nulla sull'incornata di Santander che va incontro al traversone dalla bandierina di Pulgar e schiaccia in rete. Gol di rara bellezza. San Siro rumoreggia platealmente, la contestazione è totale. Ma sempre sulle fascia sinistra, dove Dalbert e Perisic duellano bene, arriva la palla del possibile pareggio. Un tacco illuminante del croato libera sul fondo il francese che alza la testa, vede Vecino un metro entro l'area, gliela mette sul piede, girata ravvicinata, alta. Il Bologna risponde colpo su colpo: un minuto dopo insistita azione di Soriano che vince un rimpallo e offre a Poli il pallone del bis, Cedric rimedia e col corpo mette in corner. Immaginatevi la bolgia! Ancora più rumorosa quando Icardi riceve il secondo clamoroso regalo dell'ospite. Pulgar sbaglia a due metri dalla sua area di rigore, Icardi cerca di superare Skorupski in dribbling, ma si fa togliere palla da Skorupski in coraggiosa uscita. Dopo 45' il Bologna è in vantaggio. Ha fatto tutto: nel bene e nel male.

Ripresa quasi a una porta sola. Le statistiche danno una mano ai rossoblù, perché l'Inter, dicono i numeri, quando va sotto non recupera mai. Dopo 4' Lyanco, efficace il suo debutto, deve abbandonare per un problema muscolare. Entra Gonzalez che mette i brividi (un disimpegno quasi intercettato da Perisic). Il Bologna abbassa il suo baricentro, col passare dei minuti, Poli continua a lottare come un leone, Soriano cuce e riparte come ai tempi della Samp; Palacio è un porto sicuro a cui dare palla. L'Inter assalta sempre allo stesso modo, Perisic mette una quantità industriale di cross, esaltando le uscite alte dell'estremo polacco. E' sul lato destro che il Bologna soffre la buona intesa tra Perisic e Dalbert. Con la sua rimessa laterale chilometrica, Dalbert costruisce la più nitida palla gol nerazzurra della gara: spizzicata ravvicinata, Lautaro Martinez, entrato al posto di un irriconoscibile Candreva, da due passi di testa mette fuori. Come con la Lazio, per l'argentino, non tira aria buona. Spalletti le prova tutte: inserisce Joao Mario per un Nainngolan in palese difficoltà, ma non trova alternativa al cross. Come già era capitato in coppa Italia.

Con i suoi in chiara crisi di nervi, il tecnico toscano prova a scuoterli con un vero "coup de theatre". Gioca la carta Ranocchia per Cedric, ma il difensore romano gioca da centravanti aggiunto. Follia? Si direbbe di no, visto che una sua girata (di piede) costringe Skorupski al più importante intervento del secondo tempo. La diga del Bologna è commovente: Poli, Soriano, Orsolini, Santander, Pulgar, Dijks sembrano giocatori diversi da una settimana all'altra. Ma la chiosa la merita di gran lunga Rodrigo Palacio. E' il solo (ex) interista a uscire dal campo con una vera ovazione.

Inter (4-2-3-1): Handanovic, Cedric (34' st Ranocchia), De Vrij, Skriniar, Dalbert, Vecino, Brozovic, Candreva (1' st Lautaro Martinez), Nainggolan (23' st Joao Mario), Perisic, Icardi All.: Spalletti.
Bologna (4-3-3): Skorupski, Mbaye, Lyanco (4' st Gonzalez), Danilo, Dijks, Poli, Pulgar, Soriano, Orsolini, Santander (42' st Destro), Palacio (28' st Krejci). All.: Mihajlovic.
Arbitro: Pasqua di Tivoli.
Rete: nel pt al 33' Santander.
Note: Angoli: 6-7 per Bologna. Recupero: 1' e 5'. Ammoniti: Mbaye, Vecino, Danilo per gioco falloso. Spettatori: 51000 circa.

Una vergogna!!!
Immagine


Rispondi

Torna a “Calcio”