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Messaggio da skywalker » 30/08/2018, 17:28

Juve-United, Roma-Real, Napoli-Psg e Inter-Barça: ecco i gironi di Champions

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Juventus con il Manchester Utd, Roma con il Real Madrid, Napoli con il Psg e il Liverpool e Inter con il Barcellona.

Questi gli incroci di lusso delle squadre italiane in Champions League.

Si è tenuto nel pomeriggio il sorteggio degli otto gironi della massima competizione europea: l'Italia può vantare la sola Juve in prima fascia. Napoli e Roma sono in seconda, l'Inter addirittura in quarta fascia.

I bianconeri si trovano nel gruppo H con Manchester, Valencia e gli svizzeri dello Young Boys.

La Roma nel gruppo G, dove affronterà i campioni in carica del Real Madrid, il Cska Mosca e il Viktoria Plzen.

Girone di ferro per il Napoli di Ancelotti, che nel gruppo C ha pescato Psg, Liverpool e Stella Rossa

Sarà dura anche per l'Inter, che nell'urna di Montecarlo ha pescato - nel gruppo B - Barcellona, Tottenham e Psv.

Questi gli altri gironi. Nel gruppo A troviamo Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Monaco e Bruges. Nel girone D Lokomotiv Mosca, Porto, Schalke 04 e Galatasaray. Bayern Monaco, Benfica, Ajax e Aek Atene nel gruppo E. Infine, nel girone F troviamo Manchester City, Shakhtar Donetsk, Lione e Hoffenheim.


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Re: Champions League

Messaggio da skywalker » 30/08/2018, 17:44

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Re: Champions League

Messaggio da Cuore Rossoblu » 18/09/2018, 6:35

Inizia oggi la prima fase a gironi di Champions League. Debutto dell'Inter contro il Tottenham alle 19,00 e il Napoli alle 21,00 contro la Stella Rossa di Belgrado.

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Re: Champions League

Messaggio da Cuore Rossoblu » 19/09/2018, 11:36

Ottimo esordio in Champions dell'Inter che in rimonta supera il Tottenham per 2 - 1. Bloccato sullo 0 - 0 invece il Napoli contro la Stella rossa di Belgrado.

Due splendidi gol uno di Icardi e uno di Vecino permettono di far esultare tutto il pubblico neroazzurro del Meazza e scacciare i demoni della sconfitta, che sembrava dovessero avvolgere la prima serata di Champions interista. Il Napoli non riesce a sbloccare il risultato contro un'ostica Stella Rossa, zero a zero il risultato finale.

Questi i risultati di ieri:

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Stasera fuori casa, in contemporanea alle 21,00, sono di scena la Juventus contro il Valencia e la Roma contro il Real Madrid.

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Re: Champions League

Messaggio da skywalker » 04/10/2018, 19:03

Psv-Inter 1-2: decide Icardi, nerazzurri a punteggio pieno

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La squadra di Spalletti vince ancora in rimonta e tiene il passo del Barcellona nel gruppo B. Nel primo tempo Nainggolan risponde a Rosario, nella ripresa il capitano firma il gol vittoria

EINDHOVEN – L’Inter sembra averci preso gusto. Dopo il palpitante successo con il Tottenham, i nerazzurri battono in rimonta (2-1) anche il Psv e restano a punteggio pieno nel gruppo B. Mauro Icardi, al secondo centro in altrettante partite, si conferma l’uomo Champions di Spalletti che ha diversi motivi per ritenersi soddisfatto. Dalla granitica prova dei due centrali, De Vrij e Skriniar, alla reattività di Handanovic, miracoloso sulla rovesciata di Malen, passando per la costante crescita di Nainggolan e per l’apporto garantito dai neo entrati Borja Valero e Candreva, preziosi nella gestione del finale di partita. La nota forse più lieta della serata di Eindhoven, però, è la magistrale prova di un imprendibile Politano, che semina lo scompiglio sulla fascia destra con accelerazioni, dribbling e sterzate da manuale.

SPALLETTI CON I TITOLARI – Spalletti, dopo l’ampio turnover proposto in campionato contro il Cagliari, torna a schierare la formazione che ritiene più affidabile, con Skriniar, Asamoah, Brozovic, Vecino, Perisic e Icardi titolari. Sulla destra Politano vince il ballottaggio con Candreva. Van Bommel si affida all’estro di Lozano e Bergwijn e alla doti realizzative di De Jong.

L’INTER FA LA GARA – Il copione della gara appare chiaro fin dalle prime battute. L’Inter fa la partita, il Psv attende compatto nella sua metà campo per poi scatenarsi in contropiede grazie alla rapidità di Lozano e Bergwijn. I nerazzurri mostrano buona personalità e si affidano soprattutto alle percussioni di Perisic e Politano per rendersi pericolosi, ma soffrono le improvvise accelerazioni olandesi. Al 4’ Bergwijn colpisce male sotto porta sulla sponda aerea di De Jong.

ROSARIO SPACCA LA PORTA – E’ l’avvisaglia che i padroni di casa sono in grado di lasciare il segno e lo spauracchio si concretizza al 27’ sulla staffilata di Rosario da fuori area, con la palla che si infila nel sette lasciando di sasso Handanovic. L’Inter non si scompone e riprende subito a tessere buone trame di gioco. L’intensità della manovra nerazzurra sale e Icardi sfiora due volte il pareggio. Al 34’ la torsione aerea di Maurito su cross di D’Ambrosio termina fuori di un soffio, mentre al 37’ serve un miracolo di Zoet per respingere un altro colpo di testa dell’argentino sugli sviluppi di calcio d’angolo.

NAINGGOLAN NON PERDONA – Nainggolan prende le misure con un tiro al volo su invito di Politano, senza però trovare il bersaglio grosso. Dopo l’ammonizione di Handanovic, che usa le mani fuori area per fermare la discesa in campo aperto di Bergwijn, il Ninja ci riprova con maggiore fortuna. Zoet non trattiene sulla conclusione di Asamoah, Icardi (in sospetta posizione di fuorigioco) recupera palla e vede il suo tap-in murato, ma la difesa olandese non può nulla sulla bordata del belga che vale il meritato 1-1.

ICARDI ANCORA A SEGNO – Nella ripresa l’Inter, ispirata da un funambolico Politano, parte forte ma a sfiorare il vantaggio è il Psv che colpisce un clamoroso palo con Pereiro. Tirato un sospiro di sollievo, i nerazzurri riprendono in mano il pallino del gioco e passano con Icardi al 60’: sul lancio di Vecino, l’argentino vince il duello fisico con Schwaab, anticipa di testa Zoet – uscito malissimo – e deposita in rete. Gli uomini di Spalletti continuano a premere e ancora con Icardi vanno a un passo dal colpo del definitivo ko, ma stavolta è bravo il portiere olandese a respingere in tuffo.

HANDANOVIC MIRACOLOSO – Nel finale l’Inter abbassa un po’ troppo il baricentro e subisce la reazione del Psv che mette i brividi alla retroguardia meneghina con la rovesciata di Malen, sulla quale Handanovic compie un’autentica prodezza. Gli ingressi di Borja Valero e Candreva regalano fosforo e freschezza alla manovra nerazzurra e consentono di portare a casa tre punti resi ancora più pesanti dal successo del Barcellona a Londra. In attesa del doppio confronto con i blaugrana, la frattura in classifica che separa l’Inter dalle inseguitrici è davvero significativa.

PSV-INTER 1-2 (1-1)
PSV (4-2-3-1): Zoet; Dumfries, Viergever, Schwaab, Angelino; Hendrix, Rosario; Bergwijn, Pereiro (30′ st Malen), Lozano; De Jong. In panchina: Room, Behich, Isimat, Sainsbury, Ramselaar, Gutierrez. All. Van Bommel.
INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Brozovic, Vecino; Politano (46′ st Candreva), Nainggolan (41′ st Borja Valero), Perisic; Icardi. In panchina: Padelli, Miranda, Ranocchia, Keita, Martinez All. Spalletti.
ARBITRO: Mazic (Srb)
RETI: 27′ pt Rosario, 44′ st Nainggolan, 15′ st Icardi.
NOTE – serata fresca, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Handanovic, D’Ambrosio, Asamoah. Angoli: 6-5 per l’Inter. Recupero: 1′; 4′.


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Re: Champions League

Messaggio da skywalker » 04/10/2018, 19:05

L'en-plein delle italiane in Champions: quattro vittorie non arrivavano dal 2005

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Le squadre del nostro campionato tornano ad essere protagoniste in Europa. Quattro successi nello stesso turno, come è accaduto in questa seconda giornata, non arrivavano da quasi 13 anni quando al torneo presero parte Udinese, Milan, Inter e Juventus
ROMA - Non accadeva da una vita, quindi fiato alle trombe. Su col morale, in fondo non siamo così scarsi. Quattro vittorie su quattro in un solo turno di Champions League, come è accaduto in questa seconda giornata, le squadre italiane non le coglievano da quasi 13 anni. Per l’esattezza dal quinto turno della stagione 2005-2006, quello che si giocò il 22 e il 23 novembre 2005. Era già la Champions League della modernità, cominciava a essere quell’evento planetario e dal ricco montepremi che è ancor più adesso, all’epoca il Liverpool era campione d’Europa in carica perché aveva battuto il Milan nella celebre finale di Istanbul 2005 (da 0-3 a 3-3, poi vittoria ai rigori), il pallone era a stelle azzurre ed esagoni bianchi, mentre adesso è il contrario, esagoni blu in mezzo a stelle bianche. Tredici anni fa.

Rileggere quei risultati, quei marcatori, è un piccolo tuffo nel passato recente del nostro calcio, ma è già nostalgia. All’epoca il poker fu possibile grazie a Juventus-Bruges 1-0, Panathinaikos-Udinese 1-2, Fenerbahce-Milan 0-4 e Inter-Armedia Bratislava 4-0. Segnavano Del Piero per la Juve, Iaquinta e Candela per l’Udinese, Shevchenko siglava addirittura quattro gol a Istanbul e Adriano tre per l’Inter a San Siro, dove arrotondava Figo. Quell’anno l’Udinese si fermò alla prima fase, ma il Milan arrivò in semifinale, eliminato di un’unghia dal Barcellona che poi avrebbe vinto la Champions, mentre Juventus e Inter caddero ai quarti.

La seconda giornata della Champions 2018-2019 ha portato un altro en-plein, come quella volta. Juve e Inter i punti di contatto col passato, mentre Roma e Napoli hanno rimpiazzato Milan e Udinese. Anche qui, come all’epoca, la piccola impresa è stata resa possibile dalla friabilità di qualche avversario, come il Viktoria Plzen asfaltato dalla Roma (5-0) o lo Young Boys dalla Juventus (3-0), ma è indiscutibile il valore dell’1-0 del Napoli sul Liverpool o il 2-1 dell’Inter sul Psv a Eindhoven.

Il quattro su quattro delle italiane è il miglior risultato per nazioni di questo secondo turno, visto che agli altri tre paesi che schierano quattro club le cose sono andate peggio: una sola vittoria su quattro per le inglesi, quella del Manchester City sull’Hoffenheim, gli spagnoli hanno ottenuto due vittorie (Barça e Atletico) ma il Real Madrid è caduto a Mosca, i tedeschi hanno impilato tre vittorie ma non quella del Bayern, fermato in casa dall’Ajax.

Per effetto di questi risultati, la piccola grande e ottima notizia è che l’Italia ha superato l’Inghilterra nel ranking per nazioni, ora è al secondo posto anche se di qualche decimo di punto (67.440 a 67.177, e le gare di Europa League possono ancora modificare le posizioni), in ogni caso è un evento che non si verificava dal 2003, quindi è opportuno rallegrarsi. Il minisorpasso non porterà cambiamenti di sorta nei futuri assetti, perché comunque l’Italia avrà lo stesso quattro rappresentanti nella prossima Champions, ma il fatto è simbolico e merita di essere sottolineato.

Forse qualcosa si sta muovendo, forse le italiane sono più agganciate al livello eccelso della competizione di quanto fossero in passato, forse anche alcune grandi d’Europa sono in calo al punto che quest’anno il torneo è più livellato, c’è spazio per sorprese e pirati vari. Tra cui le italiane. D’altronde la Juventus è una certezza del torneo, non a caso aspira ormai dichiaratamente a vincerlo, parla il suo curriculum recente: nelle ultime quattro edizioni, due finali raggiunte più due eliminazioni sul filo di lana contro due grandissime come Bayern e Real Madrid. La stessa Roma ha raggiunto la semifinale nell’ultima edizione, non può essere considerata una meteora.

Il Napoli è arrivato come risultato massimo agli ottavi con Sarri, ma con Ancelotti, l’uomo della coppa, può compiere un salto di qualità ulteriore, mentre l’Inter, la più parvenu di tutte perché mancava da sei anni, ha acquisito una certa solidità, ribaltando per ora i pronostici in un gruppo impegnativo, e ora ha già un +6 sul Tottenham. E’ bello tornare a eccellere in Champions, il torneo più importante del mondo. Qui l’aria è rarefatta, ci sono i migliori. Quanto tempo.
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Re: Champions League

Messaggio da skywalker » 04/10/2018, 19:07

Champions League, tutti i record del secondo turno

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Griezmann ha segnato il gol numero 8mila della competizione europea, il Barcellona è diventato il terzo club, dopo Real Madrid e Bayern Monaco, ad aver sforato il tetto delle 300 partite giocate nelle Coppe europee e l’Italia si aggiunge al gruppo, assieme a Francia, Brasile e Germania con più di 100 marcatori differenti nella manifestazione

ROMA - Il gol numero ottomila, siglato da Griezmann, la media reti di Messi che allontana Ronaldo e poi Insigne, la bestia nera di Klopp. Sul taccuino del secondo turno di Champions League ci sono diversi numeri da conservare in archivio, come il timbro del francese dell’Atletico Madrid (anche se la questione è aperta, secondo alcuni statistici il primato spetterebbe a Lamela, a segno negli stessi istanti, perché il secondo tempo di Atletico-Bruges sarebbe iniziato prima della ripresa di Tottenham-Barça), che fa cifra tonda come tre anni fa Angel Di Maria (rete numero settemila), mentre risale a 20 anni fa il millesimo (Khokhlov, del Psv Eindhoven). E il taglio del nastro dei 3000 è arrivato dall’Italia, con David Trezeguet (in Juventus-Olympiacos 7-0 del 2003). L’Italia fa anche parte di uno sparuto gruppo, assieme a Francia, Brasile, Germania, Olanda) con più di 100 marcatori differenti in Champions League.

I RECORD DEL BARCELLONA - La squadra di Valverde con il successo in casa del Tottenham ha aggiornato i primati di due dei fenomeni che vincono titoli da oltre dieci anni. Gerard Piquè è entrato nel club degli atleti con almeno 100 presenze in Champions. In vetta resta Iker Casillas (169), poi Cristiano Ronaldo a 154. Tra gli italiani ci sono Gigi Buffon (117), Paolo Maldini a 109, Andrea Pirlo a 108. Ed è oltre quota 100 presenze ma anche reti (104, con la miglior media, quasi 0.90, davanti a CR7) anche Leo Messi, che in tanti anni di Coppa mai era partito con cinque reti in due partite, arrivando a 64 reti in 65 partite della fase a gironi. E, restando nel campo del Barça: è il terzo club, dopo Real Madrid e Bayern Monaco, ad aver sforato il tetto delle 300 partite giocate nelle Coppe europee.

TRIPLETTE, COMANDA MESSI, POI CR7 - Paulo Dybala, con il tris calato allo Stadium allo Young Boys, divide il trono delle triplette con la Pulce (nella prima giornata al Psv). Ma per il numero 10 della Juventus la strada verso il vertice è lunga: nella classifica all time della Champions League guida Messi (otto), davanti a Cristiano Ronaldo a sette. Ma il portoghese conserva il primato del maggior numero di triplette in un’unica edizione, nel 2015-16.

KLOPP E LA SINDROME INSIGNE - Tre partite ufficiali, tre reti sul groppone. Jurgen Klopp forse nella lista della spesa per il prossimo futuro del Liverpool segnerà a matita anche il nome del fantasista del Napoli, che lo ha colpito sinora con regolarità, come ricordato anche dal tecnico tedesco nel pre partita: la prima rete, in Napoli-Borussia Dortmund 2-1, cinque anni fa, la prima gara europea dell’era Benitez. E gol anche nella gara di ritorno persa dai partenopei 3-1. Sino al timbro a tempo scaduto, ieri sera al San Paolo.

TOTTENHAM NEI GUAI, BUONE NOTIZIE INTER - Per i nerazzurri la strada verso gli ottavi di Champions League potrebbe essere in discesa. Il Tottenham in fatti, a zero punti assieme al Psv, con Inter e Barcellona a sei, dovrebbe rovesciare la situazione in classifica, impresa riuscita in passato solo al Lione nel 2007 e al Marsiglia nel 2010.
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Re: Champions League

Messaggio da skywalker » 25/10/2018, 14:12

PSG-Napoli 2-2: azzurri belli e beffati, Di Maria li agguanta al 93'

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Splendida prestazione dei ragazzi di Ancelotti, che giocano a testa alta al Parco dei Principe. Insigne apre le marcature, autogol di Mario Rui in avvio di ripresa, quindi la zampata apparentemente decisiva di Mertens prima del capolavoro dell'argentino

La freccia scoccata da Angel Di Maria è un colpo al cuore per un Napoli praticamente perfetto. L'Europa degli azzurri poteva assumere toni esaltanti sotto l'Arco di Trionfo, la squadra che lascia il Parco dei Principi portandosi a casa un punto allo stesso tempo così amaro e prezioso ha sicuramente assorbito una lezione importante. Questo Napoli, modellato con pazienza dalle mani sapienti di Carlo Ancelotti, può giocare alla pari con tutti. Lo aveva dimostrato con il Liverpool, lo ha ribadito nella notte parigina. Tornare in patria con un 2-2 e scuotere la testa vuol dire aver già fatto il primo passo verso una mentalità nuova. Non solo tattica, ma anche tantissima abnegazione: negli strappi rabbiosi di un Allan così grande da stropicciarsi gli occhi, nella maturità di Insigne - finché la salute glielo ha permesso - e nella diligenza di Callejon, soldato ideale per qualsiasi generale. Ma anche nella presenza, tecnica e di personalità, di un sontuoso Fabian Ruiz. C'è tantissimo Napoli nella notte del PSG, ma poi c'è anche da fare i conti con il talento di una squadra a tratti scollata e disordinata ma capace di pescare dal cilindro la rete che fa masticare amaro chi, fino a 120 secondi dalla fine, aveva creduto a un'altra impresa.

PARTENZA DIFFICILE, POI SOLO NAPOLI - Soffrire la prima sfuriata del PSG è nell'ordine delle cose, e il Napoli in avvio deve ringraziare la scarsa intesa tra Cavani e Neymar, che fanno lo stesso movimento sulla splendida azione di Mbappé sulla destra: l'uruguaiano finisce per calciare il tallone del brasiliano graziando Ospina. I due combinano bene qualche minuto più tardi ma il grande ex di giornata sbaglia la mira al volo col mancino. Il quarto d'ora iniziale è complesso per gli azzurri, la manovra non scorre fluida come dovrebbe e a centrocampo Rabiot giganteggia. Neymar profondo per Mbappé che serve involontariamente Cavani, Ospina respinge. Il gol del PSG sembra dietro l'angolo ma il Napoli non solo non si sfalda, ma si ritrova. Il palleggio diventa improvvisamente efficace, la pressione alta disinnesca la costruzione dal basso dei campioni di Francia, decisamente poco qualitativa. Marquinhos e Kimpembe faticano, Di Maria deve spesso abbassarsi sulla stessa linea di Verratti e Rabiot andando a creare solamente problemi sullo stretto. Salgono in cattedra Allan e Fabian Ruiz, quest'ultimo utilizzato nella stessa posizione ibrida già vista contro il Liverpool: il Napoli difende con il 4-4-2 e imposta con i tre dietro, lasciando le corsie a Callejon e Mario Rui con Maksimovic che si affianca ai due centrali. Il terzino portoghese pennella da sinistra per il taglio di Mertens al 24′, il belga è sfortunato e colpisce in pieno la traversa. Ma la pressione azzurra è efficace, Hamsik libera al tiro Callejon, lo spagnolo fa soltanto il solletico ad Areola. Il portiere capitola qualche istante più tardi. Ancora Callejon protagonista, stavolta da assistman, con un filtrante che aggira Kimpembe. Insigne sfila alle spalle della difesa, pallonetto sull'uscita dell'estremo francese e corsa a perdifiato sotto il settore ospiti.

AGGIUSTAMENTI PARIGINI - Il finale di primo tempo è un botta e risposta. Mertens raccoglie un regalo di Di Maria e innesca subito Insigne che sbaglia la mira col destro al volo, Mbappé dall'altra parte brucia tutti ma è poco freddo quando c'è da calciare a rete, prendendo in pieno Areola. La coda della frazione lascia un velo di amarezza al Napoli, perché Insigne riceve un colpo allo sterno ed esce in sofferenza, trovandosi poi costretto ad alzare bandiera bianca nella ripresa. Al rientro in campo tocca a Kehrer al posto di Bernat, Tuchel ridisegna i suoi: nel primo tempo era stato quasi difficile capire il modulo, tra l'indolenza di un Neymar che vuole palla in mezzo al campo e gli adattamenti di Di Maria, un po' mezz'ala, un po' esterno, quasi mai puntuale. Si passa alla difesa a 3, "el Fideo" va a tutta fascia a sinistra con Meunier sul fronte opposto, i tre davanti a fare quello che vogliono. Soprattutto, a ricevere tra le linee del Napoli. Hamsik non ha ancora le abitudini di un vero e proprio riferimento davanti alla difesa, galleggia, talvolta sbanda. E con lui gli azzurri, che rischiano sulle conclusioni di Neymar e Meunier, trattenendo il respiro su un contatto Mario Rui-Cavani. Insigne lascia spazio a Zielinski, entrato troppo a freddo per incidere da subito. Si supera il quarto d'ora e il PSG impatta. Mbappé solissimo ai 20 metri apre per Meunier, cross di prima intenzione, Mario Rui in scivolata per l'autogol.

FINALE DA BRIVIDI - Il Napoli cerca di dare qualche segnale, mentre Fabian Ruiz si muove alle spalle di Mertens e Zielinski rileva i compiti dell'ex Betis. I rari affondi di Neymar non fanno male, il brasiliano vuole il pallone tra i piedi ma raramente coglie l'attimo giusto per disfarsene, al contrario di Mbappé, che quando parte è un proiettile difficile da contenere per chiunque. Quasi dal nulla, poco dopo la mezz'ora, gli azzurri trovano il gol che pare la realizzazione del sogno. Fabian Ruiz conclude da fuori area e sarebbe un sinistro trascurabile se non fosse per la respinta di Marquinhos. Il pallone rimane lì, a fluttuare in quella porzione di campo dove il gol è all'ordine del giorno. Mertens ha un riflesso felino, stende la gamba e colpisce, cogliendo di sorpresa Areola e uno stadio intero. Il belga avrebbe anche la chance del tris ma riesce soltanto a sfiorare il cross di Mario Rui, dando modo al portiere di salvarsi. Si entra nei cinque minuti di recupero, a Di Maria ne bastano tre per prendere la mira dal limite dell'area e trovare l'angolo più lontano. Il 2-2 è prezioso, perché tra due settimane toccherà al PSG andare a Napoli e la banda Ancelotti mantiene una lunghezza di vantaggio in classifica. Eppure sarebbe bastato un pizzico di fortuna in più per assaporare la notte perfetta.

PSG-NAPOLI 2-2 (0-1)
PSG (4-3-3): Areola; Meunier, Marquinhos, Kimpembe, Bernat (1′ st Kehrer); Verratti (38′ st Diaby), Rabiot, Di Maria; Mbappé, Cavani (31′ st Draxler), Neymar. All.: Tuchel
Napoli (4-4-2): Ospina; Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon (42′ st Rog), Allan, Hamsik, Fabian Ruiz; Mertens (40′ st Milik), Insigne (8′ st Zielinski). All.: Ancelotti
Arbitro: Zwayer (GER)
Reti: 29′ pt Insigne, 16′ st aut. Mario Rui, 32′ st Mertens, 48′ st Di Maria
Ammoniti: Marquinhos, Mario Rui, Draxler, Callejon, Mertens
Recupero: 2′ e 5′
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Messaggio da skywalker » 07/11/2018, 9:16

Inter-Barcellona 1-1: Icardi firma un pari d'oro

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Partita in gran parte dominata dagli spagnoli con Handanovic protagonista assoluto. I gol nel finale quando Malcom la sblocca con un sinistro. Ma i nerazzurri non ci stanno e il capitano firma un pareggio prezioso che tiene il Tottenham distante 3 punti

MILANO - Tutto nel finale. Il Barcellona domina gran parte della partita di San Siro per passare in vantaggio solo al minuto 38 con il neo entrato Malcom che batte un Handanovic fino a quel momento strepitoso. Sembra finita, ma l'Inter ha un moto d'orgoglio e pareggia con Icardi al 42′. Un punto importante per i milanesi in un gruppo B che ora vede sempre in testa i catalani con 10 punti seguiti dalla squadra di Spalletti a quota 7. Con 4 punti il Tottenham che rimonta e batte il PSV fermo a 1.

ASAMOAH PERICOLOSO - 4-2-3-1 per Spalletti che schiera Icardi punta avanzata con Politano, Nainggolan e Perisic subito dietro. Brozovic e Vecino in mezzo al campo, Vrsaljko e Asamoah esterni con De Vrij e Skriniar al centro della difesa. Senza Messi (nemmeno in panchina), Valverde risponde col 4-3-3 con Dembelè, Suarez e Coutinho in attacco. Rakitic, Sergio Busquets e Arthur a centrocampo. In difesa Pique e Lenglet con Jordi Alba e Sergi Roberto esterni. Parte forte il Barcellona e Dembelè impegna subito Handanovic. I catalani comandano il gioco con tanto possesso palla e pressione non permettendo all'Inter di venire fuori. Suarez si scalda e al 12′ ci prova ma senza fortuna. L'unica vera grande occasione nerazzurra al 19′ quando Icardi crossa basso dalla sinistra, Asamoah si inserisce ma conclude alto col destro.

SUAREZ SPINA NEL FIANCO - Al 22′ ancora Barcellona con Suarez che, chiuso dai difensori, si inventa un esterno destro in pallonetto con palla di nulla out. Dall'altra parte break di Perisic che però spreca con un destro larghissimo. Alla mezz'ora Barcellona vicinissimo al vantaggio: azione prolungata con tiro di Dembelè deviato da Suarez e poi Skriniar salva in angolo su Sergi Roberto. Si batte il corner e Suarez conclude col sinistro defilato sul secondo palo ma senza mira. Finale con Handanovic protagonista quando in tuffo prima salva su Coutinho e quindi su un destro del solito Suarez.

HANDANOVIC TIENE A GALLA I NERAZZURRI - Il secondo tempo è ancora sotto il dominio degli ospiti che anzi ci provano con maggior convinzione. Al quarto d'ora ci deve pensare ancora una volta Handanovic a salvare su Rakitic dopo un contropiede, poi il croato rimette al centro e Suarez segna ma la palla era uscita sul fondo. Un minuto dopo il portiere nerazzurro neutralizza un tiro di Coutinho. Al minuto 18 Spalletti leva uno spento Nainggolan per inserire Borja Valero e al 20′ si rivede finalmente l'Inter con un colpo di testa a lato di Politano. Quindi riecco Handanovic sugli scudi, stavolta per dire di no a Dembelè.

SEGNA MALCOM, RISPONDE ICARDI - I due allenatori effettuano altri cambi e quello giusto lo azzecca Valverde quando fa entrare Malcom al posto di Dembelè al 36′. Due minuti dopo infatti De Vrij perde palla a centrocampo sull'attacco di Coutinho che se ne va, serve Malcom che controlla, si porta la palla sul sinistro e beffa Handanovic. Sembra finita, il pubblico nerazzurro si zittisce ma l'Inter ha un moto di orgoglio e attacca. Stavolta protagonista un cambio di Spalletti, ovvero Lautaro Martinez (fuori Brozovic) che gira in area una palla al 42′, Vecino prova a tirare in porta ma la conclusione viene respinta. Raccoglie Icardi che controlla, si gira e batte Ter Stegen sotto le gambe.

Inter-Barcellona 1-1 (0-0)
Inter (4-2-3-1): Handanovic; Vrsaljko, De Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic (dal 40'st Lautaro Martinez); Nainggolan(dal 18'st Borja Valero), Politano (dal 31′ st Candreva), Perisic; Icardi. (27 Padelli, 11 Keita Baldé, 23 Miranda, 33 D'Ambrosio). All.: Spalletti
Barcellona (4-3-3): ter Stegen; Sergi Roberto, Piqué, Lenglet, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Arthur (dal 23′ st Vidal); Dembélé (dal 36′ st Malcom), Suarez, Coutinho. (13 Cillessen, 2 Semedo, 12 Rafinha, 22 Vidal, 26 Alena, 36 Chumi). All.: Valverde
Arbitro: Marciniak
Reti: nel st 38′ Malcom, 42′ Icardi
Angoli: 10-3 per il Barcellona
Recupero: 0′ pt e 3′ st
Ammoniti: Rakitic, Brozovic, Perisic per gioco falloso
Spettatori: 73.428 spettatori per 5.919.864 euro
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Champions League

Messaggio da skywalker » 07/11/2018, 9:17

Napoli-Psg 1-1, Insigne risponde a Bernat e tiene in corsa gli azzurri

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Gelati nel recupero del primo tempo da un gol del terzino spagnolo, gli uomini di Ancelotti raddrizzano la situazione nella ripresa su rigore. Agganciato il Liverpool in vetta alla classifica. Hamsik ha tagliato lo storico traguardo delle 512 presenze

NAPOLI - Napoli e Psg non approfittano del capitombolo inatteso del Liverpool a Belgrado e confezionano un altro pareggio (1-1) dopo il 2-2 di due settimane fa. Un risultato che lascia incertissime le cose nel girone di ferro di Champions ma che, comunque, può far sorridere il Napoli per 3 motivi: primo per la grande reazione mostrata una volta andato inaspettatamente sotto nel recupero del primo tempo, secondo perché comunque gli consente di agganciare in vetta alla classifica il Liverpool e di godersi, almeno per tre settimane, il primato nel girone in virtù dell'1-0 ai Reds, terzo perché gli permette di restare in vantaggio negli scontri diretti con i parigini nel caso in cui ci fosse un arrivo a pari punti.

HAMSIK NELLA STORIA AZZURRA: 512 PRESENZE - Ancelotti, nel giorno delle 200 panchine in Europa, non ha avuto dubbi: ha rimesso in campo gli stessi undici del Parco dei Principi con Maksimovic ancora esterno destro invece di Hysaj o Malcuit per contenere meglio le sortite di Di Maria o Neymar. Per Hamsik una serata storica visto che ha festeggiato le 512 presenze in azzurro, superando, nella classifica assoluta, Giuseppe Bruscolotti, fermatosi a quota 511. Sul fronte opposto Tuchel, invece, ha deciso di andare avanti con il 3-4-2-1 lasciando in panchina il grande ex della serata, Cavani, non al meglio per un problema muscolare alla coscia. Ha piazzato sul centro-sinistra in difesa Kehrer, preferendolo a Kimpembe, ha rimesso in mezzo Thiago Silva e ha restituito una maglia a Buffon, al rientro in Champions dopo i 3 turni di stop rimediati in Real-Juve. Infine, in mediana, ha preferito affiancare a Verratti Draxler e non Rabiot.

45' DI GRANDE EQUILIBRIO - Le due squadre hanno iniziato in maniera molto prudente, avendo rispetto e paura reciproca. Il PSG ha mantenuto maggiormente l'iniziativa ma ha spaventato Ospina solo con un diagonale di controbalzo sinistro di Mbappé che ha sorvolato di poco la traversa. Gli azzurri, incapaci di dare continuità alla loro classica manovra avvolgente, hanno tentato di sorprendere Buffon con una punizione calciata velocemente da Rui sul primo palo per Mertens (colpo di suola a lato di 2-3 mt) ma sono andati davvero vicini al bersaglio solo al 45' quando Insigne in girata col destro ha spedito il pallone di poco oltre l'incrocio.

BERNAT GELA IL SAN PAOLO NEL RECUPERO DEL 1° TEMPO - Il Psg non si è spaventato e proprio sul finire del minuto accordato da Kuipers tra le proteste di Ancelotti è passato: Mbappé, lanciato in area sulla sinistra, ha aspettato l'arrivo dell'accorrente Bernat che, in mezzo a 7 difensori azzurri, ha controllato di destro e ha beffato Ospina in scivolata.

SILVA SBAGLIA, INSIGNE PAREGGIA SU RIGORE - Il Napoli è tornato in campo determinatissimo e, in 12' di straordinaria veemenza ha concretizzato la sua rabbia: Buffon ha dovuto compiere tre prodezze per negare per due volte il gol a Mertens e poi per respingere un tentativo di autorete di Meunier. Ma nulla ha potuto al 57' sullo svarione di Silva, prodigioso pochi minuti prima nello sventare un sinistro a porta vuota di uno scatenato Mertens: il brasiliano non ha addomesticato un facile pallone al limite rendendolo giocabile in area a Callejon, bravo ad anticipare sul tempo Buffon in uscita e a farsi atterrare. Rigore netto che Insigne ha trasformato con straordinaria freddezza con un tiro imprendibile a fil di palo.

MAKSIMOVIC, CHE RISCHIO - Il Napoli a questo punto è inevitabilmente calato, consentendo al Psg di tornare ad affacciarsi in avanti. Gli azzurri hanno rischiato grosso su un intervento di Maksimovic in area su Kehrer sul quale Kuipers ha preferito generosamente sorvolare e poi su un diagonale di Mbappé finito di poco a lato. Gli ingressi di Zielinski per Fabian Ruiz e di Ounas per Mertens, infortunatosi alla spalla sinistra, non hanno restituito agli uomini di Ancelotti la necessaria spinta per tentare di vincere la partita. E allora bene così, con la consapevolezza che alla fine, conti alla mano, è comunque un ottimo punto.

NAPOLI-PSG 1-1 (0-1)
Napoli (4-4-2): Ospina, Maksimovic (31′ st Hysaj), Albiol, Koulibaly, Mario Rui, Allan, Hamsik, Ruiz (25′ st Zielinski), Callejon, Mertens (38'st Ounas), Insigne. (27 Karnezis, 2 Malcuit, 42 Diawara, Milik). All.: Ancelotti.
PSG (3-4-2-1): Buffon, Marquinhos, Thiago Silva, Kherer (47′ st Choupo Mouting), Meunier (28′ st Kimpembe), Verratti, Draxler, Bernat, Di Maria (31′ st Cavani sv), Neymar 7, Mbappè 6.5. (16 Areola, 27 Diaby, 25 Rabiot, 34 Nsoki). All.: Touchel.
Arbitro: Kuipers (Ola) 5,5.
Reti: nel pt 46′ Bernat; nel st 17′ Insigne (rig).
Angoli: 8-4 per il Napoli.
Recupero: 1′ e 4′.
Ammoniti: Mbappè, Kehrer e Verratti per gioco scorretto; Neymar per proteste; Ruiz per comportamento non regolamentare.
Spettatori: 55 mila.
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