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Mondiali Calcio

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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 01/07/2018, 14:13

Mondiali 2018, Uruguay-Portogallo 2-1: Cavani elimina Cristiano Ronaldo con una doppietta
La Celeste vince 2-1 con una doppietta del Matador (che poi si infortuna, Mondiali a rischio) e passa ai quarti. CR7 non incide, Pepe non basta: lusitani eliminati

Nel secondo ottavo di finale dei Mondiali, l'Uruguay batte il Portogallo per 2-1. Decisivo Edinson Cavani, che con una doppietta (7' e 62') manda i sudamericani al quarto di finale contro la Francia. Lo stesso Matador però si infortuna e rischia di dover dire addio al torneo. In mezzo alle reti di Cavani, inutile il pari momentaneo di Pepe (55'). Dopo Messi, anche Cristiano Ronaldo abbandona la Russia.

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LA PARTITA
Le due squadre si affrontano entrambe con il 4-4-2: in linea quello dei lusitani, a rombo quello uruguagio, con Torreira davanti alla difesa e Bentancur vertice alto. Il primo a scaldare le polveri è Cristiano Ronaldo al 5’, il suo destro non fa paura a Muslera. Ma alla prima combinazione tra Suarez e Cavani, l’Uruguay la sblocca: cross dell’attaccante del Barcellona al millimetro per la testa del Matador, che batte Rui Patricio. Prova a rispondere subito dopo Fonte con un’azione molto simile su cross di Joao Mario, ma manda a lato. Canovaccio tattico della sfida che diventa subito chiarissimo: Portogallo a spingere per cercare il pareggio, Uruguay a gestire e tentare di colpire di rimessa. E ogni volta che si attivano i due là davanti, può succedere qualcosa: un Suarez indemoniato si conquista e quasi realizza una punizione dai 25 metri, con gran salvataggio di Rui Patricio. Dall’altra parte, Cristiano Ronaldo si sbatte, ma il supporting cast a parte Bernardo Silva lo assiste poco e i campioni d’Europa non riescono mai a concludere verso la porta e il dispositivo difensivo preparato da Tabarez è perfetto.

A inizio ripresa il Portogallo è più convinto. Guerreiro e Adrien Silva si avvicinano al gol, che viene trovato dopo dieci minuti da Pepe che svetta di testa su Godin su azione d’angolo: è il primo gol incassato dall’Uruguay nel torneo. Andazzo che prosegue anche dopo il pareggio, con i sudamericani troppo bassi e che non riescono più a ripartire. In un lampo, però, la Celeste torna avanti: grande break di Bentancur – ottima partita dello juventino – che serve Cavani, destro a giro di prima intenzione sul secondo palo per una doppietta d’autore. Poco dopo però arriva la tegola per il Matador, che chiede il cambio per un problema muscolare al polpaccio – condizioni da valutare per lui – al termine di un’azione in cui Muslera stava per combinarla grossa, perdendo il pallone in uscita e venendo graziato da Bernardo Silva. Il forcing portoghese diventa disperato, con l’Uruguay che nuovamente fatica a risalire il campo nel finale di gara ma che resiste fino alla fine e porta a casa il passaggio del turno. Delusione per Cristiano Ronaldo, l’Uruguay se la vedrà con la Francia nei quarti di finale.

IL TABELLINO

URUGUAY-PORTOGALLO 2-1
Uruguay (4-4-2): Muslera 5,5; Caceres 6, Gimenez 6, Godin 5,5, Laxalt 7; Nandez 6,5 (80’ Sanchez sv), Torreira 6,5, Vecino 6, Bentancur 7 (63’ Rodriguez 6); Cavani 7,5 (74’ Stuani sv), Suarez 7.
A disp.: Martin Silva, Campana, Coates, Varela, Gaston Silva, Maxi Pereira, Sanchez, Urretaviscaya, De Arrascaeta, Maxi Gomez, Stuani. All.: Tabarez 7
Portogallo (4-4-2): Rui Patricio 6; Ricardo Pereira 5, Pepe 6,5, Fonte 5,5, Guerreiro 5,5; Bernardo Silva 6,5, William Carvalho 6, Adrien Silva 6 (65’ Quaresma 6), Joao Mario 5 (84’ M. Fernandes sv); Cristiano Ronaldo 6, Guedes 5 (74’ Andrè Silva sv).
A disp.: Lopes, Beto, Bruno Alves, Cedric, Dias, Mario Rui, Joao Moutinho, Bruno Fernandes, Gelson Martins. All.: Santos 5,5
Arbitro: Ramos (Messico)
Marcatori: 7’, 62’ Cavani (U), 55’ Pepe (P)
Ammoniti: Cristiano Ronaldo (P)
Espulsi: -


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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 01/07/2018, 17:33

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I rigori mandano a casa la Spagna e promuovono la Russia
Altra sorpresa ai Mondiali. Le Furie rosse attaccano, ma non sfondano il muro dei padroni di casa che dal dischetto si dimostrano più precisi

Sono i Mondiali delle sorprese. Dopo Germania Argentina e Portogallo, un'altra tra le grandi favorite fa le valigie. La Spagna è infatti stata sconfitta ai calci di rigore dai padroni di casa della Russia, al termine di una partita dominata dagli iberici, ma che non ha proposto grandissime emozioni. Subito in vantaggio con un autogol di Ignashevich, la Spagna ha dato l'impressione di poter controllare senza patemi d'animo un avversario che si è limitato a difendersi anche in situazione di svantaggio. Sul finire del primo tempo, però, un fallo di mano in area di Piqué ha portato Dzyuba sul dischetto del rigore per il gol del pareggio. Per tutta la ripresa e per la mezz'ora di supplementari le Furie rosse hanno attaccato, senza per altro creare grossi pericoli. Il gioco degli iberici si è infatti dimostrato troppo lento e prevedibile per avere la meglio della difesa schierata dei padroni di casa. Ai calci di rigore, due gli errori decisivi, quelli commessi da Koke e Iago Aspas, mentre i russi non hanno sbagliato nessuno dei quattro calci a loro disposizione (l'ultimo, ininfluente, non è stato effettuato). Dopo i quattro anni d'oro (2008-2012) che avevano regalato due titoli europei e uno mondiale, la Spagna fallisce la terza fase finale consecutiva e, di fatto, rischia di chiudere un ciclo, quello degli Iniesta, dei Sergio Ramos, dei Piqué e dei Busquets. La Russia, invece, partita in sordina come una delle selezioni meno accreditate, raggiunge i quarti di finale dove sfiderà la vincente del prossimo quarto di finale, quello tra la Croazia e la Danimarca.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 22:22

Brasile-Messico 2-0, Neymar e Firmino firmano il passaggio ai quarti

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O Ney torna protagonista, firma la rete del vantaggio e poi serve al compagno di reparto il pallone che chiude i conti
SAMARA - Tite, il suo ct, lo aveva profetizzato: ormai Neymar è tornato al suo livello. E il livello del migliore giocatore del Brasile, Nazionale sopravvissuta con la sola Francia alla moria delle favorite, è appunto quello di chi può trascinare con una certa facilità la sua squadra ai quarti di finale del Mondiale. Siccome poi la Seleçao non è soltanto Neymar, ma anche un gruppo di calciatori tecnicamente superiori e tatticamente maturi, diventa abbastanza logico pensare che sia davvero in grado di vincere il suo sesto titolo. Affrontarla è complicato: può colpire in qualsiasi argomento e non si fa colpire dagli avversari, visto che finora ha subito un solo gol (discusso) nella partita del debutto con la Svizzera.

LE MOSSE DI OSORIO - Il ct colombiano del Messico, capace di irretire la Germania, aveva preannunciato l'intenzione di non chiudersi e di attaccare, nei limiti del possibile. L'idea di una formazione con slanci offensivi c'era, protetta però dalla presenza di Rafa Marquez, che a 39 anni e al quinto Mondiale si è tolto la soddisfazione di una partita così importante da capitano e da regista, anche se poi è uscito nell'intervallo. Ma l'impatto della Seleçao, che ha fatto gioco in continuazione e senza pause, ha costretto la Tri alla difesa e al contropiede, al di là delle sue stesse intenzioni. Il solo punto davvero vulnerabile del Brasile erano i terzini, e non a caso: sia Fagner a destra sia Filipe Luis a sinistra sono scesi in campo perché Danilo e Marcelo, appena guariti dai rispettivi infortuni muscolari, sono andati in panchina: non davano sufficienti garanzie atletiche. Osorio ha provato appunto a sfondare sulle fasce, con le puntate di Vela e Lozano, che si sono anche invertiti le posizioni. Filipe Lujis ha rimediato un cartellino giallo sul finire del primo tempo, per un'entrata in ritardo su Vela. Alisson, tuttavia, non si è spaventato, a parte un paio di mischie.

O NEY INVENTA - Ben diverso era lo stato d'animo del suo collega Ochoa, che vedeva arrivare a razzo in area Neymar, Coutinho e Gabriel Jesus, sempre meglio inserito nel gioco di Tite. Le azioni partivano quasi tutte da sinistra, a conferma dello sbilanciamento tattico indotto dalla contemporanea presenza di Neymar e Coutinho da quella parte e della vena intermittente di Willian nel primo tempo. Si trattava comunmque di un difetto tollerabile, vista la quantità di gioco prodotta dai brasiliani. Neymar è stato marcato con rudezza da Alvarez, che ha incassato la canonica ammonizione per un'entrataccia aerea. I tentativi di tiro del numero 10, nel primo tempo, sono stati un destro centrale e un tiro-cross di piatto, dopo avere lasciato sul posto Alvarez. Entrambe le volte Ochoa ha risposto con ottimi riflessi. Ma a fare paura al Messico, di Neymar, erano soprattutto le penetrazioni in area e i duetti con Coutinho e Gabriel Jesus, che hanno avuto l'occasione di concludere: alto il sinistro del fantasista, respinto dal portiere il diagonale del centravanti. Nella ripresa, come era inevitabile, il martellamento ha fruttato il gol del vantaggio. Osorio aveva tentato una correzione nell'intervallo, inserendo Layun per Marquez e destinandolo appunto al controllo di Neymar. Non è bastato: dopo un guizzo di Coutinho (parata di Ochoa), Neymar ha deciso di segnare subito.

LE VARIANTI DI TITE - La volontà è stata eloquentissima: percussione centrale, colpo di tacco per chiamare Willian allo scatto in area e scivolata con gol, a raccoglierne il tiro cross rasoterra di sinistro. L'azione dell'1-0, festeggiata dall'intera squadra con una specie di piedistallo ideale preparato per farci salire l'eroe, ha sdoganato una variante palese nel gioco di Tite: Willian ha preso a inserirsi spesso frontalmente e non più solo a destra e la mossa si è rivelata efficace. Osorio ha pescato in panchina prima Jonathan Dos Santos e poi il centravanti Jimenez, che ha rimpiazzato lo spento Chicharito Hernandez, ma il solo tiro verso la porta brasiliana è stato un sinistro a effetto di Vela, alzato in corner da Alisson. Invece Neymar ha continuato a seminare scompiglio con le sue sterzate, Willian ha obbligato Ochoa a una respinta in corner e la partita è diventata una specie di battaglia individuale dei messicani con il funambolo O Ney, che a un certo punto, tenendosi la caviglia destra mentre si contorceva davanti alla panchina, ha implicitamente chiesto un cartellino rosso: Rocchi, dopo colloquio col Var Irrati, ha fatto continuare il gioco. Meglio così, perché è quando gioca che il numero 10 della Seleçao dà il meglio: un suo perfetto contropiede, chiuso da un assist di esterno destro, ha permesso a Firmino, che era appena entrato, di firmare il 2-0. Ora il Brasile è tra le prime otto del Mondiale e non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Brasile-Messico 2-0 (0-0)
Brasile (4-2-3-1): Alisson, Fagner, Thiago Silva, Miranda, Luis Felipe, Paulinho (36' st Fernandinho), Casemiro, Willian (46' st Marquinhos), Coutinho (41' st Firmino), Neymar, Gabriel Gesus. (23 Ederson, 16 Cassio, 4 Geromel, 12 Marcelo, 14 Danilo, 18 Fred, 21 Taison). All.: Tite.
Messico (4-3-3): Ochoa, Gallardo, Salcedo, Ayala, Alvarez (10' st Jonathan dos Santos), Guardado, Marquez (1' st Layun), Herrera, Lozano, Hernandez (15' st Jimenez), Vela. (1 J.J. Corona, 12 Talavera, 5 Gutierrez, 8 Fabian, 10 Giovani dos Santos, 17 J.M. Corona, 19 Peralta, 20 Aquino). All.: Osorio.
Arbitro: Rocchi (Italia).
Reti: nel st 6' Neymar, 43' Firmino.
Ammoniti: Alvarez, Felipe Luis, Casemiro e Salsedo per gioco falloso, Herrera per gioco scorretto.
Angoli: 8-7 per il Brasile.
Recupero: 0' e 6'.
Var: 0.
Spettatori: 41.970.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 02/07/2018, 22:23

Belgio-Giappone 3-2, Chadli spegne il sogno dei nipponici al 94'

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diavoli rossi rimontano da 0-2 e volano ai quarti di finale a sfidare il Brasile. Decisivi i cambi di Martinez. Alle reti di Haraguchi e Inui replicano Vertonghen e i subentrati Fellaini e Chadli
ROSTOV - Nella maniera più incredibile e rocambolesca, dopo aver scacciato paure e fantasmi, il Belgio batte in rimonta, e all'ultimo secondo, il Giappone e vola i quarti di finale ai Mondiali a sfidare il Brasile. La nazionale n. 3 della classifica Fifa ha davvero visto le streghe contro una formazione ottimamente organizzata che ha mancato di un nulla l'obiettivo di centrare il traguardo più importante della propria storia calcistica.

GIAPPONE, SFUMA UNA STORICA IMPRESA - Avanti 2-0 a 20' dalla fine, il Giappone non ha avuto quel pizzico di fortuna necessaria per completare l'impresa. Il fortunoso gol di Verthongen, infatti, ha riaperto la gara che sembrava chiusa e rianimato una squadra apparentemente alle corde. Il Belgio, infatti, approfittando dell'episodio favorevole, da quel momento in poi ha ritrovato le forza e il coraggio smarriti e ha finito per far valere la legge del più forte.

MARTINEZ PREFERISCE KOMPANY A BOYATA - Dopo l'ampio turnover effettuato, rispettivamente, contro Inghilterra e Polonia, i due ct sono andati sul sicuro affidandosi alla formazione tipo già schierata nelle prime due gare. L'unica novità, rispetto alle previsioni della vigilia, è stata la presenza di Kompany nel Belgio, preferito a Boyata al centro della difesa.

BELGIO, QUANTE OCCASIONI SCIUPATE - Il Giappone ha provato a sorprendere i più blasonati avversari con una partenza a razzo e per poco non c'è riuscito: dopo appena 1' Kagawa ha avuto la palla giusta ma ha spedito a lato di 2 mt un sinistro rasoterra dal limite. Il Belgio ha capito di non poter scherzare, ha preso il possesso del centrocampo e ha iniziato a produrre pericoli in serie. Le migliori opportunità per sbloccare il risultato sono capitate a Witsel, Lukaku, Hazard e Kompany che, però, non hanno avuto la lucidità necessaria per tramutarle in gol.

OSAKO SPAVENTA COURTOIS - Dopo 20' in apnea, il Giappone ha rimesso la testa fuori dal guscio e nel finale di tempo, sfruttando le buone sovrapposizioni di Nagatomo e Inui sulla sinistra, ha anche fatto correre uno spavento agli avversari: un tiro-cross dell'ex interista si è tramutato in un assist per Osako che da due passi ha costretto Courtois ad una parata affannosa in due tempi poco prima della linea di porta.

HARAGUCHI-INUI, MICIDIALE UNO-DUE DEL GIAPPONE - Il Belgio non ha ascoltato il campanello d'allarme e, in avvio di ripresa, si è fatto sorprendere da un uno-due micidiale. Il Giappone è subito (48') passato con un destro in diagonale di Haraguchi, su lancio in verticale di Shibasaki e poi, dopo essere stato salvato dal palo su un destro dal limite di Hazard, ha raddoppiato (52') con un magnifico destro telecomandato da fuori area di Inui che si è infilato nell'angolo.

VERTONGHEN E FELLAINI PAREGGIANO I CONTI - Il Belgio ha vacillato e quando Lukaku ha spedito a lato da pochi passi un colpo di testa ravvicinato è sembrato alzare bandiera bianca. A risollevarlo, invece, ha pensato Martinez che ha indovinato le mosse giuste: fuori gli involuti Mertens e Carrasco, dentro Fellaini e Chadli. I diavoli rossi hanno spinto con rabbia e al 69' hanno riaperto la gara sugli sviluppi di un angolo grazie a un fortunoso colpo di testa parabolico, da posizione angolata, di Vertonghen che ha scavalcato Kawashima. Il Belgio si è rinfrancato e al 74' ha pareggiato i conti con un imperioso stacco di testa proprio di Fellaini su cross pennellato dalla sinistra di Hazard.

CHADLI SPEGNE IL SOGNO DEL GIAPPONE AL 94′ - Sulle ali dell'entusiasmo la formazione di Martinez ha insistito ma Kawashima ha fatto buona guardia sulle conclusioni di Chadli, Lukaku e Vertonghen. Nishino, in vista dei supplementari, ha messo dentro forze fresche (Honda e Yamaguchi per Haraguchi e Shibasaki) e per poco non è stato premiato: Courtois in pieno recupero è dovuto intervenire due volte: prima per evitare uno sfortunato tentativo di autogol di Witsel e poi per mettere in angolo una sventola di Honda su punizione da 35 mt. Nel tentativo di sfruttare il corner seguente, al 94′, il Giappone si è spinto tutto in avanti ed è stato incredibilmente punito: il Belgio, infatti, è partito velocemente in contropiede e ha costruito il gol-vittoria. De Bruyne ha lanciato sulla destra Meunier che ha centrato basso per Lukaku: il centravanti ha fatto velo per l'accorrente Chadli che ha insaccato da due passi. E il sogno del Giappone, così, è svanito in un istante.

BELGIO-GIAPPONE 3-2 (0-0)
Belgio (3-4-2-1): Courtois, Alderweireld, Kompany, Vertonghen, Meunier, Witsel, De Bruyne, Carrasco (20′ st Chadli), Hazard, Mertens (20′ st Fellaini), Lukaku (12 Mignolet, 13 Casteels, 3 Vermaelen, 20 Boyata, 19 Dembélé, 17 Tielemans, 18 Januzaj, 23 Dendoncker, 21 Batshuayi). All.: Martinez.
Giappone (4-2-3-1): Kawashima, Yoshida, Nagatomo, H.Sakai, Shoji, Shibasaki (36′ st Yamaguchi), Inui, Haraguchi (36′ st Honda), Kagawa, Hasebe, Osako (2 Ueda, 6 Endo, 9 Okazaki, 11 Usami, 12 Higashiguchi, 13 Muto, 18 Ohshima, 20 Makino, 21 G.Sakai, 23 Nakamura). All.: Nishino.
Arbitro: Diedhiou (Senegal).
Reti: nel st 3′ Haraguchi, 7′ Inui, 24′ Vertonghen, 29′ Fellaini, 49′ Chadli.
Angoli: 10-6 per il Belgio.
Recupero: 1′ e 4′.
Var: 0.
Ammoniti: Shibasaki per gioco scorretto.
Spettatori: 41.466.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 03/07/2018, 20:31

Svezia-Svizzera 1-0, Forsberg porta gli scandinavi ai quarti

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La squadra di Andersson vince con merito, decide nella ripresa un destro dell'esterno deviato da Akhanji

SAN PIETROBURGO - Ce la fanno ancora, e adesso sono tra le prime otto del mondo. La Svezia è ai quarti, batte anche la Svizzera, l'incredibile cavalcata iniziata nel playoff di novembre 2017 contro l'Italia prosegue, ma ormai non ci sono più sorprese. Gli scandinavi sono una delle nazioni più presenti al Mondiale nella storia tra quelle che non l'hanno mai vinto (50 partite, solo il Messico ne ha di più: 57) e ora sognano di replicare l'impresa dei loro zii del 1994, che arrivarono in semifinale, poi battuti dal Brasile. A San Pietroburgo decide un gol di Emil Forsberg al 21' della ripresa, dopo scambio al limite dell'area con Toivonen, Xhaka perde la marcatura su Forsberg, il cui destro rasoterra non sarebbe affatto temibile, perché è indirizzato tra le braccia di Sommer. Ma una deviazione fortuita di Akhanji spinge la palla nell'angolo alto, dove la palla da sola non sarebbe finita mai e poi mai, e addio Svizzera, perché tra i meriti indiscutibili di questa Svezia c'è anche quello di essere spesso assistita dal soffio di Odino, o della buona sorte.

E' stata la solita Svezia, ordinatissima ai limiti della legnosità, però è una rigidità solo apparente, in realtà sono abilissimi a chiudersi a riccio grazie a un'organizzazione perfetta, e a ripartire. E in definitiva le occasioni migliori della partita le hanno avute gli scandinavi, anche nel primo tempo: un salvataggio di Akhanji su Berg al 16', una grande parata di Sommer su Berg al 28', un paio di conclusioni alle stelle, ma da buona posizione, di Ekdal. A nulla vale il superiore possesso palla degli uomini di Petkovic, perché è un possesso sterile, anche del 64% nel finale di gara, ma poi non c'è stato nulla dagli uomini di maggiore qualità teorica come Shakiri, o come Dzemaili, che al 38' pt ha avuto l'opportunità più nitida, dopo scambio con Zuber, ma ha calciato altissimo dai 16 metri, e invece poteva fare molto di più.

Nella ripresa la Svezia ha controllato a dovere ogni zona del campo, e dopo il gol dell'1-0 ha subito solo in apparenza la reazione svizzera, che si è concretizzata solo in una deviazione accidentale in area di Lustig, pressato da Embolo, ma Forsberg, ben piazzato sul palo, ha respinto sulla linea, a Olsen battuto. Il portiere svedese ha poi neutralizzato l'unico vero tiro in porta degli elvetici, al 91', un colpo di testa di Seferovic bloccato a terra con sicurezza. Nel recupero, contropiede svedese con la Svizzera completamente sbilanciata, Olsson viene falciato all'ingresso dell'area da Lang: per l'arbitro Skomina è rigore ed espulsione di Lang, poi il Var Orsato fa correggere la decisione, perché il fallo è avvenuto un passo prima dell'ingresso in area. Espulsione confermata ma solo punizione dal limite, poi sul tiro di Toivonen e sulla respinta di Sommer la partita si chiude.

Svezia-Svizzera 1-0 (0-0)
Svezia: Olsen, Augustinsson, Granqvist, Lustig (37' st Krafth), Lindelöf, Forsberg (37' st Olsson), Svensson, Ekdal, Claesson, Berg (45' st Thelin), Toivonen (11 Guidetti, 12 Johnsson, 14 Helander, 15 Hiljemark, 18 Jansson, 19 Rohdén, 21 Durmaz, 23 Nordfeldt, Larsson) All.: Olof Andersson.
Svizzera: Sommer, Akanji, Lang, Djourou, Rodríguez, Zuber (28' st Embolo), Behrami, Dzemaili (28' st Seferovic), Xhaka, Shaqiri, Drmic (4 Elvedi, 3 Moubandje, 8 Freuler, 16 Fernandes, 17 Zakaria, 18 Gavranovic, 21 Bürki, 12 Mvogo). All.:Petkovic
Arbitro: Skomina (Slo)
Reti: 21' st Forsberg
Angoli: 11-3 per la Svizzera
Recupero: 1' e 4'.
Var: 1.
Ammoniti: Lustig, Behrami e Xhaka per gioco falloso
Espulsi: Lang per fallo da ultimo uomo
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 04/07/2018, 6:13

Colombia-Inghilterra 4-5: gli inglesi spezzano la maledizione dei rigori e volano ai quarti

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Decisivo l'errore di Bacca. La squadra di Southgate sfiderà la Svezia. Passati in vantaggio con un rigore di Kane, gli inglesi si sono fatti raggiungere al 94' da Mina. Nelle precedenti 14 volte, avevano perso 12 lotterie dal dischetto
MOSCA - Alle 22 e 52 di un giorno di primo luglio, Dier prende la rincorsa. Spetta a lui il compito di riscrivere la storia. La storia di un Paese calciodipendente la cui nazionale, agli appuntamenti che contano, ha in tempi moderni spesso perduto alla lotteria dei rigori (12 volte su 14). Il ct Southgate ne sa qualcosa. Pagheremmo per sapere cosa avrà detto ai suoi, ipeccabili nel controllare l'ira scomposta della Colombia fino alla scheggia impazzita dell'ultimo minuto di gioco, costante fascinosa di Russia 2018.

Dier dicevamo. Chiude gli occhi, non guarda Ospina e poi lo trafigge dove anche il gatto dell'Arsenal, poco prima scattato a parare il bolide angolato di Henderson, non può arrivare. Southgate non sorride. L'Inghilterra avrebbe meritato di portarla a casa prima, questa partita brutta, sporca e cattiva. Fino a una giocata improvvisa che riaccende le speranze del clan di Pekerman, un tiro che sa di fulmine a ciel sereno, quasi da metacarpo, di Uribe, che Pickford vede spuntare all'ultimo e si allunga a mettere in corner. Scampato pericolo? Macché, dal corner svettano i 195 centimetri del miglior colombiano, il concentrato di forza e atletismo di Yerry Mina. Dicono sia in uscita dal Barcellona, il ragazzone che mette nel suo colpo di testa tutto quel che ha, forse anche qualche muscolo che si sfilaccia, la palla schizza in alto e Trippier sulla linea litiga come Rivera fece molti anni prima nel famoso Italia-Germania. Può intervenire, lo fa goffamente, la palla s'infila.

Merita però fare un passo indietro. E raccontarla la partita. L'avvio del match sembra prospettare un atteggiamento aggressivo colombiano contro a una maggiore circospezione inglese. E' un bluff. Dopo poco è la squadra di Southgate a prendere il pallino del gioco in mano, in virtù di una maggiore densità nella metacarpo avversaria accompagnata da un movimento costante delle mezzeali e soprattutto a quello di Sterling che agisce da centravanti aggiunto, arretra a dare manforte in mezzo, poi scatta più avanti. Anche Kane fa la stessa cosa, le due ali sono di pertinenza dei terzini, Trippier e Young. Proprio dall'inserimento del primo, ben invitato al cross da Lingard, arriva la più nitida occasione della prima parte, cross dal fondo, Kane deve correggere il suo stacco ma alza l'incornata, di poco.

La Colombia affida le repliche alle avanzate degli esterni, Arias e Mojica, ben tenuti dagli opposti; Quintero fa gran movimento ma viene persino redarguito da Cuadrado per il suo allontanarsi dalla posizione centrale, cosa che costa la solitudine di falcai, stretto nella morsa di Walker e Stones. Pickford insomma, fino al recupero, fa lo spettatore non pagante, sollecitato solo al 46' a una elementare parata centrale sul tiro di Quintero. L'ex Pescara viene spesso cercato per la conclusione, ma in precedenza, su assist arretrato di Falcao, scheggia il pallone che finisce più vicino al corner che alla porta. Una punizione dal limite, minuto 40, finisce per essere l'unica altra chance per passare in vantaggio. Fallo su Kane e tiro di Trippier che si spegne fuori, mentre Barrios affronta con la testa Henderson nelle solite scaramucce nei pressi della barriera e viene giustamente ammonito. Tu chiamale, se vuoi, emozioni...

Nella ripresa qualcosa deve cambiare. Invece il copione rimane lo stesso. Ma Carlos Sanchez fa un patatrac, trattenendo Harry Kane in area sotto gli occhi dell'arbitro Geiger, rigore evidente, è il terzo minuto di gioco della ripresa. Kane spiazza Ospina, 1 a 0. Per lunghi minuti non si gioca più, comincia infatti un lungo corpo a corpo, alla Colombia cedono i nervi, si punta sulle provocazioni, ma il controllo del match della cerniera difensiva di Southgate è quasi perfetto.

E' Walker infatti che prova a rianimare un avversario sull'orlo della crisi di nervi, facendosi scippare palla da Bacca che dopo 30 metri di corsa serve Cuadrado, tiro alle stelle.
Il match sembra segnato, Pekerman le prova tutte, ci ha messo tutti gli attaccanti di qualità, ma è il giovane Uribe, dalla lunga distanza ad aprire quella cruna da cui la Colombia trova l'incredibile pareggio. I supplementari, allora. L'Inghilterra è stremata e ferita. Ha fatto tutto bene, non trova più le geometrie di prima. La Colombia ha di fronte un avversario ferito ma non ha in canna il colpo per finirlo. Si va così ai rigori. L'Inghilterra rivede le streghe, mondiali ed europei (vero azzurri?) svaniti dagli undici metri. Southgate ne sa qualcosa. Vivi e lascia morire, live and let... Dier.

COLOMBIA-INGHILTERRA 4-5 (1-1 dts)
COLOMBIA: Ospina; Arias (11' sts Zapata), Mina, D. Sßnchez, Mojica; C. Sßnchez (34' st Uribe), Barrios; Cuadrado, Quintero (43' st Muriel), Lerma (16' st Bacca); Falcao. A disp. Murillo, Aguilar, Vargas, Diaz, Izquierdo, J.F. Cuadrado, Rodriguez, Borja. All. Pekerman.
INGHILTERRA: Pickford; Walker (8' sts Rashford), Stones, Maguire; Trippier, Henderson, Alli (36' st Dier), Lingard, Young (12' pts Rose); Sterling (43' st Vardy), Kane. A disp. Butland, Welbeck, Cahill, Jones, Loftus-Cheek, Alexander-Arnold, Pope. All. Southgate.
RETI: st 12' rig Kane (I), 48' Mina (C).
SEQUENZA RIGORI: Falcao (C) gol, Kane (I) gol, Cuadrado (C) gol, Rashford (I) gol, Muriel (C) gol, Henderson (I) parato, Uribe (C) traversa, Trippier (I) gol, Bacca (C) parato, Dier (I) gol.
ARBITRO: Mark Geiger (Usa).
NOTE: ammoniti Barrios, Arias, C. Sanchez, Falcao, Bacca, Cuadrado (C), Henderson, Lingard (I).
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 07/07/2018, 6:16

Francia-Uruguay 2-0, Varane ed errore di Muslera: Bleus in semifinale

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La squadra di Deschamps tra le prime 4: la Celeste senza l'infortunato Cavani non punge
NIZHNY NOVGOROD - Sembra quasi le basti il minimo sforzo, e ovviamente non è così, perché piegare l'Uruguay non può essere una scampagnata di primavera. Ma facendo le cose giuste nei momenti giusti, e con la serenità di chi ha piena coscienza della sua forza, la Francia è nelle semifinali del Mondiale. L'ultima volta fu nel 2006. Il 2-0 sugli uruguagi arriva con un gol per tempo, uno sugli sviluppi di un calcio piazzato e uno su colossale errore di Muslera, in mezzo c'è una eccezionale parata di Lloris sull'unica vera occasione per gli avversari, e allez les Bleus, la semifinale è loro, anche nel giorno il cui il giovin fenomeno Mbappé batte in testa. E' stato più protagonista Antoine Griezmann, l'assist per il primo gol e il sigillo del secondo, anche se con un altro portiere non ce l'avrebbe mai fatta, ma l'attaccante dell'Atletico Madrid si è anche sfiancato in un mostruoso lavoro per la squadra, il che lo rende il migliore in campo. Ma anche Paul Pogba, ormai in versione tutta concretezza e zero fronzoli, è diventato un giocatore totale, utilissimo e determinante, ora più che mai.

Senza Cavani, che comunque va in panchina nonostante il problema al polpaccio che l'ha escluso dalla gara, è un Uruguay per forza di cose menomato, e si sentirà per tutta la partita, perché al gran lavoro di recupero del pallone degli uomini di Tabarez manca poi un terminale giusto nei contrattacchi, e uno che sappia dialogare a dovere con Luis Suarez, spesso sovrastato da Umtiti, suo compagno nel Barcellona, visto che il sostituto Cristhian Stuani evidenzia subito, e in modo lancinante, la sua distanza tecnica dal Matador. Meno visibile nella Francia l'assenza di Matuidi, rilevato come previsto da Tolisso che magari fa mancare l'energia in qualche recupero, ma garantisce tocco e presenza nella trequarti avversaria. E' a lungo una partita bloccata, tutti molto prudenti e ben arroccati in fase di non possesso, anche se la Francia è più manovriera, ma trova sempre corridoi ostruiti, soprattutto Mbappé, che si sfoga con un paio di sgasate sulla fascia senza esito, perché poi viene bloccato da Laxalt e dalla difesa di squadra dell'Uruguay, che non lo fa passare mai. Si annotano due vampate uruguagie in avvio, con ingressi in area dopo un paio di volate di Laxalt e del tostissimo Nandez, ma la difesa francese controlla, poi un'occasione per Mbappé al 15', ma il suo colpo di testa, dopo assist ancora di testa di Giroud, è altissimo, del resto si sa che uno dei rari punti deboli del ragazzo è proprio il colpo di testa. A lungo non accade nulla di rilevante, eccezion fatta per l'ammonizione di Hernandez per trattenuta su Nandez (35'), poi c'è il primo tiro in porta della gara (Vecino, 36' centrale), poi la Francia passa, alla sua prima conclusione nello specchio.

Punizione dalla trequarti destra di Griezmann, pallone accarezzato col sinistro a rientrare, a centro area c'è un sontuoso terzo tempo di Varane che di testa brucia Stuani e infila nell'angolo alla destra di Muslera. Un colpo di testa analogo, da posizione simile e ancora su cross dalla trequarti destra, lo effettuerà poco dopo (44') Caceres, e anche qui il pallone è destinato nell'angolo destro di Lloris, se non fosse che il portiere del Tottenham tira fuori una parata maiuscola, di fatto tirando fuori il pallone dalla porta, poi arriva Godin e spara altissimo, da tre metri, fallendo un'occasione su sui ripenserà a lungo. Anzi, a lunghissimo, perché poco dopo il quarto d'ora della ripresa, e due minuti dopo le sostituzioni che il Maestro Tabarez ha operato per provare a cambiare volto alla partita (Rodriguez per Bentancur e Gomez per Stuani) c'è l'orribile pasticcio di Muslera: sinistro senza pretese di Griezmann dai venti metri, la palla ha solo un leggero ondeggiamento nella traiettoria ma sarebbe parabilissima, invece Muslera se la fa sfuggire dalle mani come una saponetta, ed è il 2-0. Finisce praticamente lì, la Francia è troppo sicura di sé per rischiare qualcosa contro un Uruguay senza forza offensiva. Di rilevante solo una mischia che si accende in campo al 23' dopo un tuffo eccessivo di Mbappé su contatto con Rodriguez, entrambi poi vengono ammoniti anche se all'arbitro Pitana sfugge, nel caos, una manata di Pogba a Nandez. Sfumature. Si chiude con i magnifici tifosi uruguaiani che cantano e inneggiano, comunque è stata una grande avventura.

URUGUAY-FRANCIA 0-2
URUGUAY (4-3-1-2): Muslera; Cßceres, Giménez, Godín, Laxalt; Nßndez (73' Urretaviscaya), Torreira, Vecino; Bentancur (59' Rodriguez); Sußrez, Stuani (59' Gomez). A disp. Campana, Coates, De Arrascaeta, Pereira, Sanchez, Silva M., Silva G., Varela. All. Oscar Tabarez.
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Pavard, Varane, Umtiti, Hernandez; Pogba, Kanté; Tolisso (79' N'Zonzi), Mbappe (87' Dembele), Griezmann (92' Fekir); Giroud. A disp. Areola, Kimpembe, Lemar, Mandanda, Mendy, Rami, Sidibe, Thauvin. All. Didier Deschamps
RETI: 40' Varane (F), 60' Griezmann (F).
ARBITRO: Nestor Pitana (ARG).
NOTE: ammoniti Hernandez (F), Bentancur (U), Mbappe (U), Rodriguez (U).
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 07/07/2018, 6:17

Brasile-Belgio 1-2: De Bruyne e un autogol mandano a casa le Seleçao

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La formazione di Martinez è perfetta nel primo tempo, ringrazia l'autogol di Fernandinho e la magia di De Bruyne per lo 0-2 all'intervallo. Nella ripresa monologo verdeoro, manca un rigore solare su Gabriel Jesus, la riapre Renato Augusto: Courtois decisivo nel recupero su Neymar. I belgi, senza Meunier, sfideranno la Francia
KAZAN - In un Mondiale che si diverte a vedere crollare ogni certezza, salta anche un'altra delle favorite della vigilia. La notte di Kazan costa cara al Brasile, che cede contro un Belgio fortunato in avvio di gara, quindi abilissimo nel costruire l'accesso in semifinale con una difesa solida e una capacità di attaccare lo spazio ai limiti del chirurgico, infine a dir poco spaesato in un finale turbolento, con i verdeoro a più riprese a un passo dal clamoroso pareggio. Bisogna anche registrare la polemica arbitrale più grande del Mondiale, con il team del Var, comandato dall'italiano Orsato, che a inizio ripresa non interviene su quello che è parso un penalty netto per contatto Kompany-Gabriel Jesus. Sarà Belgio-Francia la semifinale sul lato "terribile" del tabellone, in attesa di quanto accadrà nella giornata di sabato.

FERNANDINHO, CHE GUAIO - Martinez dimostra di aver assimilato la lezione giapponese e si presenta in campo con gli uomini che hanno cambiato l'ottavo di finale: Chadli e Fellaini titolari, ne fanno le spese Carrasco e Mertens. Ma rispetto al solito, il Belgio ha anche una pelle tattica diversa, molto elastica. Difende sostanzialmente a 4, con Meunier che si abbassa sulla linea arretrata e Vertonghen a fare da terzino bloccatissimo, fungendo poi da terzo centrale in fase di costruzione. Soprattutto, Fellaini è in mediana con Witsel e Chadli, liberando l'estro di De Bruyne tra le linee. E' il modo migliore per evidenziare l'assenza di Casemiro, sostituito da Fernandinho, troppo spesso preso in mezzo tra il suo compagno di squadra al Manchester City e un Hazard ispiratissimo. I verdeoro partono a ritmi alti, il pressing sul primo possesso belga è ben portato, Thiago Silva va vicino al vantaggio sugli sviluppi di un angolo da sinistra ma colpisce in maniera goffa in area piccola e il palo dice no. In situazione analoga, il Belgio passa. A tradire Alisson è proprio Fernandinho, centrato in pieno dalla sfera dopo il buco aereo di Gabriel Jesus a pochi centimetri di distanza: braccio-autogol, è un vantaggio che cambia inevitabilmente i piani del Brasile. Il Belgio può attendere e ripartire, pur tremando su uno spunto di Neymar dal fondo, non nobilitato a centro area piccola da Gabriel Jesus.

DE BRUYNE PER L'ALLUNGO - Il fraseggio palla a terra tra Hazard e De Bruyne aggira spesso la resistenza brasiliana, i "Diavoli Rossi" riescono a dare il meglio quando hanno metri da attaccare. Come alla mezz'ora, con il Brasile spinto in avanti da un corner a favore. A differenza di tante altre squadre, quella di Martinez non invita il suo centravanti a difendere nell'area di rigore sull'angolo per gli avversari. Lukaku può quindi fare da punto di riferimento, è lui a ricevere nella propria metà campo in alleggerimento. Si gira, mette in moto il motore, salta due avversari di slancio e alza la testa. De Bruyne è solo sul centro-destra, raccoglie ai 25 metri, punta dritto verso la porta. Scocca il tiro arrivato al limite, e neanche uno come Alisson può opporsi. La chance per riaprire subito il discorso capita sulla testa di Gabriel Jesus, la sua incornata è da dimenticare. Dagli spogliatoi non esce Willian, ma un po' a sorpresa non è Douglas Costa a sostituirlo: dentro Firmino, con Gabriel Jesus dirottato sulla fascia destra. L'attaccante del City fa la cosa migliore della sua partita trovando la giocata in un fazzoletto d'area di rigore. Tunnel su Vertonghen, dribbling su Kompany. Il contatto con il capitano del Belgio è solare, Mazic indica rimessa dal fondo. Si attende il riesame del Var, con la posizione del pallone a fare da possibile discriminante sulla scelta di non assegnare il rigore. Ma sul fermo-immagine, la sfera è in campo al momento dell'entrata di Kompany. Dall'alto danno comunque il via libera a Mazic, in una decisione di difficile comprensione: si rimane sullo 0-2.

LA SCOSSA DALLA PANCHINA - Gli ingressi di Douglas Costa e Renato Augusto trasformano il Brasile. Il Belgio sfiora il tris con un diagonale rasoterra di Hazard (tra i migliori in campo) e poi si rintana fin troppo nella
propria metà campo. Portare il nemico in casa non è una grande idea, c'è subito lavoro per Courtois su un diagonale di Douglas Costa. Neanche sessanta secondi e Coutinho inventa per l'inserimento di Renato Augusto: scucchiaiata raccolta alla perfezione dal centrocampista, che di testa trafigge Courtois. I "Diavoli Rossi" sbandano, Firmino va vicinissimo al pareggio con un sinistro di poco alto dal cuore dell'area. Ci sarebbero i margini per l'incredibile doppietta di Renato Augusto, lasciato solissimo all'ingresso nei sedici metri, ma il suo destro si spegne a lato di un soffio. Il Brasile adesso è arrembante, Martinez richiama Chadli per mettere dentro Vermaelen, tornando a una difesa a 5. Coutinho spreca malamente una grande intuizione di Neymar, l'asso del Paris Saint-Germain sfiora il riscatto dopo una partita difficile in pieno recupero. Douglas Costa ignora i raddoppi del Belgio, saltando tutti gli uomini che si trova davanti, e pesca il numero 10 al limite dell'area. Neymar calcia di prima intenzione, il giro non è dei migliori ma Courtois non vede partire la sfera. La sua è una parata di puro istinto, destinata a diventare un'istantanea simbolo di un Mondiale che perde anche il Brasile, regalandoci la prima certezza incontrovertibile: ad alzare la coppa sarà una nazionale europea. Ma la soluzione del giallo è ancora distante.

BRASILE-BELGIO 1-2 (0-2)
Brasile (4-3-3): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo; Paulinho (28′ st Renato Augusto), Fernandinho, Coutinho; Willian (1′ st Firmino), Gabriel Jesus (12′ st Douglas Costa), Neymar. All.: Tite
Belgio (4-3-2-1): Courtois; Meunier, Alderweireld, Kompany, Vertonghen; Fellaini, Witsel, Chadli (38′ st Vermaelen); De Bruyne, Hazard; Lukaku (42′ st Tielemans). All.: Martinez
Arbitro: Mazic
Reti: 13′ pt aut. Fernandinho, 31′ pt De Bruyne, 31′ st Renato Augusto
Ammoniti: Fagner, Fernandinho, Alderweireld, Meunier
Recupero: 1′ e 5′.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 08/07/2018, 16:49

Svezia-Inghilterra 0-2: Leoni in semifinale dopo 28 anni

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La nazionale di Greth Southgate ha battuto gli svedesi con un gol di Maguire e uno di Dele Alli: adesso sfiderà la vincente tra Russia e Croazia
SAMARA - L'Inghilterra in semifinale al Mondiale è una notizia: questa è solo la terza volta, dopo il 1966 e il 1990. Non lo è, però, il modo in cui l'ha raggiunta. La vittoria sulla Svezia è stata netta e ha interrotto senza discussioni la favola dei granitici orfani allegri di Ibra, capaci di scoraggiare qualunque avversaria con la loro difesa imperforabile. Gli inglesi ne hanno dimostrato la penetrabilità, segnando addirittura due gol di testa, col difensore Maguire e con l'incursore Alli. Il cannoniere Kane è occasionalmente rimasto a digiuno e la difesa davvero impermeabile si è rivelata quella di Southgate, anche grazie a due straordinarie parate di Pickford. La finale di Mosca appare alla portata di una squadra così bene bilanciata tatticamente.

PROVE TECNICHE - La pazienza si è confermata presto la migliore virtù dell'Inghilterra, che non ha avuto fretta di scardinare il catenaccio svedese. In sostanza ha fatto le prove per mezz'ora, per cercare di capire quale fosse il modo più opportuno per aggirare una difesa particolarmente chiusa e apparentemente insuperabile nel gioco aereo. Il possesso palla inglese ha a lungo partorito cross piuttosto addomesticabili per il gigante Granqvist e i suoi fratelli. Anzi, un ardito tentativo da fuori di Claesson, le cui conversioni erano la sola variante al monocorde lancio per le torri Berg e Toivonen, ha dato la sensazione che la sorpresa potesse arrivare dalla squadra di Andersson. Kane, stretto in una morsa di anticipi sistematici, pareva inoffensivo.

LO SCHEMA MAGUIRE - Invece una bella percussione di Sterling, che ha lasciato il tiro improvviso (a lato) al centravanti, bravo a staccarsi di colpo ai marcatori, ha fatto intendere che le risorse per spezzare l'equilibrio stavano tutte dall'altra parte. Così, quando Lingard ha cominciato a portare a spasso il pallone per recapitarlo a Young macchina da cross sempre più precisi, la Svezia ha cominciato a vacillare, anche se la posizione di Alli, insaccato sulla trequarti e in difficoltà sul pressing, sottraeva consistenza agli attacchi. E' stato tutt'altro che paradossale che il gol sia arrivato su corner al 30'. Si trattava evidentemente di uno schema sperimentato: quello che prevedeva l'irruzione da dietro di un difensore (Maguire) sulla perfetta parabola di Young, a bruciare Forsberg, il meno allenato della compagnia di Andersson a questo tipo di situazione.

PICKFORD PARATUTTO - A quel punto la stasi tattica è finita e Southgate si è avvalso delle mutate condizioni per innescare i suoi contropiedisti. Su lancio magnifico di Henderson Sterling è scattato con eccellente tempismo e altrettanto azzeccato è stato l'aggancio volante: meno indovinato, però, il tentativo di dribbling sul portiere Olsen, che in uscita bassa gli ha spostato il pallone, e ancora più censurabile il successivo dribbling a rientrare su Granqvist, mentre Kane era pronto ad avventarsi sull'assist mancato. Ma lo sgretolamento della muraglia svedese si è concretizzato nella ripresa e anche in questo caso il paradosso solo apparente ha voluto che il merito sia stato principalmente dei guantoni di Pickford.

IL RISVEGLIO DI ALLI - L'eroe dei rigori negli ottavi di finale con la Colombia in questo Mondiale è ormai chiaramente un punto di forza della squadra. Lo ha dimostrato col notevole riflesso esibito, subito dopo l'intervallo, sul colpo di testa di Berg, che era stato invitato al pari da un cross telecomandato di Augustinsson. La sua prodezza ha rassicurato i compagni, inducendoli a forzare ancora il pressing, per chiudere la partita. La mossa è riuscita, anche se il 2-0 va ascritto a una concomitanza: il cross a rientrare da destra di Lingard, dopo scambio con Trippier, ha scavalcato una difesa improvvisamente distratta, in particolare Krafth (sostituto dello squalificato Lustig), e Del Alli, fino a quel momento non certo il più efficace, si è fatto trovare al posto giusto per la schiacciata di testa nella porta di Olsen. Il resto lo ha fatto ancora Pickford, con un altro balzo prodigioso, stavolta sul piatto destro di Claesson, che era stato servito all'indietro da un tocco felice di Berg. Il quale, dopo il doppio ingresso di Guidetti e Olsson per Toivonen e Forsberg (la resa di Andersson all'evidenza del fallimento del piano di partenza), ha cercato di riaprire in proprio la partita: la sua girata è stata alzata in corner dal solito Pickford, non a caso eletto migliore in campo. Da lì alla fine l'Inghilterra ha controllato il risultato, traghettandolo in porto. All you need is love, ha chiosato l'altoparlante dello stadio: la canzone dei Beatles è del 1967, un anno dopo il solo Mondiale vinto da una Nazionale che da troppo tempo vive nella nostalgia di se stessa.

SVEZIA-INGHILTERRA 0-2
SVEZIA (4-4-2): Olsen 6 – Krafth 5 (40’ st P.Jansson sv), Lindelöf 5,5, Granqvist 6, Augustinsson 6 – Claesson 6,5, Larsson 6, Ekdal 5,5, Forsberg 5 (20’ st Olsson 5,5) – Toivonen 5 (20’ st Guidetti 6), Berg 6,5.
INGHILTERRA (3-1-4-2): Pickford 7,5 – Walker 6,5, Stones 6, Maguire 7 – Henderson 7 (40’ st Dier sv) – Trippier 6,5, Lingard 6,5, Alli 6,5 (30’ st Delph sv) Young 7 – Kane 6,5, Sterling 6 (46’ st Rashford sv).
MARCATORI: 30’ pt Maguire, 15’ st Alli
ARBITRO: Kuipers (Olanda) 6.
NOTE: Ammoniti Maguire, Guidetti, Larsson. Spettatori 39.991.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 08/07/2018, 16:51

Russia-Croazia 5-6 ai rigori, Rakitic spegne il sogno dei padroni di casa

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Come con la Danimarca, il centrocampista del Barcellona mette a segno il tiro decisivo dagli 11 metri e regala ai balcanici la seconda semifinale della loro storia, 20 anni dopo Francia '98. Dopo i supplementari la gara era finita 2-2 con gol di Cheryshev, Kramaric, Vida e Fernandes. Palo di Perisic sull'1-1
SOCHI - Suker e Prosinecki hanno trovato i loro eredi. Vent'anni dopo la semifinale a Francia '98, la Croazia scrive un'altra pagina indelebile nella propria storia calcistica tornando di nuovo tra le prime quattro a un Mondiale. E non è ancora finita visto che l'11 luglio a Mosca di fronte troverà l'Inghilterra e non partirà certo sfavorita come 20 anni fa quando l'ostacolo da saltare era la Francia di Zidane padrona di casa.

RUSSIA FUORI A TESTA ALTISSIMA - La Russia finisce la propria avventura ma saluta a testa altissima. Ha ceduto solo ai rigori al termine di una bellissima battaglia in cui fino all'ultimo non si è data per vinta. Croce e delizia della serata è stato il terzino brasiliano naturalizzato Mario Fernandes che, dopo aver riacceso il sogno nei supplementari quando ormai sembrava svanito, segnando il 2-2 al 115', ha fallito, pochi minuti più tardi, il rigore decisivo che, di fatto, è costata la possibilità di rinverdire una semifinale che a Mosca aspettano dal 1966.

DALIC ESCLUDE BROZOVIC - Cherchesov per l'occasione è tornato alla difesa a quattro preferendo Fernandes a Smolnikov e Kudriashov a Zhirkov sulle fasce. Poi ha deciso di giocarsela inserendo un trequartista in più, Cheryshev, accanto a Samedov e Golovin, alle spalle di Dzyuba. Sul fronte opposto Dalic si è messo a specchio escludendo Brozovic e piazzando Kramaric dietro a Mandzukic.

KRAMARIC REPLICA A CHERYSHEV - La Croazia non si è impressionata della partenza in pressing ma confusa dei padroni di casa. Si è impadronita presto del centrocampo, ha provato a sfondare sfruttando le discese a destra di Vrsaljko ma è mancata nelle conclusioni: Rebic, Mandzukic e, infine, Perisic non hanno trovato lo specchio da favorevole posizione. La Russia, sorniona, si è difesa con ordine e al primo tiro in porta (31') è passata: Dzyuba ha smarcato ai 25 mt Cheryshev che, dopo aver controllato il pallone, lo ha scagliato sotto l'incrocio con un perfetto sinistro a giro. La Croazia si è innervosita, ha rimediato due gialli (Lovren e Strinic) ma alla prima verticalizzazione ha pareggiato (39'): Mandzukic è andato via sulla sinistra, è entrato in area e ha crossato per l'accorrente Kramaric che di testa ha battuto Akinfeev.

PALO DI PERISIC - L'equilibrio non si è spezzato nella ripresa anche se gli ospiti hanno avuto un'occasione incredibile per passare (60'): su una corta respinta della difesa russa, Perisic si è ritrovato tra i piedi un pallone d'oro che ha calciato da pochi passi, con un destro in diagonale, sul palo interno a portiere battuto. La Russia ha tirato un sospiro di sollievo e nel finale, cambiando per due terzi il fronte d'attacco, ha mancato di poco il bersaglio proprio con i subentrati Yerokhin e Smolov.

VIDA ILLUDE LA CROAZIA - Si è andati ai supplementari dove la Croazia ha tratto spunto da un episodio negativo (l'infortunio di Vrsaljko, fino a quel punto tra i migliori in campo, per un problema al ginocchio) per passare (101′): Dalic ha inserito al centro Corluka, spostando a destra Vida che si è reso subito protagonista. Si è procurato un corner e poi ha segnato il 2-1 con un perfetto stacco di testa sul susseguente centro di Modric.

FERNANDES FA 2-2 MA POI SBAGLIA IL RIGORE - Gara finita? Macché. Cherchesov si è giocato l'ultima carta, Dzagoev al posto di Golovin, e ha indovinato l'asso giusto. Dal suo piede, infatti, è nato il 2-2 al 115′, realizzato di testa da Fernandes, bravo a girare in rete la punizione pennellata del compagno dal vertice destro dell'area. Inevitabili i rigori dove, dopo una prodezza per parte dei due portieri (Subasic su Smolov e Akinfeev sul subentrato Kovacic), la differenza l'ha fatta l'errore di Fernandes che ha malamente calciato a lato a Subasic immobile. La Croazia ha ringraziato e con tre rigori in fotocopia, tutti alla destra di Akinfeev, ha disegnato con Modric, Vida e, infine, Rakitic la traiettoria che la proietta in semifinale.

RUSSIA-CROAZIA 5-6 dcr (1-1, 0-0, 0-1, 1-0)
Russia (4-2-3-1): Akinfeev, Fernandes, Kutepov, Ignashevich, Kurdyashov, Zobnin, Kuzyaev, Samedov (9′ st Yerokhin), Golovin (12′ pts Dzagoev), Cheryshev (22′ st Smolov), Dzyuba (34′ st Gazinskiy). (12 Lunev, 20 Gabulov, 5 Semenov, 23 Smolnikov, 14 Granat, 15 An. Miranchuck, 18 Zhirkov, 16 Al. Miranchuck). All.: Cherchesov.
Croazia (4-2-3-1): Subasic, Vrsaljko (6′ pts Corluka), Lovren, Vida, Strinic (29′ st Pivaric), Rakitic, Modric, Rebic, Kramaric (43′ st Kovacic), Perisic (18′ st Brozovic), Mandzukic. (1 Livakovic, 13 Jedvaj, 15 Caleta-Car, 14 Bradaric, 19 Badelj, 12 Kalinic, 20 Pjaca). All.: Dalic.
Arbitro: Meira Ricci (Brasile).
Reti: nel pt 31′ Cheryshev, 39′ Kramaric; nel pts 11′ Vida; nel sts 10′ Fernandes.
Ammoniti: Strinic, Lovren e Gazinskiy per gioco falloso, Vida per essersi tolto la maglia dopo il gol, Pivaric per fallo di mani.
Angoli: 8-6 per la Croazia.
Recupero: 2′, 5′, 2′ e 1′.
Spettatori: 44.287.
Var: 0.
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