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Mondiali Calcio

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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 10:45

Brasile, festa con Coutinho e Neymar. La Costa Rica crolla nel recupero

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A San Pietroburgo i Ticos vengono sconfitti ed eliminati dal Mondiale. I verdeoro dominano ma il gol del giocatore del Barcellona arriva solo allo scadere. La Var cancella un rigore ad un nervoso Neymar che però trova il raddoppio nell'ultima azione
SAN PIETROBURGO – Neymar piange a dirotto sul prato, e sono lacrime di felicità, di sollievo, come se si fosse tolto un peso sovrumano di dosso, e dev’essere proprio così. Il Brasile è entrato nel Mondiale, e ora fateci i conti. Il 2-0 sul Costarica arriva solo nel recupero, quando l’ansia ha già preso alla gola tutti i brasiliani, ma non quelli in campo, straordinariamente guidati in panchina da Tite, allenatore, maestro, padre, filosofo.

Ci pensa ancora Coutinho a sbloccare la partita, come con la Svizzera, solo che stavolta il suo gol arriva al 91’, a piegare la resistenza del Costarica, il cui solito catenaccione ha retto finché ha potuto. Poi la ciliegina del 2-0 è di Neymar, per chiudere in gloria, prima del pianto dirotto sul campo dell’Arena di San Pietroburgo, per la gioia di fotografi e cameramen.

Non è lo stesso Brasile dell’esordio, semplicemente perché alla vigilia è caduto Danilo, che già a sua volta era il sostituto di Dani Alves: gioca dunque Fagner, terzino del Corinthians ben conosciuto dal ct Tite, ma è un altro che non sta benissimo, non gioca partite vere da due mesi, infatti offrirà una prova esangue. La Seleçao ha ovviamente il compito di fare la partita di fronte al solito 5-4-1 del Costarica, e ne esce la gara che ci si attendeva, coi brasiliani a cercare spazi e gli altri a negarglieli, soprattutto sul lato di Neymar, il più temuto, d’altronde il Brasile gioca quasi sempre sull’asse Marcelo-Neymar. Ma O’ Ney inizia male, sembra camminare sulle uova, non sprinta e non scatta, ha molte pause e persino sbaglia un paio di controlli del pallone, poi gli sta addosso il cerbero Gamboa, che gioca nel Celtic, e lo raddoppia Venegas.

I costaricani non rischiano nulla in avvio, ben guidati al centro della difesa da Giancarlo Gonzalez del Bologna, anzi al 13’ se ne vanno in scioltezza sulla destra e sul cross basso c’è la palla buona, anzi buonissima, per Borges, che però conclude a lato. Il Brasile sembra atterrito, a parte Coutinho che guizza, sono tutti piuttosto imballati. Ci vuole il primo giochino di Neymar, che al 18’ riesce a scappare a Gamboa con elegante sombrero (poi verrà atterrato), per dare una scossa. Nella seconda metà del tempo la Seleçao prova ad aumentare i ritmi, Paulinho e Casemiro scambiano con più efficacia e rapidità, qualcosa sembra muoversi, ma poi di cose concrete non ne accadono.

Solo un gol annullato per fuorigioco a Gabriel Jesus (26’), centravanti ancora giovane per questi livelli (21 anni), mentre al 27’ c’è uno splendido invito di Coutinho in profondità per Neymar, l’aggancio in corsa è spettacoloso, ma Keylor Navas in uscita bassa risolve. L’unico tiro in porta dei primi 45’ sarà di Marcelo, al 41’, ma di destro e dalla distanza, per Keylor nessun problema, mentre quando Kuiper fischia la fine del primo tempo riceve le lamentele di Neymar, che sostiene di aver subito falli non fischiati dall’arbitro.

La ripresa è tutta un’altra cosa, un altro Brasile, anche per l’ingresso di Douglas Costa, che offre molta più vivacità rispetto a Willian e soprattutto bilancia gli attacchi, che ora sono anche da destra, e da destra non a caso fioccano le iniziative per le occasioni che ne scaturiscono. Al 3’ cross da destra e sul secondo palo Neymar è contrato da Gamboa a pochi passi da Keylor. Pochi secondi dopo cross di Fagner, e incornata di Gabriel Jesus sulla traversa, poi sugli sviluppi Gamboa salva sulla linea su tiro di Coutinho. Ce n’è anche per Neymar, che trova il destro in corsa all’11’, su assist di Paulinho, ma anche la gran deviazione di Keylor in corner. Al 13’ Douglas Costa ispira, Paulinho rifinisce, Coutinho spara il rasoterra, ma è centrale. Al 15’ l’arbitro Kuipers richiama Neymar, che è caduto a terra in una mischia nell’area brasiliana su un corner, e gli dice di smetterla con le simulazioni.

Dopo la grande mareggiata del primo quarto d’ora, il Costarica si riassesta e rischia meno, anzi prova un paio di sortite in avanti, su una, al 23’, il pallone danza pericolosamente davanti ad Alisson, salva Miranda con due colpi di testa consecutivi. Tite sostituisce Paulinho con Firmino, che nonostante sia il centravanti del Liverpool rileva interamente i compiti di centrocampista del compagno. Neymar è vivo, anche se non al meglio, e al 27’ ruba palla e stanga il destro da fuori, a lato di un soffio. Poi al 33’ cerca il contatto in area con Gonzalez dopo un dribbling, la mano del difensore sfiora e tocca la pancia di Neymar, che viene sbilanciato, l’arbitro Kuipers concede sulle prime il rigore, ma il fallo è troppo veniale per non essere cancellato dal Var, come in effetti avviene, e si rimane sullo 0-0, anzi un attimo dopo Kuipers ammonisce Neymar per proteste, visto che il duello verbale tra i due andava avanti da un sacco, poi l’arbitro gli fa pure un gesto come per dire “parli troppo”.

L’ultimo quarto d’ora vede i costaricani guadagnare tempo in ogni modo, gettandosi a terra dopo ogni contrasto, e non potrebbe che essere così. Il Brasile attacca il muro, trova un destro di Casemiro dal limite al 42’, ma Keylor vigila ancora. Al 90’ viene annunciato che ci saranno sei minuti di recupero, ma non servono, il gol arriva subito: cross di Marcelo da sinistra, sul secondo palo c’è la torre preziosa di Firmino, Gabriel Jesus non raccoglie ma alle sue spalle irrompe Coutinho, e schiaffa in rete il gol della liberazione, meritatissimo. Poi arriverà il raddoppio al 52’: da Casemiro a Douglas Costa, assist corto e Neymar la butta dentro a porta vuota. La Seleçao è ormai dentro il Mondiale, e non si scherza più.

BRASILE-COSTA RICA 2-0
BRASILE: Alisson; Fagner, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Paulinho (23' st Firmino), Casemiro; Willian (1' st Douglas Costa), Coutinho, Neymar; Gabriel Jesus (48' st Fernandinho). All. Tite.
COSTA RICA: Keylor Navas; Gamboa (30' st Calvo), Duarte, Acosta, Gonzalez, Oviedo; Venegas, Borges, Guzman (38' st Tejeda), B. Ruiz; Urena (9' st Bolanos). All. Oscar Ramirez.
Arbitro: Kuipers (Olanda).
Marcatori: 46' st Coutinho (B); 52' st Neymar (B).
Note. Ammonizioni: Neymar (B), Coutinho (B), Acosta (C).


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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 10:48

Nigeria-Islanda 2-0: Musa rilancia gli africani e fa sperare Messi

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Una doppietta dell'attaccante del CSKA Mosca regala agli africani i primi 3 punti nel Gruppo D dominato dalla Croazia. Ma questa vittoria dà all'Argentina una chance quando affronterà proprio la nazionale di Rohr. Nel finale i 'vichinghi' falliscono un rigore con Gylfi Sigurdsson
VOLGOGRAD – Una deludente Islanda lascia il campo alla Nigeria che, trascinata da Musa, nel secondo tempo fa sua l’intera posta in palio ridando qualche speranza anche all’Argentina, ferma a 1 punto insieme agli islandesi nel Gruppo D. Africani adesso a quota 3 in un Girone dominato per ora dalla Croazia (6 punti in due partite). Dando per scontata la qualificazione agli ottavi di Modric & co., resta ancora tutto aperto per il secondo posto.

PARTE BENE L’ISLANDA – 3-5-2 per il ct Gernot Rohr che in attacco schiera Musa e Iheanacho con Moses e Idowu esterni e Etebo, Mikel e Ndidi a centrocampo. 4-4-2 per Heimir con Finnbogason e Bodvarsson in attacco. Gylfi Sigurdsson e Gunnarsson in mezzo al campo con Gislason e Bjarnason esterni. Buon avvio da parte dei ‘vichinghi’ che prima impegnano Uzoho con una punizione di Gylfi Sigurdsson, quindi lo stesso numero 10 poco dopo tenta un tiro piazzato dal limite che il portiere africano controlla.

POCHE IDEE E TANTI SBADIGLI – Dopo questo avvio promettente però, la partita si blocca. La Nigeria fa possesso palla ma senza mai affondare con poche idee e tanti inutili lanci lunghi o alti. L’Islanda non ha fretta, aspetta e possibilmente riparte. Al 21’ cross di Gunnarsson, Uzoho smanaccia corto e Bjarnason viene murato da Moses in angolo. Poco dopo la mezz’ora ancora protagonista il centrocampista dell’Aston Villa che però calcia alle stelle da buona posizione in area. Dopo tanti sbadigli, nel finale del tempo un brivido, naturalmente creato dall’Islanda: punizione dalla destra di Gylfi Sigurdsson e Finnbogason sotto porta sfiora solamente la sfera spedendola sul fondo.

LA NIGERIA SCAPPA CON MUSA – Rohr nella ripresa fa entrare Ebuehi al posto dell’ammonito Idowu. Ma è un’altra Nigeria quella del secondo tempo con l’Islanda nettamente sorpresa, come al minuto 4: ripartenza di Iheanacho che innesca a destra Moses, grande corsa e cross forte in area che Musa aggancia e controlla alla grande per poi insaccare di controbalzo. Splendido gol. Gli africani insistono concedendo pochissimo agli avversari e al 12’ una gran botta da fuori di Ndidi viene salvata da Halldorsson. Ragnar Sigurdsson, colpito al capo in occasione del gol di Musa, deve lasciare il campo e gli subentra Ingason. Moses, Ekong e Balogun sfiorano a più riprese il 2-0 mentre dall’altra parte Gislason fallisce un tiro dal limite. Musa ormai è scatenato e al 29’ coglie una clamorosa traversa, mentre 60 secondi dopo non sbaglia: grande azione sulla sinistra del numero 7 che penetra in area, supera Arnason, quindi Halldorsson in uscita e insacca a porta vuota.

SIGURDSSON SBAGLIA IL RIGORE – L’Islanda sembra allo sbando ma al 36’ Ebuehi tocca da dietro Finnbogason in piena area di rigore. L’arbitro neozelandese Conger va al Var e assegna giustamente calcio di rigore agli europei. Sul dischetto va lo specialista Gylfi Sigurdsson che però incredibilmente calcia alto sprecando l’unica chance per rientrare in partita. L’Islanda ha un’ultima occasione al 43’ ma Finnbogason viene fermato da Uzoho e, dopo sei minuti di recupero, la Nigeria può festeggiare e mettere adesso nel mirino l’Argentina che affronterà all’ultima giornata.

Nigeria-Islanda 2-0 (0-0)
Nigeria (3-5-2): Uzho, Ekong, Omeruo, Balogun, Idowu (1′ st Ebuehi), Moses, Etebo (46′ st Iwobi), Obi Mikel, Ndidi, Musa, Ihenacho (38′ st Ighalo). (1 Ezenwa, 3 Echiejile, 12 Shehu, 13 Nwankwo, 15 J.Obi, 16 Akpeyi, 17 Onazi, 19 Ogu, 20 Awaziem). All.: Rohr
Islanda (4-4-2): Halldorsson, Sevarsson, R.Sigurdsson (20′ st Ingason), Magnusson, Arnason, Gislason, Gunnarsson (42′ st A.Skulason), G.Sigurdsson, B.Bjarnason, Bodvarsson (26′ st Sigurdarson), Finnbogason. (3 Fridjonsson, 4 A.Gudmundsson, 7 J.Gudmundsson, 12 Schram, 13 Runarsson, 15 Eyjolfsson, 16 O.Skulason, 20 Hallfredsson, 21 Traustason). All.: Heimir
Arbitro: Conger (Nzl)
Reti: nel st 4′ e 30′ Musa
Angoli: 6-5 per la Nigeria
Recupero: 2′ e 6′
Ammoniti: Idowu per gioco falloso
Var: 1.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 10:50

Serbia-Svizzera 1-2: in gol i due 'kosovari' Xhaka-Shaqiri. E la loro esultanza irrita Belgrado

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itrovic illude i suoi dopo 5', nella ripresa la rimonta svizzera completata al 90' dall'ex interista, il migliore in campo, che fa festa sfidando i serbi con l'aquila albanese in memoria della guerra. Elvetici a un passo dagli ottavi. Ai ragazzi di Petkovic basterà un successo contro la Costa Rica (già eliminata) per passare il turno, Milinkovic e compagni dovranno invece battere il Brasile
KALININGRAD - La Svizzera è ad un passo dagli ottavi di finale. Merito della vittoria, tutta cuore e orgoglio, in rimonta 2-1 sulla Serbia. Ma la vittoria ha uno strascico "politico", per l'esultanza dei due goleador elvetici, entrambi di origine kosovara, per la quale si è irritata Belgrado, che contesta anche l'arbitraggio ritenuto scorretto del tedesco Felix Brych.

A passare in vantaggio, dopo appena 5′, la nazionale di Krstajic grazie a Mitrovic, nella ripresa le reti di Xhaka e Shaqiri a ribaltare tutto. Agli elvetici basterà ora superare la Costa Rica (già eliminata) per accedere agli ottavi. I serbi invece, che recriminano per un rigore abbastanza evidente non concesso a Mitrovic alla metà del secondo tempo sull'1-1, non hanno alternative: devono compiere un'impresa e battere il Brasile.

LA "RIVINCITA" DEI KOSOVARI - Un duro colpo per i serbi, sui quali per un curioso incastro del destino, hanno messo la firma due dei giocatori che più degli altri avevano stimoli per accanirsi contro i rivali. Xhaka e Shaqiri, infatti (come pure Behrami), sono nati nel Kosovo e poi fuggiti con le loro famiglie in Svizzera ai tempi della guerra nella ex Jugoslavia e delle persecuzioni serbe contro l'etnia albanese. E dopo i gol i due giocatori hanno esultato mimando l'aquila, simbolo proprio dell'Albania. "La mia esultanza dopo il gol al 90′? Preferirei non parlarne, diciamo che ero molto emozionato dopo aver segnato" ha glissato Shaqiri a fine gara. E l'allenatore Petkovic ha provato ad archiviare la questione: "E' chiaro che nel momento del gol un calciatore sente emozioni particolari. Però credo che tutti noi dobbiamo lasciare fuori la politica dal calcio". Ma il capitano svizzero Stefan Lichsteiner, ai microfoni di Mediaset, è più esplicito: "C'è stata una guerra durissima per molti genitori dei nostri giocatori, c'erano pressioni e provocazioni, quindi per me Xhaka e Shaqiri hanno fatto bene".
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 10:57

Argentina, per gli ottavi non basta vincere

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ROMA - L'Argentina ringrazia per adesso la Nigeria, ma ora dovrà batterla per passare miracolosamente agli ottavi. La situazione nel gruppo D è fluida. In caso di arrivo in parità fra più squadre, contano: differenza reti generale; numero di gol segnati in totale; punti negli scontri diretti; differenza reti negli scontri diretti; gol segnati negli scontri diretti; fair play; sorteggio.

Martedì si giocano Islanda-Croazia e Nigeria-Argentina, in contemporanea alle 20. La Croazia è già qualificata e quasi certa del primo posto. Può essere raggiunta a quota 6 solo dalla Nigeria, ma parte con un buon margine in differenza reti (+5 contro 0).

La Nigeria si qualifica vincendo. Può bastarle anche un pari se l'Islanda perde, pareggia o vince di misura con la Croazia. Al momento, la Nigeria ha 2 gol fatti e 2 subiti, l'Islanda 1 gol fatto e 3 subiti. Se la Nigeria fa 0-0, l'Islanda deve vincere 2-0.

L'Argentina passa vincendo con qualsiasi risultato se l'Islanda non batte la Croazia. Altrimenti, dovrà vincere segnando almeno un gol in più dell'Islanda. C'è persino un caso limite: l'Argentina vince 2-0, l'Islanda 2-1. In questo caso, deciderebbe il fair play, calcolato in base al numero di ammonizioni e espulsioni: in questo momento, l'Argentina è a -3 (tre ammonizioni), l'Islanda a 0.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 17:24

Belgio-Tunisia 5-2, show dei Diavoli Rossi con Hazard e Lukaku

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Nessun problema per i ragazzi di Martinez, che mandano un segnale all'Inghilterra con le doppiette delle due stelle del reparto offensivo. La quinta rete è del subentrato Batshuayi, ai nordafricani non bastano le firme di Bronn e Khazri. Ventisettesima gara di fila senza 0-0: è un record per un Mondiale
MOSCA - Alla vigilia del Mondiale, in uno slancio di ottimismo che aveva stupito i più, il c.t. tunisino Nabil Maaloul aveva posto decisamente in alto l'asticella, ritenendo i suoi all'altezza di un approdo ai quarti di finale. Il campo ha detto ben altro, nonostante l'apprezzabile personalità mostrata dalla Tunisia contro Inghilterra e Belgio. I "Diavoli Rossi" sbarcano agli ottavi con due vittorie convincenti ma arrivate con avversari che non possono certamente dirsi probanti. Già dall'ultimo incrocio del gruppo G sarà possibile avere risposte più concrete sulla reale forza della formazione del c.t. Roberto Martinez, che segna con continuità (5-2 il finale) ma a volte pare fin troppo fragile difensivamente.

LUKAKU E HAZARD SHOW - Sono due i grandi protagonisti del pomeriggio di Mosca: il teatro non è il Luzhniki bensì lo Spartak Stadium, la coppia Lukaku-Hazard fa quello che vuole. Il centravanti del Manchester United agguanta Cristiano Ronaldo in testa alla classifica marcatori del torneo con la seconda doppietta in due gare, l'astro del Chelsea firma i suoi primi gol in un Mondiale, aprendo il conto dopo soli sei minuti. Il numero 10 viene atterrato all'ingresso in area di rigore, l'arbitro indica il dischetto ma attende la conferma del Var prima di spedire Hazard alla trasformazione: il check conferma la decisione, destro incrociato su cui Ben Mustapha neanche si muove. E' una rete che proietta Russia 2018 verso un nuovo record: nessuna gara finita 0-0 nelle prime 27, il primato precedente era fissato a 26 nel 1954. Il raddoppio arriva subito dopo il quarto d'ora, con Mertens bravissimo nella gestione del contropiede e Lukaku mortifero con il diagonale mancino. La Tunisia ha il pregio di rientrare subito in partita con un bellissimo colpo di testa dello sfortunato Bronn, che mette in rete la punizione di Khazri e si fa male qualche minuto più tardi. Il primo tempo è nefasto per i nordafricani, che perdono anche Ben Youssef - dentro Benalouane - e vedono il Belgio scappare in chiusura di frazione: gioco di prestigio di Meunier a innescare Lukaku, scavetto sull'uscita del portiere e addio sogni di gloria per la Tunisia.

BATSHUAYI CI PROVA - Davanti a una difesa totalmente reinventata, gli attaccanti del Belgio vanno a nozze. Hazard legge una traccia in verticale e scatta con i tempi giusti, stop di petto sublime a seguire, dribbling su Ben Mustapha e quarta rete in avvio di ripresa. Martinez decide di richiamare i due doppiettisti di giornata per dare spazio a Fellaini e Batshuayi, l'attaccante del Borussia Dortmund vuole segnare a tutti i costi ma non sembra particolarmente fortunato. Prima il salvataggio di Meriah sulla linea dopo un sinistro a colpo sicuro, quindi la traversa da due passi nel tentativo di tap-in su un mezzo disastro di Ben Mustapha, infine la grande risposta del portiere tunisino su un mancino al volo ispirato dal solito De Bruyne. Il 4-1 resiste fino al novantesimo, quando un altro nuovo entrato, Tielemans, pesca ancora Batshuayi alle spalle di un Benalouane disastroso: sinistro in allungo e pallone in rete per la gioia sfrenata dell'attaccante, che in venti minuti ha avuto occasioni a sufficienza per diventare il potenziale capocannoniere del Mondiale. Non è finita, perché all'ultimo respiro c'è gloria anche per Khazri, bravo nel girare di prima intenzione il cross dal fondo di Naguez per il definitivo 5-2.

BELGIO-TUNISIA 5-2 (3-1)
Belgio (3-4-2-1): Courtois; Alderweireld, Boyata, Vertonghen; Meunier, De Bruyne, Witsel, Carrasco; Hazard (23′ st Batshuayi), Mertens (41′ st Tielemans); Lukaku (14′ st Fellaini). All.: Martinez
Tunisia (4-3-3): Ben Mustapha; Bronn (24′ pt Naguez), S. Ben Youssef (41′ pt Benalouane), Meriah, Maaloul; Khaoui, Skhiri, Sassi (15′ st Sliti); Badri, Khazri, F. Ben Youssef. All.: Maaloul
Arbitro: Marrufo (USA)
Reti: 6′ pt. rig. Hazard, 16′ pt Lukaku, 18′ pt Bronn, 48′ pt Lukaku, 6′ st Hazard, 45′ st Batshuayi, 48′ st Khazri
Ammonito: Sassi
Recupero: 4′ e 3′
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 23/06/2018, 18:00

Mondiali, Corea del Sud-Messico 1-2: El Tricolor vede gli ottavi

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La formazione di Osorio, dopo il successo all'esordio contro la Germania, concede il bis volando in testa al gruppo F a punteggio pieno. Con una rete per tempo di Vela (rigore) ed Hernandez i messicani ipotecano il passaggio del turno, inutile la rete di Son in pieno recupero
ROSTOV (Russia) - Il Messico ci prende gusto. Dopo la vittoria sulla Germania per 1-0, El Tricolor batte la Corea del Sud 2-1 a Rostov e vede gli ottavi di finale del Mondiale in Russia. Un pareggio tra Germania e Svezia o una vittoria da parte degli scandinavi garantirebbe il passaggio del turno con una gara d'anticipo. In attesa, quindi, di sapere cosa accadrà questa sera a Sochi gli uomini di Osorio si godono il primo posto nel gruppo F. Per la Corea, ancora in gioco sempre in attesa di sapere come finirà l'altro match del girone, la qualificazione in questo momento è solo un miraggio. Servirebbe un miracolo alla selezione di Shin Tae-Yong ferma a zero in classifica.

OSORIO NON STRAVOLGE IL MESSICO - Osorio questa volta stupisce tutti. Noto per essere un tecnico che fa molti cambi tra una gara e l'altra, il tecnico colombiano fa una sola variazione rispetto all'11 che ha battuto la Germania all'esordio con Alvarez al posto di Ayala, per il resto confermato il 4-2-3-1 col Chicharito Hernandez unica punta. Shin Tae-Yong, invece, si affida alla velocità di Son (sarà lui l'uomo più pericoloso dei coreani) e alla voglia dei suoi di restare in corsa per gli ottavi.

VELA NON SBAGLIA - Primo tempo non particolarmente entusiasmante alla Rostov Arena dove il Messico dimostra di essere una squadra solida. Gli uomini di Osorio devono vedersela soprattutto con l'aggressività coreana con l'arbitro Mazic costretto a fermare il gioco di continuo nel primo quarto d'ora di gara. E', però, una Corea più propositiva rispetto alla gara d'esordio contro la Svezia e Son crea non pochi problemi alla lenta difesa messicana. Al 22′ la punta del Tottenham, imbeccato da un lancio lungo di SY Ki, entra in area e trova prima la respinta di Salcedo, poi quella di Moreno in angolo. Sugli sviluppi del corner Ochoa vola a deviare su un colpo di testa di Lee. Ma pochi istanti dopo, dall'altra parte del campo, HS Yang interviene col braccio largo in area sul cross di Guardado, Mazic indica il dischetto e dagli 11 metri Carlos Vela non sbaglia. E' il 26′, 2′ più tardi El Tricolor sfiora il raddoppio con Layun che trova l'ottima deviazione in angolo di Jo. Le tigri asiatiche ci mettono un po' a riprendersi dallo svantaggio, poi si affidano al solito schema: palla lunga per Son e sperare. Il numero 7 coreano entra in area, ma si allunga la sfera favorendo l'uscita di un attento Ochoa.

IL CHICHARITO E IL 23 GIUGNO - Nella ripresa il Messico va a un passo dal raddoppio con Guardado, il suo sinistro dal limite destinato sotto il sette viene deviato in angolo da uno splendido Jo. La Corea è viva e si fa vedere dalle parti di Ochoa al 62′ con JS Lee che trova il salvataggio miracoloso di Salcedo a pochi metri dalla linea di porta. 4′ dopo, però, il Messico va via in contropiede, Lozano verticalizza in area per Hernandez che elude con una finta la scivolata di Yong Lee e batte col destro Jo. Data fortuna quella del 23 giugno per il Chicharito, visto che anche quattro anni fa, al mondiale in Brasile, segnò (sempre il 23 giugno) il gol del 3-1 alla Croazia. Ma questa è un'altra partita e la Corea, dopo aver sfiorato il gol su un retropassaggio corto del neo-entrato Marquez, in pieno recupero riapre il match con un gran gol di Son da fuori. L'attaccante del Tottenham spedisce la palla nel palo più lontano dove Ochoa non può arrivare. Chi si aspetta, però, gli ultimi 2' minuti infuocati rimane deluso, perché le Tigri asiatiche hanno finito l'energia e il Messico amministra fino al triplice fischio. Ora tutti davanti alla tv per Germania-Svezia.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 24/06/2018, 10:06

Germania-Svezia 2-1, Kroos al 95' tiene in vita i campioni in carica

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Sull'orlo dell'eliminazione, i tedeschi, in 10 contro 11 e all'ultimo secondo, riescono a piegare gli scandinavi con una punizione-gioiello del centrocampista del Real. In precedenza Reus aveva replicato al gol di Toivonen. Espulso all'82' Boateng
SOCHI - In 10 contro 11, all'ultimo secondo e grazie alla giocata del campione, la Germania batte la Svezia e resta in corsa per la qualificazione agli ottavi ai Mondiali. E' mancato davvero nulla che i tedeschi campioni in carica non dessero di fatto anzitempo e clamorosamente addio alla manifestazione. Una determinatissima Svezia ha tenuto in scacco per 95' i più blasonati avversari venendo beffata solo per un'ingenuità finale di Durmaz che, stendendo Werner al limite, ha regalato loro, di fatto, l'ultima chance per rientrare nel torneo dalla porta di servizio. Un'opportunità che Kroos ha sfruttato da grande fuoriclasse, disegnando una traiettoria magica con un tiro a giro sotto l'incrocio. Una prodezza con cui ha cancellato d'incanto una delle sue peggiori prove degli ultimi anni.

LOEW ESCLUDE HUMMELS, KHEDIRA E OZIL - Deluso dalla prova con il Messico, Loew ha deciso inizialmente di cambiare 4 pedine: fuori Hummels, Plattenhardt, Khedira e Ozil, dentro Rudiger, Hector, Rudy e Reus. Sul fronte opposto Andersson invece ha sostituito un solo uomo nella squadra vittoriosa contro la Corea del Sud, preferendo Lindelof a Jansson quale partner di capitan Granqvist al centro della difesa.

NEUER SALVA SU BERG - La Germania è partita con il piglio giusto, schiacciando i rivali nella loro trequarti. Ma che fosse una serata difficile l'ha capito dopo pochi istanti quando Draxler, smarcato in area da Werner, ha calciato a botta sicura e si è visto respingere il tiro da Lustig, appostato sulla linea di porta. La Svezia si è difesa con ordine ma non ha mai rinunciato a ripartire. La prima avvisaglia alla difesa tedesca l'ha mandata Forsberg che, lanciato in contropiede, è stato chiuso in extremis, con un po' di mestiere, da Muller e Kimmich. La squadra di Andersson ci ha preso gusto e al 12' ha sfiorato il vantaggio: stavolta a involarsi è stato Berg che, a tu per tu col portiere, ha calciato addosso a Neuer, complice anche un tocco sulla gamba di Boateng che l'arbitro polacco Marciniak, in maniera discutibile, non ha ritenuto di dover sanzionare con la massima punizione.

TOIVONEN GELA LA GERMANIA - La Svezia non si è abbattuta e al 36' si è andata a prendere il meritato vantaggio: Claesson dalla destra ha pescato in area Toivonen che, dopo un perfetto controllo di petto ha scavalcato Neuer, complice anche una deviazione in scivolata di Rudiger, con un perfetto pallonetto in diagonale. La Germania ha avuto un sussulto d'orgoglio e ha sfiorato l'immediato pari con Gundogan, subentrato all'infortunato Rudy, Muller e Boateng. La Svezia non si è spaventata e per poco non è andata all'intervallo sul 2-0: a negarglielo ha pensato Neuer con un prodigioso balzo sulla destra con cui ha tolto dall'angolo un preciso colpo di testa in torsione di Berg.

LOEW FA ENTRARE GOMEZ, REUS PAREGGIA - Loew ha capito di dover intervenire e ha indovinato le mosse giuste. Dentro Gomez per un impalpabile Draxler e cambio di posizione ai tre alle sue spalle: Werner a sinistra, Muller dal lato opposto e Reus dirottato in mezzo. Il tourbillon di ruoli ha prodotto l'immediato 1-1 (48'): Werner è andato via a sinistra, Gomez ha fatto velo per l'accorrente Reus che con un pizzico di fortuna (un colpo di ginocchio) ha infilato la palla nell'angolo anticipando Augustinsson. La Germania ci ha creduto, ha continuato a spingere ma la porta di Olsen è sembrata stregata: Kroos, Muller, Hector, Reus, Gomez e, infine, Werner hanno avuto la palla del 2-1 ma hanno peccato della necessaria lucidità.

BOATENG ESPULSO, GIOIELLO DI KROOS AL 95′ - Quando all'82' Boateng, poi, si è fatto espellere per somma di ammonizioni, per i tedeschi è sembrata davvero arrivare la parola fine alle ultime speranze. Invece, proprio nelle maggiori difficoltà, la squadra si è ritrovata. Ha impegnato ancora Olsen con un colpo ravvicinato di Gomez, ha colpito un palo al 92' con Brandt, gettato nella mischia nel disperato finale e, infine, è passata (95'): Durmaz, entrato al posto di Claesson per chiudere a doppia mandata la fascia destra, ha ingenuamente steso Werner, involatosi sulla sinistra. Kroos ha toccato corta per Reus la susseguente punizione dal limite e poi, senza pensarci due volte, l'ha scagliata nell'unico punto dove Olsen non poteva arrivare a prenderla, sotto l'incrocio. E così il sogno della Germania prosegue. La Svezia, invece, si mangia le mani. Dal sogno 'biscotto' con il Messico si ritrova costretta a giocarsi tutto in 90′ con la consapevolezza di avere un solo risultato a disposizione: la vittoria.

GERMANIA-SVEZIA 2-1 (0-1)
Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rudiger, Boateng, Hector (42′ st Brandt); Rudy (31′ pt Gündogan), Kroos; Muller, Draxler (1′ st Gomez), Reus; Werner. (2 Plattenhardt, 4 Ginter, 5 Hummels, 6 Khedira, 10 Özil, 12 Trapp, 14 Goretzka, 15 Süle, 22 Ter Stegen). Ct: Loew.
Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson (29′ st Durmaz), Larsson, Ekdal, Forsberg; Berg (44′ st Kiese Thelin) , Toivonen (33′ Guidetti). (5 Olsson, 12 Johnsson, 13 Svensson, 14 Helander, 15 Hiljemark, 16 Krafth, 18 Jansson, 19 Rohdén, 23 Nordfeldt). Ct: Andersson.
Arbitro: Marciniak (Pol).
Reti: 32′ pt Toivonen, nel st 3′ Reus, 50′ Kroos.
Angoli: 8 a 3 per la Germania.
Recupero: 2′ e 8′.
Espulsi: al 37′ st Boateng per doppia ammonizione.
Ammoniti: Ekdal e Larsson per gioco scorretto.
Var: 0.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 25/06/2018, 8:15

Inghilterra-Panama 6-1: tripletta di Kane, doppietta di Stones e perla di Lingard

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La squadra di Southgate stacca il pass per gli ottavi con una giornata di anticipo e si giocherà il primo posto nel girone con il Belgio. Di Baloy la prima storica rete dei centramericani alla rassegna iridata
NIZHNY NOVGOROD - L'Inghilterra va agli ottavi di finale passando dal girone più facile di tutto il Mondiale, l'unico che produca goleade e goleador (Kane ha scavalcato Lukaku e Ronaldo, adesso siamo 5-4) e che quindi non può dare una misura esatta al valore dei qualificati. Quanto vale realmente il Belgio? Quando vale davvero l'Inghilterra dopo il sofferto successo sulla Tunisia e la paciosa scorpacciata con Panama, battuto per 6-1, e non di più, solo perché a un certo momento gli inglesi hanno smesso di giocare e hanno anche generosamente concesso ai Canaleros il primo gol mondiale della loro storia. In fondo non sarà significativo neanche il confronto di giovedì con il Belgio, che vale per il primo posto nel gruppo G: considerando che negli ottavi l'incrocio sarà con quelle del gruppo H, tutto sommato un avversario può valerne un altro, non ci sono spauracchi da evitare.

L'Inghilterra è passata subito con un gol all'inglese, perché il dna ha bisogno di tempo per aggiornarsi: corner da destra del terzino Trippier e inzuccata perentoria dello stopper Stones, agevolato dalla marcatura distratta dell'ossigenato panamense Murillo, cascato come un pollo del tranello del primo accenno di finta dell'inglese. Panama, per mettere subito le cose in chiaro, aveva cominciato giocando con sei difensori, cioè rinforzando ai lati la linea a quattro con i due centrocampisti esterni, Barcenas e Rodriguez, in pratica due terzini in marcatura a uomo su Trippier e Young. Il paradosso è che non è che il precocissimo gol di Stones abbia suggerito qualche gesto un po' più coraggioso, no: i panamensi hanno continuato a starsene rintanati e a sbagliare tutto lo sbagliabile, abbarbicati al catenaccio più squinternato che si sia mai visto. Hanno provato a buttarsi con slancio in attacco un paio di volte, svirgolando indegnamente con Godoy una possibile opportunità e scatenando l'entusiasmo dei propri tifosi ma non la preoccupazione di Pickford, ma nel complesso il loro atteggiamento è rimasto esattamente lo stesso: difendere, malissimo, qualcosa che non andava più difeso. Prima del Mondiale, il ct "Bolillo" Gomez s'era fissato un obiettivo: "Speriamo di non fare figure ridicole". L'ha fallito.

La goleada si è abbattuta su Panama senza pietà. Il 2-0 è arrivato su rigore (di Kane) dopo un fallo evitabilissimo di Escobar su Lingard. Il 3-0 è stato un pezzo di bravura dello stesso Lingard, che ha colto l'incrocio con uno splendido destro a giro dal limite dopo uno scambio con Loftus-Cheek. Il 4-0 l'ha segnato di nuovo Stones, da un metro, sugli sviluppi di uno schema su palla inattiva e dopo che Panama ha sbagliato la tattica del fuorigioco almeno tre volte nella stessa azione. Il 5-0 è stato ancora un rigore di Kane provocato da un altro intervento insensato, anzi addirittura da uno doppio, con due placcaggi in contemporanea, uno di Murillo su Stones (ancora!) e l'altro di Godoy su Kane. Il numero 9 non ha avuto pietà, ma di certo non poteva perdersi l'occasione di appaiare Lukaku e Ronaldo in cima alla classifica dei cannonieri. Li sorpasserà nella ripresa assolutamente per caso, quando un tiro senza pretese di Loftus-Cheek gli sbatterà sul tacco a sua insaputa. A quel punto Southgate l'ha fatto accomodare, perché le cose preziose vanno preservate.

Sul 6-0, l'Inghilterra si è trovata in testa al girone davanti al Belgio grazie alla differenza reti (+ 7 contro +6) ma misteriosamente non ha voluto sfruttare il vantaggio, regalando a Panama il primo gol nella storia dei Canaleros: nessuno ha marcato Baloy quando s'è buttato in spaccata sulla punizione di Avila. Il momento epocale è stato festeggiato con trasporto dal pubblico (che boato!), dai giocatori, dall'allenatore, persino da molti inglesi. Da lì in poi l'Inghilterra, che già dopo l'intervallo aveva del tutto alzato il piede dall'acceleratore, ha proprio smesso di giocare, tirando al 90' con la melina. In testa al girone ci sono comunque gli inglesi: visto che tutti i parametri sono pari (punti, gol fatti, gol subiti) a contare è il fair play, e al momento il Belgio ha un ammonito in più. Poi nello scontro diretto si vedrà se provare arrivare primi nel girone avrà un senso, e se qualcuno avrà voglia di diventarlo.

INGHILTERRA-PANAMA 6-1 (5-0)
Inghilterra (3-1-4-2): Pickford, Stones, Maguire, Walker, Loftus-Cheek, Lingard (17' st Delph), Henderson, Young, Trippier (24' st Rose), Sterling, Kane (17' st Vardy)(22 Alexander-Arnold, 15 Cahill, 16 Jones, 20 Alli, 4 Dier, 19 Rashford, 14 Welbeck, 23 Pope, 13 Butland). Ct: Southgate.
Panama (4-1-4-1): Penedo, Escobar, Davis, Murillo, Torres, L.Rodriguez, Gómez (23' st Baloy), Bßrcenas (23' st Arroyo), Godoy (17' st Avila), Cooper, Pérez (13 Machado, 3 Cummings, 17 Ovalle, 14 Pimentel, 10 Diaz, 18 Tejada, 9 Torres, 12 Calderón, 22 Rodríguez). Ct: Gomez
Arbitro: Grisha (Egi)
Reti: 8' e 40' pt Stones, 22', 44' pt e 17' st Kane (r), 36' pt Lingard, 33' st Baloy
Angoli: 3-2 per Panama
Recupero: 1' e 4'
Ammoniti: Escobar, Cooper, Loftus-Cheek, Murillo Var: 0
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 25/06/2018, 8:17

Giappone-Senegal 2-2: Honda entra e segna, africani rimontati

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Due volte avanti, prima con Mané e poi con Wagué, gli uomini di Cissé si fanno riprendere e non riescono a staccare i nipponici nella corsa qualificazione. Gli asiatici pareggiano prima con Inui (che nella ripresa ha colpito una traversa) e poi con l'ex milanista, entrato nel finale
EKATERINBURG - Al termine di 90' divertenti ed equilibrati Giappone e Senegal si annullano a vicenda, confezionando un 2-2 che, di fatto, consente alle due sorprese del girone H di restare appaiate in vetta alla classifica e di mantenere intatte le chance di approdare agli ottavi ai Mondiali. Un pizzico di rammarico in più lo hanno gli africani che, due volte avanti, non sono stati capaci di amministrare il vantaggio. Ma, in caso di sconfitta, avrebbe avuto modo di recriminare anche il Giappone, che era finito sotto 1-2 dopo aver sciupato una clamorosa palla-gol ed aver colpito una traversa.

HONDA DECISIVO: IN GOL PER IL 3° MONDIALE DI FILA - Alla fine i nipponici devono ringraziare soprattutto l'ex milanista Keisuke Honda che, come successo già contro la Colombia, con il suo ingresso ha cambiato la partita trovando il modo per andare a segno per il terzo mondiale di fila. Una firma indelebile per rimarcare che lui, con 96 presenze e 36 reti, un posto nella storia della nazionale se l'è già guadagnato.

CISSE' PROMUOVE NIANG CENTRAVANTI - A Nishino, che ha deciso di confermare per intero l'undici vittorioso con la Colombia, Cissé ha replicato cambiando due pedine nella squadra che ha superato la Polonia: a centrocampo ha inserito il terzo N'Diaye in rosa, Papa Alioune, al posto di Ismaila Sarr, fatto salire sulla linea degli attaccanti, a destra, a discapito di Diouf. Centravanti è stato promosso Niang.

INUI REPLICA A MANE' - Il Senegal è partito bene e all'11' è passato: un tiro di Sabaly, non irresistibile, è stato respinto goffamente con i pugni da Kawashima che ha mandato a sbattere il pallone su un ginocchio di Mané e poi in rete. La formazione africana ha ringraziato, ha gestito con ordine, impensierendo di nuovo il portiere nipponico con una rovesciata di Sarr, ma alla prima incertezza è stata punita (34'): Nagatomo, servito in area sulla sinistra, è andato via a Wagué e ha liberato al tiro Inui che, con un preciso destro a giro sul secondo palo, ha infilato Khadim N'Diaye. Il Senegal ha reagito immediatamente, procurandosi la palla per il 2-1 ma l'ha sciupata con Niang che, lanciato in area, ha calciato addosso a Kawashima in uscita.

TRAVERSA DI INUI - Le due squadre non si sono accontentate nella ripresa, cercando di superarsi a vicenda con continui capovolgimenti di fronte. Il Senegal ci ha provato ancora con due conclusioni da lontano di Niang, il Giappone ha replicato impensierendo Khadim N'Diaye per due volte con Osako (che, oltre a bel un colpo di testa, ha lisciato incredibilmente a due passi dalla porta un pallone d'oro servitogli da Shibasaki) e con Inui che ha centrato in pieno l'incrocio dei pali con un bel destro a giro.
WAGUE' ILLUDE IL SENEGAL, HONDA ENTRA E FA 2-2 - Il gol, nell'aria, alla fine è arrivato ma dalla parte opposta: a segnarlo è stato al 71' Wagué, bravo a seguire a rimorchio l'azione su un cross dalla sinistra di Sabaly, lasciato scorrere da Niang per l'inserimento del compagno. Perso per perso, Nishino ha gettato nella mischia Okazaki e Honda e i due lo hanno premiato, confezionando l'azione del 2-2 (78′): su un cross del primo, Sané ha anticipato l'uscita di N'Diaye servendo dalla parte opposta Inui, lesto a rimettere velocemente in mezzo di prima intenzione il pallone per Honda che ha insaccato a porta vuota. Oltre alla beffa del 2-2 per il Senegal c'è anche la tegola Niang che è dovuto uscire, negli ultimi minuti, per un problema muscolare. Rischia seriamente di dover saltare la decisiva sfida con la Colombia.

GIAPPONE-SENEGAL 2-2 (1-1)
Giappone (4-2-3-1): Kawashima; H.Sakai, Yoshida, Shoij, Nagatomo; Shibasaki, Hasebe; Haraguchi (30′ st Okazaki); Kagawa (27′ st Honda), Inui (42′ st Usami); Osako (12 Higashiguchi, 23 Nakamura, 2 Ueda, 6 Endo, 13 Muto, 16 Yamaguchi, 18 Ohshima, 20 Makino, 21 G.Sakai). All.: Nishino.
Senegal (4-2-3-1): K. N'Diaye; Sabaly, Koulibaly, Sanè, Wagué; P. A. N'Diaye (36′ st N'Doye), A. N'Diaye (20′ st Kouyate), Gueye; Sarr, Niang (40′ st Diouf), Manè (1 Diallo, 23 Gomis, 2 Mbengue, 4 Kara, 7 Sow, 14 Konate, 15 Sakho, 20 Keita Balde, 21 Gassama). All.: Cissé.
Arbitro: Rocchi (Ita).
Reti: nel pt 11′ Mane, 34′ Inui; nel st 26′ Wagué, 33′ Honda.
Angoli: 5 a 2 per il Senegal.
Recupero: 1′ e 4′.
Ammoniti: Niang, Sabaly, Ndoye, Hasebe e Inui per gioco falloso.
Var: 0.
Spettatori: 34.000.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 25/06/2018, 8:19

Polonia-Colombia 0-3: dominio sudamericano, Lewandowski e compagni eliminati

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I Los Cafeteros restano in piena corsa per la qualificazione agli ottavi, grazie al netto successo sulla nazionale del ct Nawalka. In gol Mina nel primo tempo, chiudono i conti Falcao e Cuadrado nella ripresa
KAZAN - La Colombia resta padrona del proprio destino, la Polonia saluta con una giornata d'anticipo i Mondiali di Russia. E' questo il verdetto della sfida da dentro-fuori di Kazan che vede il dominio della nazionale sudamericana ed evidenzia il netto divario tra le due squadre. Gli uomini di Pekerman soffrono nei primi 15 minuti, ma escono alla distanza fino a diventare padroni del gioco sul finire del primo tempo, quando sbloccano il risultato con un poderoso stacco di Mina. Nella ripresa i Los Cafeteros attendono i biancorossi per poi scatenarsi in contropiede, dove si dimostrano implacabili. Quintero e James Rodriguez ispirano, Falcao e Cuadrado finalizzano e spengono ogni velleità di una Polonia che si esaurisce in due lampi di Lewandowski, costretto a predicare nel deserto.

Eppure gli uomini di Nawalka avevano dato buoni segnali in avvio, entrando in campo con piglio deciso e chiudendo la Colombia nella sua metà campo. La Polonia si rende subito insidiosa con un destro a giro di Kownacki, deviato in angolo da Mina, e impedisce ai sudamericani di far valere il loro maggior tasso tecnico grazie a un pressing intenso. Con il passare dei minuti, però, i biancorossi abbassano il ritmo e la sfida entra in una fase interlocutoria, caratterizzata da tanti errori. Piano piano la Colombia guadagna metri e si affida soprattutto al gioco sulle corsie laterali per cercare di scardinare la difesa polacca. Falcao lavora sotto traccia per aprire varchi per gli inserimenti dei compagni, mentre dalla parte opposta Lewandowski è abbandonato al suo destino nella morsa della retroguardia colombiana.
Il primo vero squillo dei Los Cafeteros è firmato Cuadrado, protagonista al 37' di un irresistibile slalom: il tiro-cross dello juventino da posizione defilata all'interno dell'area piccola viene disinnescato dal tuffo di Szczesny. La crescita dei sudamericani prosegue inesorabile e al 40' la squadra di Pekerman rompe l'equilibrio. Lo schema su calcio d'angolo libera James Rodriguez, abile a pennellare un delizioso traversone sul quale Mina sorprende la difesa polacca e Szczesny, visibilmente in ritardo nell'uscita, insaccando in rete.

Nella ripresa la Polonia prova a reagire e si aggrappa al suo leader Lewandowski che al 59′ ha la palla del pareggio: l'aggancio è sontuoso, ma Ospina sceglie in modo perfetto il tempo dell'uscita e salva sulla conclusione ravvicinata del bomber del Bayern. I biancorossi, fin troppo sbilanciati in avanti, prestano il fianco alle ripartenze colombiane che si dimostrano micidiali. In poco più di cinque minuti, tra il 70' e il 75', Falcao e Cuadrado - innescati in modo perfetto da Quintero e James Rodriguez - imprimono il loro marchio sulla gara. Per la Polonia è una sentenza inappellabile, la Colombia si giocherà tutto nell'ultima sfida contro il Senegal.

POLONIA-COLOMBIA 0-3 (0-1)
POLONIA (3-4-3): Szczesny; Piszczek, Bednarek, Pazdan (35′ st Glik); Bereszynski (27′ st Teodorczyk), Krychowiak, Goralski, Rybus; Zielinski, Lewandowski, Kownacki (12′ st Grosicki). In panchina: Bialkowski, Fabianski, Jedrzejczyk, Cionek, Milik, Linetty, Blaszczykowski, Peszko, Kurzawa. Ct: Nawalka.
COLOMBIA (4-2-3-1): Ospina; S. Arias, D. Sanchez, Mina, Mojica; Aguilar (32′ pt Uribe), Barrios; Cuadrado, Quintero (28′ st Lerma), James Rodriguez; Falcao (33′ st Bacca). In panchina: Vargas, Jose' Cuadrado, Zapata, Murillo, Muriel, Diaz, Borja, Izquierdo. Ct: Pekerman.
ARBITRO: Ramos (Mex).
RETI: 40'pt Mina, 25'st Falcao, 30'st Cuadrado.
NOTE - Spettatori: 40 mila circa. Ammoniti: Bednarek, Goralski. Angoli: 7-5 per la Polonia. Recupero: 4′, 5′.
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