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Mondiali Calcio

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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 27/06/2018, 20:14

Messico-Svezia 0-3: scandinavi travolgenti, ma alla fine fanno festa tutti

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La nazionale che ha eliminato l'Italia vince il gruppo F e va agli ottavi di finale insieme alla squadra di Osorio che ringrazia la Corea per il successo contro le Germania. Succede tutto nella ripresa grazie a un gol di Augustinsson, a un rigore di Granqvist e a un autogol di Alvarez
EKATERINBURG - Svezia e Messico insieme agli ottavi di finale. Si chiude nel più clamoroso dei modi il gruppo F del Mondiale con i campioni del mondo della Germania ko contro la Corea ed eliminati. Un risultato che aiuta il Messico che, pur perdendo nettamente per 3-0 contro la Svezia, prosegue il suo cammino a Russia 2018 insieme agli scandinavi che forse non erano poi così scarsi. Succede tutto nel secondo tempo grazie a un gol di Augustinsson, a un rigore di Granqvist e a un autogol di Alvarez.

SVEZIA ALL'ARREMBAGGIO - 4-2-3-1 per Osorio che schiera Hernandez punta avanzata con Layun, Carlos Vela e Lozano a supporto. Guardado ed Herrera in mezzo al campo con Alvarez e Gallardo esterni. Andersson risponde con il suo 4-4-2 scolastico classico con Toivonen e Berg in attacco, Claesson e Forsberg esterni e Larsson ed Ekdal a centrocampo. Si comincia e dopo 11 secondi arriva il primo ammonito (Gallardo) che preannuncia che tipo di gara vivremo. Le due squadre si affrontano su ogni pallone, ma è la Svezia (che deve vincere) a partire forte alla ricerca dell'immediato vantaggio. Dopo 2' punizione in area di Larsson, sponda di Berg e nell'area piccola Granqvist non riesce a deviare in rete. Al 5' è bravo Ochoa a respingere una punizione di Forsberg. Al 12' ancora Svezia con una rovesciata di Berg di poco sul fondo.

IL MESSICO VIENE FUORI - L'arrembaggio nordico scema col passare del tempo anche perché finalmente il Messico prende le misure agli avversari e comincia a giocare. Al minuto 17 palla rubata, scambio veloce, assist di Hernandez e sinistro a giro di Carlos Vela con palla di nulla sul fondo. Pochi secondi dopo risponde Forsberg che però, tutto solo e in ottima posizione, devia alto al volo. Nel finale ancora bene la Svezia. Prima Pitana consulta il Var per un fallo di mano in area di Hernandez, giudicato non falloso. Quindi alla mezz'ora Ochoa salva il Messico con un grande riflesso su una deviazione di Berg da distanza ravvicinata. In pieno recupero altra chance per Berg che però la spreca calciando sull'esterno della rete.

LA SVEZIA DILAGA - Dopo 5' di secondo tempo la Svezia passa: cross basso in area, Claesson non aggancia ma in qualche modo alza la palla che arriva sul secondo palo dove Augustinsson controlla e insacca per l'1-0 scandinavo. Il Messico accusa il colpo e allora la Svezia attacca ancora ma Forsberg e ancora Augustinsson non ne approfittano. Al quarto d'ora Moreno stende Berg in area, per Pitana è rigore netto. Granqvist dagli 11 metri non sbaglia e siamo 2-0. Poco prima della mezz'ora il tris che vale gli ottavi e il primo posto: rimessa laterale lunga, la palla viene prolungata da Berg e Alvarez con una mano anticipa Toivonen e fa autogol.

MESSICANI CON LA TESTA A KAZAN, POI LA GIOIA - Adesso il Messico può solo sperare che la Germania non segni alla Corea del Sud e infatti tutti i tifosi presenti sugli spalti smettono di seguire il match per controllare i proprio cellulari e avere buone notizie. Si soffre mentre il Messico con generosità cerca almeno un gol ma Olsen dice di no a Hernandez mentre da zero metri Vela non trova la porta. In pieno recupero la notizia che salva i messicani ovvero il vantaggio della Corea del Sud contro i campioni del mondo e, dopo il fischio finale di Ekaterinburg, altra festa per il raddoppio asiatico che manda il Messico agli ottavi di finale come seconda del girone.

Messico-Svezia 0-3 (0-0)
Messico (4-2-3-1): Ochoa, Moreno, Alvarez, Gallardo (20′ st Fabian), Salcedo, Layun (43′ st Peralta), Herrera, Vela, Lozano, Guardado (31′ st Corona), Hernandez. (2 Ayala, 4 R.Marquez, 5 Gutierrez, 6 J.Dos Santos, 9 Raul, 10 G.Dos Santos, 12 Talavera, 17 Corona, 20 Aquino). All.: Osorio
Svezia (4-4-2): Olsen, Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson, Ekdal (35′ st 15 Hiljemark), Claesson, Larsson (7′ st Svensson), Forsberg, Berg (23′ st Thelin), Toivonen. (5 Olsson, 11 Guidetti, 12 Johnsson, 14 Helander, 16 Krafth, 18 Jansson, 19 Rohdén, 21 Durmaz, 23 Nordfeldt. (All.: Andersson)
Arbitro: Pitana (Argentina)
Reti: nel st 5′ Augustinsson, 17′ Granqvist (rig.), 29′ Alvarez (aut.)
Angoli: 7-3 per il Messico
Recupero: 2′ e 4′
Ammoniti: Gallardo, Larsson, Moreno, Layun e Lustig per gioco falloso
Var: 1.


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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 27/06/2018, 20:24

Svizzera-Costa Rica 2-2, elvetici agli ottavi, ma perdono mezza difesa

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La formazione di Petkovic resta aggrappata alla partita grazie alle parate di Sommer nella prima mezz'ora, sblocca con Dzemaili, quindi subisce l'1-1 con il colpo di testa di Waston. Finale scoppiettante: segna Drmic, pareggio dal dischetto con un rimpallo traversa-Sommer. Con la Svezia mancheranno Lichtsteiner e Schär per squalifica
NIZHNY NOVGOROD - Con un bel ringraziamento al Brasile, la Svizzera vola agli ottavi di finale del Mondiale. Vladimir Petkovic può salvare l'epilogo del girone, non certamente la prestazione fornita dai suoi per blindare la qualificazione. La Costa Rica gioca con la testa libera e un bel po' di qualità in più rispetto alle altre due gare, mettendo in crisi l'organizzazione dal basso degli elvetici con una pressione ben portata. Finisce 2-2 ed è un risultato che va bene a entrambe: Lichtsteiner - che salterà gli ottavi per cumulo di ammonizioni - e compagni festeggiano l'accesso alla fase a eliminazione diretta, i "Ticos" cancellano lo zero alla voce punti fatti e gol realizzati.

SUPER SOMMER - Con il biglietto di ritorno in patria già passato all'esame del check-in, il c.t. Ramirez decide di scongelare Campbell e Colindres, fin qui visti soltanto in uno spezzone contro la Serbia. Alla luce della prova sfoggiata contro la Svizzera, le domande su quello che poteva essere e non è stato permangono. Il modulo è il solito 5-4-1, ma i due nuovi ingressi si intendono a meraviglia con Ruiz, formando un fronte offensivo con tre elementi totalmente intercambiabili. L'avvio dei "Ticos" è a ritmi altissimi, il protagonista diventa obbligatoriamente Sommer, bravo su un sinistro da fuori di Campbell e sontuoso su una schiacciata aerea di Borges, solissimo nel cuore dei sedici metri: colpo di testa apparentemente vincente, risposta da applausi del portiere elvetico che devia sul palo. E' un martellamento continuo, soltanto la traversa salva Sommer su una conclusione bellissima di Colindres: destro a scavalcare il portiere da posizione defilata sulla sinistra, il legno è decisivo. Ci prova anche Oviedo, scatenato sulla fascia di Lichtsteiner, anche con qualche provocazione di troppo. Il diagonale del terzino viene sporcato in angolo dal solito Sommer, nulla farebbe pensare al vantaggio della Svizzera. Eppure arriva.

DZEMAILI DI POTENZA, WASTON IMPATTA - Petkovic chiama a bordo campo Embolo, gli sussurra qualcosa all'orecchio. Forse è un caso, ma dopo sessanta secondi è una sua sponda aerea su cross di Lichtsteiner a innescare Dzemaili, che all'imbocco dell'area piccola calcia con tutta la potenza che può. Pallone in fondo al sacco, lo stupore travolge la Costa Rica al punto che il centrocampista del Bologna va vicinissimo alla doppietta, murato disperatamente dal suo compagno in rossoblù Gonzalez. L'intervallo resetta la rinascita svizzera e riporta i "Ticos" in partita. Prima Campbell spreca una buona occasione con un sinistro da dimenticare, poi Waston firma il pareggio con un colpo di testa comodissimo: stacco in solitaria, nulla da fare per Sommer. Le notizie provenienti da Brasile-Serbia permettono anche agli elvetici di togliersi un po' di pressione: il successo dei verdeoro proietta la Svizzera agli ottavi e il finale di partita diventa improvvisamente scoppiettante.

DUE GOL E UN PO' DI VAR - Petkovic inserisce Drmic per Gavranovic e riceve il segnale più importante in vista della Svezia: il nativo di Lachen è il più in palla dei tre centravanti in rosa, nello spezzone finale colleziona un palo - colpo di testa perfetto per tempo di esecuzione - e il gol del momentaneo 2-1, raccogliendo con un destro rasoterra l'unica giocata indovinata dell'altro subentrante, Zakaria. Mancherebbero due minuti alla fine, ma succede di tutto. Turpin assegna un rigore per fallo di Lang su Ruiz, ignorando un fuorigioco solare sulla sponda di Waston, che protesta chiedendo il penalty e travolge l'arbitro involontariamente: giallo per lui, riesame del Var e massima punizione cancellata. Ma Zakaria, dopo neanche sessanta secondi, abbatte Campbell all'ingresso in area. Ruiz va sul dischetto e spara sulla traversa, il rimpallo con la testa di Sommer è galeotto e vale l'autogol del 2-2. Avanti la Svizzera, quindi, ma con due gatte da pelare - le squalifiche di Lichtsteiner e Schär - e una prestazione non entusiasmante alle spalle. Contro la Svezia sarà la sfida dei dettagli.

SVIZZERA-COSTA RICA 2-2 (1-0)
Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Schär, Akanji, Rodriguez; Behrami (st Zakaria), Xhaka; Shaqiri (st Lang), Dzemaili, Embolo; Gavranovic (st Drmic). All.: Petkovic
Costa Rica (5-4-1): Navas; Gamboa (st Smith), Acosta, Gonzalez, Waston, Oviedo; Colindres (st Wallace), Borges, Guzman (46′ st Azofeifa), Ruiz; Campbell. All: Ramirez
Arbitro: Turpin (FRA)
Reti: 31′ pt Dzemaili, 11′ st Waston, 43′ st Drmic, 49′ st aut. Sommer
Ammoniti: Gamboa, Waston, Campbell, Lichtsteiner, Schär, Zakaria
Recupero: 1′ e 6′
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 27/06/2018, 20:41

Serbia-Brasile 0-2, Paulinho e Thiago Silva firmano qualificazione e primato

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La Selecao si impone su Kolarov e compagni con un gol per tempo. Il raddoppio del difensore ex Milan arriva nel momento migliore delle aquile bianche e chiude i conti. Agli ottavi la squadra di Tite affronterà il Messico
MOSCA - Il Brasile non stecca. Dopo il tonfo della Germania, il rischio di vedere i Mondiali di Russia rimanere orfani di un'altra favorita della vigilia è scongiurato. Le Selecao batte 2-0 la Serbia, conquistando primato nel gruppo E e qualificazione per gli ottavi, dove affronterà il Messico. Il successo carioca nel complesso è meritato, anche se a inizio ripresa gli uomini di Tite soffrono la spinta della Serbia, definitivamente piegata dal raddoppio di Thiago Silva proprio nel momento di massimo forcing. Colpi di genio e tecnica individuale, comunque, non mancano a una squadra che in qualsiasi momento può cambiare le sorti della partita con le fiammate dei vari Neymar, Coutinho e Gabriel Jesus. E anche contro la Serbia se n'è avuta prova, a conferma che per la conquista del titolo iridato sarà necessario fare i conti con il Brasile.

La Selecao parte contratta: il gioco verdeoro è lento, a tratti fin troppo lezioso, e la Serbia riesce ad attuare un buon pressing che spezza la manovra carioca e permette agli uomini di Krstajic di ripartire con pericolosità. Miranda e compagni, però, non sbandano e superata la metà del primo tempo iniziano ad aumentare la pressione. Al 25' Neymar viene favorito da un rimpallo in area e calcia a botta sicura, senza fare i conti con la prontezza di riflessi di Stojkovic. Quattro minuti dopo l'asso del Psg veste i panni dell'uomo assist e illumina la scena con una verticalizzazione perfetta per Gabriel Jesus, che mette a sedere Rukavina ma vede il suo tiro ribattuto da Milenkovic.

Il Brasile si affida molto alle intuizioni e alla classe dei singoli, ma di fatto ha in mano il pallino del gioco e concretizza la sua superiorità al 36': Coutinho pennella un delizioso lancio, Paulinho si inserisce centralmente in area e con il pallonetto anticipa Stojkovic. La rete incassata pesa sul morale della Serbia che fino all'intervallo non appare in grado di imbastire azioni offensive degne di nota, ad eccezione di una girata fuori misura di Mitrovic da centro area. Nella ripresa, dopo un avvio con il freno a mano tirato, la Serbia capisce che è ora di cambiare atteggiamento e inizia ad attaccare a testa bassa, mettendo in apprensione la retroguardia verdeoro.

L'occasione più nitida per gli uomini di Krstajic scaturisce da un errore in uscita di Alisson, sul quale però Mitrovic non riesce ad angolare il colpo di testa favorendo il salvataggio di Thiago Silva. La Serbia continua a spingere e meriterebbe il pareggio, ma nel suo momento migliore viene punita su calcio d'angolo da un imperioso stacco dello stesso Thiago al 68'. La gara è segnata, così come i giochi relativi alle gerarchie nel gruppo E, e scorre via senza ulteriori pericoli per la porta della Selecao, che pensa già al Messico e attende il miglior Neymar.

SERBIA-BRASILE 0-2 (0-1)
SERBIA (4-2-3-1): Stojkovic; Rukavina, Milenkovic, Veljkovic, Kolarov; Matic, Milinkovic-Savic; Tadic, Ljajic (30′ st Zivkovic), Kostic (36′ st Radonjic); Mitrovic (44′ st Jovic). In panchina: Rajkovic, Dmitrovic, Tosic, Milivojevic, Spajic, Ivanovic, Prijovic, Rodic, Grujic. Ct: Krstajic.
BRASILE (4-3-3): Alisson; Fagner, Thiago Silva, Miranda, Marcelo (10′ pt Filipe Luis); Paulinho (21′ st Fernandinho), Casemiro, Coutinho (35′ st Augusto); Willian, Gabriel Jesus, Neymar. In panchina: Ederson, Cassio, Geromel, Marquinhos, Fred, Firmino, Taison. Ct: Tite.
ARBITRO: Faghani (Iran).
RETI: 36′ pt Paulinho; 23′ st Thiago Silva.
NOTE - serata serena, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Ljajic, Matic, Mitrovic. Angoli: 9-5 per il Brasile. Recupero: 2′; 3′.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:15

Inghilterra-Belgio 0-1: la prodezza di Januzaj vale la vetta del girone

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Turnover abbondante per entrambe le squadre, la spunta quella di Martinez, che si regala il big match con un gioiello a inizio ripresa: sfiderà il Giappone agli ottavi, con all'orizzonte la possibilità di trovare il Brasile ai quarti. Ai "Leoni" il lato di tabellone più comodo, ma la Colombia sarà avversario tosto
KALININGRAD - Doveva essere la partita dei calcoli, della lotta a perdere - o pareggiare, magari con un occhio alle ammonizioni - per evitare di finire nella parte scomoda del tabellone della fase a eliminazione diretta. Nonostante qualche fischio del pubblico all'intervallo, non si può dire che Belgio e Inghilterra non abbiano cercato la vittoria. Lo hanno fatto affrontando i limiti inevitabili provocati dal massiccio turnover di Martinez e Southgate, che con un occhio agli ottavi si sono concessi una giornata di test, per capire quali delle seconde linee potranno tornare utili nel torneo. L'ha spuntata il Belgio, grazie a una rete bellissima di Januzaj. I "Diavoli Rossi" pescano il Giappone agli ottavi ma all'orizzonte vedono il Brasile, l'Inghilterra dovrà affrontare la Colombia con il duo Svezia-Svizzera sullo sfondo.

TURNOVER PROTAGONISTA - Dei titolari più o meno fissi, in campo se ne vedono quattro: i portieri Courtois e Pickford, i difensori Stones e Boyata, anche se quest'ultimo si è riscoperto uomo chiave del Belgio soltanto per l'assenza di Kompany, destinato a riguadagnare la maglia al centro della difesa. La formazione di Martinez dimostra di voler vincere già dai primissimi minuti, impegnando Pickford con un destro secco di Tielemans, utilizzato in mediana al fianco di Dembelé. L'Inghilterra trema in una mischia in area piccola, Batshuayi inganna Pickford, decisivo il salvataggio sulla linea di Cahill. I "Leoni" sono spenti, Fellaini va vicino al vantaggio sugli sviluppi di un angolo, Alexander-Arnold sventa la minaccia. Dal tunnel degli spogliatoi, dopo l'intervallo, non esce Stones: staffetta con Maguire per il centrale del Manchester City.

GIOIELLO DI JANUZAJ - Cinque giri d'orologio nella ripresa e il Belgio passa, in maniera assolutamente meritata. Januzaj riceve all'altezza del vertice destro dell'area, punta Rose, muove il pallone con la suola per portarselo sul mancino senza che il terzino del Tottenham intervenga: con tanto spazio per il sinistro a giro, il fantasista belga ringrazia e pesca l'incrocio dei pali, senza lasciare chance di intervento a Pickford. L'unica fiammata inglese arriva con un duetto sull'asse Vardy-Rashford: bel lavoro in preparazione dell'attaccante del Leicester che scatena il compagno di reparto in velocità, destro sporcato in angolo da Courtois, bravissimo nel rimanere in piedi fino all'ultimo istante. Southgate inserisce Welbeck per Alexander-Arnold e l'attaccante sfiora il gol in mischia - respinta decisiva di Fellaini - prima di lasciare spazio alla sfuriata finale del Belgio, a un passo dal raddoppio con Mertens prima e con Fellaini poi. Si resta sull'1-0 fino al triplice fischio di Skomina ed è un risultato giusto: il Belgio è parso più solido e ispirato nella sua versione "B", che difficilmente scenderà in campo con il Giappone. Per l'Inghilterra, la prospettiva di un tabellone migliore - ma la Colombia non sarà avversario facile negli ottavi - e di un giorno di riposo in più. Ma servirà una squadra ben diversa da quella molle vista stasera.

INGHILTERRA-BELGIO 0-1 (0-0)
Inghilterra (3-5-2): Pickford; Jones, Stones (1′ st Maguire), Cahill; Alexander-Arnold (34′ st Welbeck), Loftus-Cheek, Dier, Delph, Rose; Rashford, Vardy. All.: Southgate
Belgio (3-4-2-1): Courtois; Dendoncker, Boyata, Vermaelen (29′ st Kompany); Chadli, Tielemans, Dembelé, Hazard; Januzaj (41′ st Mertens), Fellaini; Batshuayi. All.: Martinez
Arbitro: Skomina
Rete: 5′ st Januzaj
Ammoniti: Tielemans e Dendoncker
Recupero: 0 e 3′
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:18

Panama-Tunisia 1-2, Ben Youssef e Khazri fanno felici gli africani

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La nazionale di Gomez chiude la sua prima partecipazione a una rassegna iridata con la terza sconfitta. In vantaggio nel primo tempo grazie all'autogol di Meriah, Panama si fa rimontare e superare nella ripresa
SARANSK - La Tunisia saluta Russia 2018 con un sorriso, Panama incassa l'ennesima sconfitta. I nordafricani piegano in rimonta la formazione del ct Gomez, che chiude il primo Mondiale della sua storia senza conquistare neppure un punto, e si aggiudicano la sfida di consolazione del gruppo G. I centroamericani, in vantaggio all'intervallo, cullano il sogno di portare a casa uno storico successo, ma nel secondo tempo il risveglio si rivela piuttosto brusco. La Tunisia rientra in campo con il piglio giusto e piazza il micidiale uno-due che ribalta il risultato.

Il fatto che entrambe le squadre non abbiano niente da perdere non basta a regalare un inizio di partita brillante. Panama e Tunisia non hanno alcuna intenzione di chiudere il Mondiale a zero punti e approcciano la gara con estrema prudenza. I centroamericani si abbassano tutti dietro la linea della palla, lasciando l'iniziativa alle Aquile di Cartagine che però commettono troppi errori di misura in fase di impostazione. Le emozioni latitano e nella prima mezz'ora non si va oltre un debole colpo di testa di Bedoui, bloccato a terra senza problemi da Penedo.

Soltanto un episodio potrebbe accendere la sfida e così è: al 33' Rodriguez carica il tiro da fuori, dopo aver triangolato con Roman Torres, e una netta deviazione di Meriah risulta fatale per Mathlouthi. Il gol incassato scuote la Tunisia che prima dell'intervallo cerca, senza fortuna, il pareggio. Lo torsione aerea di Ben Youssef termina di poco sul fondo, mentre sul tiro di Khazri è Roman Torres a rimediare all'intervento tutt'altro che impeccabile di Penedo.

Nella ripresa la Tunisia dimostra subito di avere una marcia in più e legittima la mole di gioco costruita con il gol di Ben Youssef, puntuale ad inserirsi sull'assist dalla destra di Khazri. Poco dopo Penedo si deve superare, con un prodigioso intervento di piede, per negare a Ben Youssef la doppietta personale. Dalla parte opposta si mette in evidenza anche il portiere Mathlouthi che rimedia a un errore in uscita con una bella parata su Barcenas.

La Tunisia, al di là del singolo episodio, dimostra di essere padrona del campo e al 66' capitalizza al meglio un'azione fatta di rapidi scambi nello stretto tra Badri e Haddadi, finalizzata dal tocco sotto porta di Khazri. Gli uomini di Maaloul appaiono in controllo e fanno correre a vuoto Panama. Solo nel finale, con un ultimo sussulto d'orgoglio, i centroamericani si gettano in avanti e sfiorano il pareggio: il tiro al volo di Godoy, però, si perde sul fondo e porta con sé le residue speranze dei tifosi panamensi.

PANAMA-TUNISIA 1-2 (1-0)
PANAMA (4-3-3): Penedo; Machado, Escobar, R. Torres (11′ st Tejada), Ovalle; Godoy, Gomez, Avila (35′ st Arroyo); Barcenas, G. Torres (1′ st Cummings), J. Rodriguez. In panchina: Calderon, A. Rodriguez, Perez, Davis, Pimentel, Baloy. Ct: Gomez.
TUNISIA (4-3-3): Mathlouthi; Nagguez, Bedoui, Meriah, Haddadi; Sassi (1′ st Badri), Skhiri, Chaalali; Ben Youssef F., Khazri (44′ st Srarfi), Sliti (31′ st Khalil). Ct: Maaloul. In panchina: Maaloul, Benalouane, Ben Amor, Khalifa, Khaoui.
ARBITRO: Nawaf Shukralla (Bahrein).
RETI: 33′ pt. aut. Meriah; 6′ st F. Ben Youssef, 21′ st Khazri.
NOTE - Ammoniti: Sassi, Badri, Avila, Gomez, Tejada, Chaaleli. Angoli: 0-6. Recupero: 2′ pt, 6′ st
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:20

Senegal-Colombia 0-1: Mina manda i Cafeteros agli ottavi, africani fuori per i cartellini gialli

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Una rete del centrale del Barcellona permette agli uomini di Pakeman di chiudere al primo posto il Girone H davanti al Giappone e ai senegalesi. I Leoni della Teranga eliminati per la regola del fari play, visti i due gialli in più rispetto alla formazione nipponica
SAMARA - Dall'inferno al paradiso. La Colombia si qualifica agli ottavi di finale dei mondiali dopo aver rischiato a lungo di essere eliminata. I Cafeteros battono il Senegal 1-0 con una rete di Mina nell'ultima giornata del gruppo H e ora sfideranno la seconda del gruppo G, ovvero una tra Inghilterra e Belgio. Eliminati, invece, gli uomini di Cissè che chiudono a 4 punti, a pari merito col Giappone (sconfitta 1-0 dalla Polonia), con la stessa differenza reti (pari anche lo scontro diretto), ma con 2 "cartellini" in più. Gli africani, quindi, chiudono al terzo posto diventando così la prima vittima della regola del fair play fortemente voluta dalla Fifa.

PECCATO SENEGAL - In parte, però, questa eliminazione è anche colpa dei Leoni della Teranga. Per tutto il primo tempo e parte del secondo il Senegal aveva giocato molto bene annullando di fatto la Colombia che non sembrava avere la forza e la convinzione di far male a NDiaye. Poi la notizia del vantaggio polacco ha avuto un effetto devastante per le convinzioni senegalesi che da quel momento in poi hanno iniziato a giocare per il pareggio cercando in più occasioni di perdere tempo. In quel momento, infatti, il Senegal era primo nel girone con 5 punti, seguito da Colombia (4) e Giappone (4) con la selezione di Pekerman qualificata come seconda per una migliore differenza reti. Poi l'infortunio di Sabaly, il calcio d'angolo guadagnato da Cuadrado e la rete di Mina. Pochi minuti che hanno cambiato il futuro del Senegal in questa competizione.

COLOMBIA SOTTO TONO - Ha deluso, invece, la Colombia. L'atteggiamento rinunciatario di tutto il match (la rete è arrivata da calcio da fermo) deve far riflettere in vista degli ottavi di finale. Non è chiaro se la squadra di Pakerman, che già aveva steccato la gara d'esordio contro il Giappone riscattandosi col bel 3-0 alla Polonia, sia visibilmente stanca o ha semplicemente steccato sul piano della prestazione la partita più importante del suo mondiale. La squadra è apparsa, infatti, stanca e confusionaria. Non proprio buone notizie in vista della sfida con Inghilterra o Belgio (fino ad ore le squadre che hanno convinto di più), senza contare l'infortunio muscolare di James Rodriguez. Nelle prossime ore si saprà di più sull'entità dell'infortunio della stella del Bayern Monaco.

PIU' SENEGAL CHE COLOMBIA - Primo tempo deludente alla Samara Arena dove ci si attendeva una Colombia più aggressiva e intraprendente sin dai primi minuti di gioco vista la classifica a sfavore. Invece è il Senegal ad andare più volte al tiro con Ospina sempre molto attento sia sulle conclusioni centrali di Keita e Ismaila Sarr, sia nelle uscite basse. I leoni della Téranga potrebbero addirittura passare in vantaggio con un calcio di rigore, ma Mazic, dopo aver consultato il Var, torna sui suoi passi graziando D. Sanchez e la Colombia. Alla mezz'ora piove sul bagnato in casa sudamericana quando James Rodriguez chiede il cambio per infortunio, anonima la sua gara, ma probabilmente la stella del Monaco aveva un problema muscolare sin dai primi minuti.

MINA LANCIA I CAFETEROS - Nella ripresa l'atteggiamento dei sudamericani non cambia. Il possesso palla è sempre a loro favore, ma le azioni più pericolose le crea sempre il Senegal. Al 58′ alla Samara Arena si sparge la voce del vantaggio della Polonia sul Giappone che di fatto qualifica sia il Senegal che la Colombia e sugli spalti è già festa. Al 70′ la prima parata di NDiaye è su un tentativo di autogol da parte di Sane. Poi l'infortunio di Sabaly con i medici che tardando ad entrare per guadagnare minuti preziosi, la passeggiata lenta, molto lenta del difensore del Bordeaux per uscire dal campo, mentre Quintero si appresta a battere il calcio d'angolo guadagnato da Cuadrado. Mina sale in area senegalese e con uno stacco imperioso anticipa Sane e infila Ndiaye. E' il gol che spezza in due il match, che qualifica la Colombia come prima del girone ed elimina il Senegal. Niang con una girata dentro l'area prova a riportare in parità la partita, ma Ospina vola a deviare in angolo. Sugli sviluppi del corner battuto da Keita Mina di testa anticipa tutti e rischia l'autogol, Ospina para. E' l'ultimo pericolo per il portiere colombiano. Poi si scatena festa sudamericana, tra le lacrime senegalesi.

SENEGAL-COLOMBIA 0-1 (0-0)
SENEGAL (4-4-2): N'Diaye; Gassama, Sane, Koulibaly, Sabaly (74? Wague), Sarr, Kouyate, Gueye, Mane, Keita Balde (80? Konate), Niang (86? Sakho). Allenatore: Cissé.
COLOMBIA (4-2-3-1): Ospina; Mojica, Mina, Sanchez, Arias, Sanchez, Uribe (83? Lerma), James Rodriguez (31? Muriel), Quintero, Cuadrado, Falcao (89? Borja). Allenatore: Pekermann.
RETI: 74? Mina (C).
NOTE - AMMONIZIONI: Mojica (C), Niang (S); RECUPERO: 3? nel primo tempo, 4? nel secondo tempo
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:22

Giappone-Polonia 0-1: Bednarek regala una gioia, nipponici avanti grazie ai cartellini

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Un gol nel secondo tempo del difensore rischia di eliminare i Samurai Blu. Ma quando da Samara arriva la notizia del vantaggio della Colombia, gli asiatici smettono di giocare affidandosi al minor numero di ammonizioni ricevute rispetto al Senegal. E passano
VOLGOGRAD - Il Giappone si qualifica agli ottavi di finale per il minor numero di cartellini gialli ricevuti rispetto al Senegal che perde con la Colombia e saluta il Mondiale. La Polonia, già eliminata prima del match, onora il calcio e vince 1-0 grazie a un gol di Bednarek. Quando arriva la notizia del vantaggio di Mina a Samara, i nipponici rischiano tutto ma non attaccando, bensì non giocando più e affidandosi totalmente a Senegal-Colombia. Alla fine vincono la scommessa.

IL GIAPPONE CI PROVA - 4-2-3-1 per Nishino che schiera Muto punta avanzata con G. Sakai, Okazaki e Usami a supporto. Yamaguchi e Shibasaki in mezzo al campo. Difesa guidata da Nagatomo. Ampio turnover per Nawalka che in porta fa giocare Fabianksi nel suo 3-4-3 che prevede Zielinski, Lewandowski e Grosicki in attacco. Kurzawa e Jedrzejczyk esterni con Krychowiak e Goralski a centrocampo. La partita comincia in modo timido col Giappone che permette alla Polonia uno sterile possesso palla. Quando i Samurai Blu accelerano le occasioni arrivano, come all'11': cross di Nagatomo e colpo di testa di Okazaki con palla sul fondo di poco. Due minuti dopo bel destro dal limite di Muto e Fabianski salva i suoi. Al quarto d'ora tocca a G. Sakai provarci con un piazzato, ma la sfera è centrale e il portiere non ha problemi nel fermarla.

FIAMMATA DI GROSICKI, SALVA KAWASHIMA - Gli asiatici tornano ad arretrare e a gestire lo 0-0 lasciando qualche spazio in più alla Polonia che ci prova con un colpo di testa di Glik, dopo un angolo, ma il portiere c'è e comunque l'ex Toro commette fallo in attacco. La più grande chance polacca al 32' con un colpo di testa di Grosicki e grandissima parata in tuffo di Kawashima che salva sulla linea di porta. Al minuto 34 lampo di Usami con un tiro-cross potente che Fabianski respinge corto, sfera che impatta su Glik e quindi viene presa dall'estremo difensore polacco.

BEDNAREK REGALA UNA GIOIA - Dopo due minuti di secondo tempo si fa male Okazaki e al suo posto entra Osako. Dopo un tiro di Usami murato da Glik, è ancora bravo Kawashima in un'uscita bassa a fermare una bella azione polacca. Gli europei non hanno mai chiuso un Mondiale senza una vittoria e anche nel 2018 vogliono conservare questa tradizione. Così al 14' Kurzawa batte una punizione in area e Bednarek si inserisce e col piattone destro insacca per l'1-0.

SEGNA LA COLOMBIA, IL GIAPPONE SMETTE DI GIOCARE - Il Giappone, a questo punto virtualmente eliminato, fatica a reagire e nemmeno l'ingresso di Inui cambia qualcosa. Anzi, alla mezz'ora la Polonia sfiora il bis: gran lancio di Zielinski, cross di Goralski dalla destra e Lewandowsi in spaccata calcia clamorosamente sul fondo. Pochi secondi ed ecco la notizia del vantaggio della Colombia sul Senegal, un risultato che riporta il Giappone agli ottavi grazie al fair play. Quando al 36' Makino rischia l'autogol, i nipponici decidono di non giocare più con un possesso passa difensivo, la classica 'melina', affidandosi totalmente alla Colombia. Il pubblico di Volgograd non gradisce, ma il Giappone ormai ha deciso e quando arriva il finale di Samara può festeggiare.

Giappone-Polonia 0-1 (0-0)
Giappone (4-2-3-1): Kawashima, Sakai, Yoshida, Makino, Nagatomo, Yamaguchi, Shibasaki, Sakai, Okazaki (2′ st Osako), Usami (20′ st Inui), Muto (37′ st Hasebe). (12 Higashiguchi, 23 Nakamura, 2 Ueda, 3, Shoji, 6 Endo, 4 Honda, 8 Haraguchi, 10 Kagawa, 18 Hoshima). All.: Nishino
Polonia (3-4-3): Fabianski, Bednarek, Glik, Bereszynsky, Jedrzejczyk, Goralski, Krychowiak, Kurzawa (34′ st Peszko), Grosicki, Lewandowski, Zielinski (34′ st Teodorczyk). (1 Szczesny, 12 Bialkowski, 2 Pazdan, 4 Cionek, 13 Rybus, 20 Piszczek, 8 Linetty, Blaszczykowski, 7 Milik, 23 Kownacki). All.: Nawalka
Arbitro: Sikazwe (Zambia)
Rete: nel st 14′ Bednarek
Angoli: 7-5 per la Polonia
Recupero: 1′ e 3′
Ammonito: Makino per gioco scorretto
Var: 0
Spettatori: 40.000.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:25

Le pagelle delle squadre: Croazia e Svezia le sorprese, delusione Germania

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Da sabato gli ottavi. Tra le sorprese della prima fase spiccano Modric e compagni, colpiscono i flop dei campioni in carica e della Polonia. Bene anche le big come Francia, Brasile, Inghilterra e Uruguay, male invece le africane che sono uscite tutte al primo turno. Non hanno convinto (pur passando) anche Spagna e Argentina

MOSCA - Quindici giorni di competizione, 48 partite con 122 gol, alla media di 2,54 per gara. La prima fase del Mondiale è in archivio, adesso ci si riposa giusto un attimo poi parte la volata finale, con gli ottavi. È stata una prima fase divertente, anche se il livello calcistico non ha raggiunto picchi, ma non è certo la Coppa del Mondo il torneo in cui il football si esprime al suo meglio: troppe tensioni, troppo equilibrio, troppa paura di perdere, in tutti.

Ci si scioglie più avanti, semmai, è sempre stato così. Delle 16 elette, 10 appartengono alla vecchia Europa, che ha perso solo 4 rappresentanti tra cui la Germania campione del mondo (più le prevedibili Polonia, Serbia e Islanda), 4 al magnifico Sudamerica che non molla mai perché ha tradizione, "garra" e talento (ha perso solo il Perù), una al Centramerica (Messico) e una all'Asia, il solitario Giappone, visto che sono cadute Arabia Saudita, Iran e Corea del Sud, più l'Australia che calcisticamente appartiene all'Asia ma non geograficamente.

Sparite le cinque africane, come al primo turno non accadeva dal 1982: la gestione tattica e soprattutto psicologica dei momenti-chiave delle gare è stato il tarlo che ha pian piano roso le tre migliori (Senegal, Marocco e Nigeria), mentre Egitto e Tunisia non erano all'altezza del torneo. Vediamo nel dettaglio qualche protagonista.

Croazia 9 - Ha espresso il calcio di qualità migliore, perché quando i suoi talentacci riescono a battere su tutte le note come un'orchestra, può non essercene per nessuno. Sono i brasiliani d'Europa, d'altronde, e mica da oggi. Modric il loro profeta, Mandzukic il terminale offensivo che a sportellate apre spazi per chi arriva da dietro, la difesa ben protetta. Possono emulare la generazione del 1998, che arrivò in semifinale. Sempre che non si perdano all'improvviso.

Svezia 8: Ribalta il pronostico anche qui, come nel playoff di novembre contro l'Italia, anzi convince ancora di più. Vince a sorpresa il girone aggiudicandosi la prima e la terza partita, la seconda la perde contro la Germania al 95' ma solo per una prodezza di Kroos, poi i tedeschi sfottono la panchina svedese: cose che non si fanno mai, infatti arriverà la nemesi nell'ultima gara. Hanno personalità enorme, nonostante i mezzi tecnici in teoria limitati. Senza Ibrahimovic, fa impressione dirlo ma è stato proprio così, è come venuto via un tappo, un qualcosa che in fondo c'entrava poco col contesto, e d'improvviso tutti hanno reso di più.

Brasile 7 - Ha addosso la solita sovrumana pressione di ogni Mondiale, e un Neymar che gioca visibilmente proteggendo, almeno psicologicamente, il piede fratturato a marzo. Ma grazie a Tite la squadra riesce a rimanere sostanzialmente serena, del resto gli interpreti sono di altissimo livello, e sono arrivati 7 punti meritati, perché giocano a calcio per davvero. L'unico problema è l'assenza di un terzino destro all'altezza, ed è forse la prima volta che hanno un'angustia simile, loro, la patria dei Carlos Alberto, dei Cafu, dei Maicon, dei Dani Alves. Col Messico negli ottavi sarà come dover aprire una cassaforte.

Uruguay 7 - L'unica a non aver subito gol, anche se i primi due avversari sono stati Egitto e Arabia Saudita, pochissima roba. Il Maestro Tabarez, con la sua stampella in panchina per via della malattia che lo affligge, conosce benissimo i suoi ragazzi e la cultura calcistica del suo paese, da qui la naturalezza con cui vanno in campo. E con Cavani-Suarez, a segno entrambi da tre Mondiali di fila, hanno sempre armi improprie in attacco.

Russia 7 - Travolta dalle critiche premondiali, ha reagito benissimo da subito, anche se vale un po' lo stesso discorso dell'Uruguay: i primi due avversari erano friabilissimi, infatti poi alla terza hanno pagato dazio contro Cavani &c. Ma hanno grande abnegazione e soprattutto corrono moltissimo, più di tutti. Addirittura troppo, secondo certi media inglesi, che hanno sparso sospetti. Negli ottavi trovano la Spagna, teoricamente inavvicinabile, ma chissà.

Belgio 7 - Calcio fluido e in allegria, l'attacco migliore di tutti (9 reti), la sensazione di non aver ancora espresso tutto, perché in fondo ha giocato le prime due gare in grande scioltezza e la terza, a cose fatte, addirittura con le riserve. Potenzialità enormi e panchina lunghissima.

Inghilterra 7 - Gareth Southgate fa il percorso inverso della Brexit: sta cercando di cambiar pelle, avvicinando il calcio inglese all'Europa, per renderlo più competitivo. Difesa a 3 o a 5, idee mutuate da Guardiola e per forza di cose riviste, lo sforzo di costruire qualcosa. Qualificazione meritata e mai in discussione, poi chissà se i giochini furbastri visti nella terza partita per andare nella parte più semplice del tabellone saranno premiati.

Giappone 7 - Aveva un ct appena arrivato come Akira Nishino dopo il sorprendente esonero di Halilodzic ad aprile, ma si è qualificato con merito nel girone più "mondiale" che c'era, con 4 continenti rappresentati. Bravi ad approfittare dell'espulsione di Sanchez nella prima gara contro la Colombia, poi hanno gestito con intelligenza il resto del torneo, compresa anche la melina nel finale della sconfitta contro la Polonia, che li qualificava. Ma non è che i giapponesi debbano sempre fare harakiri per forza, ecco.

Colombia 7 - È difficilissimo qualificarsi dopo aver perso la prima partita, loro ce l'hanno fatta. Perché hanno qualità in campo e pure in panchina, con Josè Pekerman, ora affiancato pure da Esteban Cambiasso. E dire che James Rodriguez entra ed esce per via della sua salute sempre incerta, e che Radamel Falcao continua a battere in testa.

Iran 7 - È uscito dal Mondiale ma per un nonnulla, per sfumature qua e là, per la sorte che non ha arriso. Ma per la dignità e la serietà con cui sta in campo, per l'organizzazione difensiva pressoché perfetta grazie al gran lavoro ct Queiroz, avrebbe meritato di più. Chiedere a Spagna e Portogallo.

Francia 6 - Troppo avara di sé: con tutto quel talento che ha, 3 golletti segnati in due partite, tra Var, rigori e rimpalli, sono veramente troppo poco, poi la terza contro la Danimarca è stata imbarazzante. La qualità del gioco, pure dopo 6 anni di gestione-Deschamps, rimane bassissima. Con l'Argentina negli ottavi sarà una dura battaglia.

Portogallo 6 - Campioni d'Europa, sì, ma senza progressi: siamo ancora e sempre ai gol di Cristiano Ronaldo e alla trivela del favoloso e immarcescibile Quaresma. Non ci fossero loro, chissà, ma intanto ci sono. E la difesa di squadra è sempre notevole, anche se Pepe invecchia.

Argentina 5 - Salvati a 6 minuti dall'eliminazione dal gol di un terzino, su cross di un altro terzino. La qualità è tutta sulle spalle di Lionel Messi, perché gli altri, come Di Maria e Aguero, latitano, o non ne hanno proprio. È l'Albiceleste più scarsa vista al Mondiale da molti anni in qua. Sampaoli ora passa per un cretino agli occhi di mezzo mondo, ma in realtà non lo è affatto, è sempre stato un tecnico di un certo livello, ma ormai è travolto dal caos. Contro la Francia può uscir fuori la partita della redenzione improvvisa o della caduta nella polvere.

Spagna 5 - Ha vinto una sola partita, e per un colpo di stinco fortunoso di Diego Costa contro l'Iran. Poi due pareggi con troppi gol incassati, ben 5. Gli antichi eroi sono stanchi e senza più nerbo, i difensori come i centrocampisti di tocco, e in porta non c'è alcuna sicurezza. Si consolano perché sono dalla parte morbida del tabellone, ma dovranno alzare moltissimo il livello delle prestazioni per andare lontano.

Islanda e Costarica 5 - Le sorprese dell'ultimo Europeo e dell'ultimo Mondiale non si sono confermate: non hanno saputo aggiornare né migliorare il modello dell'organizzazione difensiva che li aveva portati in alto, e hanno finito col difendersi e basta, e alla fine hanno pagato dazio.

Germania 4 - Il fallimento più clamoroso di tutti, perché il più inatteso, anche se diversi scricchiolii si erano già intravisti nelle ultime due stagioni. Il fatto è che ci sarebbe una nuova generazione che spinge, visto che sono pure campioni d'Europa under 21, ma non hanno saputo innestarla nella nazionale maggiore. Dove i senatori hanno tenuto i gomiti altissimi per non far avvicinare nessuno, nemmeno il fenomenale Sané del Manchester City, che con i suoi sprint poteva cambiare qualcosa. È finito un ciclo, che però è stato meraviglioso e ha insegnato cose al mondo, anche se qualcuno ci vuol far credere che non abbiano mai fatto niente di buono. Smemorati.

Panama 4 - Arrivati al Mondiale per miracolo o per strane situazioni nell'ultima gara di qualificazione, si sono confermati: erano davvero i più scarsi di tutti, tatticamente e individualmente. Però ci hanno fatto divertire con la loro naiveté

Polonia 4 - La squadra più ingessata e triste di tutte, non un bello spettacolo, proprio no. La dimostrazione che superare le qualificazioni di slancio, come era capitato a loro, non è un lasciapassare sicuro per fare un buon Mondiale, perché qui ci vogliono altre qualità, altro fuoco, altra fantasia. L'europea più deludente.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 29/06/2018, 13:31

Top e flop della prima fase: Modric e Coutinho i migliori, male Lewandowski e Griezmann

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Luka Modric (ap)

Il croato del Real Madrid è stato grande protagonista dei gironi insieme con il brasiliano del Barcellona. Tra i più positivi anche il difensore dell'Uruguay Godin, mentre il portiere rivelazione è Beiranvand dell'Iran. Ottimo inizio anche per Cristiano Ronaldo ed Harry Kane, mentre Messi e Neymar hanno mostrato luci ed ombre. Bocciati Mascherano, De Gea e Muller

Modric 9 - Genio della lampada, regista, rifinitore, goleador, anima, capitano. Ormai anche in patria è considerato il più grande calciatore croato di sempre. La naturalezza elevata a sistema, la tecnica mai fine a se stessa, la palla ora toccata corta e a filo d'erba, ora sventagliata a 50 metri, il dribbling quando serve, il tocco di prima quando si deve, cioè quasi sempre, l'uno al servizio di tutti. Per distacco, il miglior giocatore della prima fase.

Coutinho 8 - Il gol probabilmente più bello della prima fase, quello alla Svizzera, poi quello al 91' contro il Costarica, che ha tolto tonnellate di pressione a tutta la Seleçao, infine lo strepitoso assist per l'1-0 di Paulinho contro la Serbia. Nasce attaccante esterno, qua fa il centrocampista di lotta e di moltissimo governo, coi lampi di classe purissima. Dopo Modric, il centrocampista migliore visto fin qui

Godin 8 - È ancora e sempre uno primi tre difensori al mondo. Cultura difensiva uruguagia, poi da anni risciacqua i panni sul Manzanarre, alla corte di Diego Simeone nell'Atletico Madrid: mix perfetto per un difensore, poi lui ci mette il resto. A 32 anni è al top della carriera.

Beiranvand 8 - Il portiere iraniano è stato il più bravo nel suo ruolo, un fiore nel deserto, arrivato al grande calcio dopo percorsi umani tortuosissimi. Fisico, tecnica, riflessi, senso della posizione. Non gli manca nulla. E para anche un rigore a Cristiano. Pronto per vere grandi squadre, sempre che fuori dal Persepolis, il suo club, o dalla nazionale iraniana, riesca a trovarsi a suo agio.

Yerry Mina 8 - Difensore anche lui ma soprattutto due volte a segno: praticamente si è sobbarcato anche il lavoro di Radamel Falcao. Determinante per la qualificazione dei Cafeteros.

Cristiano Ronaldo 7.5 - Avvio folgorante con la tripletta agli amici spagnoli, anche se Fabregas, da casa sua, l'ha sfottuto: ha segnato solo su calci piazzati e su un errore di De Gea. Batte da solo anche il Marocco. Ma con l'Iran rischia di brutto: l'espulsione con squalifica e pure l'eliminazione a sorpresa, e in più si fa parare un rigore. Tutta da gustare la partita negli ottavi contro il feroce Uruguay, che ancora non ha preso gol

Kane 7 - Ha fatto impazzire gli inglesi, tutti alla tv nelle piazze e nei cottage, ormai è un altro Principe Harry. Due gol decisivi da opportunista dell'area contro la Tunisia, due rigori e un gol fortunoso contro Panama, poi alla terza lo fanno riposare, anche se lui vorrebbe giocare per segnare ancora. E ha ragione, perché non si interrompe la corsa di un centravanti che vede la porta, in un torneo breve. Forse Southgate ha sbagliato a non inserirlo contro il Belgio. Ma intanto lui ha trovato la consacrazione internazionale che finora gli era mancata.

Herrera 7 - Splendido mediano di chiusura feroce e rilancio intelligente, anima del Messico nella prima straordinaria gara contro la Germania, e anche nella seconda contro i coreani. Alla terza ha rifiatato. Sarà interessante vederlo contro il centrocampo del Brasile.

Kroos 7 - Con la dignità e la classe di un generale prussiano, è stato l'unico a salvarsi nella disfatta tedesca. Del resto insieme a Modric è il cuore del Real Madrid campione d'Europa da tre anni consecutivi.

Quintero 7 - I colombiani aspettavano James e Falcao, invece due assist e un gol li piazza lui, che è sempre il fratello sfigato delle stelle di casa sua, non a caso fatica a trovare una squadra in pianta stabile, e da anni. Nemmeno col Pescara gli riuscì molto di buono.

Diego Costa 7 - Tiene in vita la Spagna praticamente da solo, un po' con l'impeto, un po' con la tecnica, un po' con la fortuna come contro l'Iran. Molti non lo apprezzano perché non sarebbe consono al modello calcistico spagnolo, peraltro in crisi, e anche perché in fondo è pur sempre un brasiliano naturalizzato. Ma portarlo qui è stata senz'altro un'ottima idea

Jedinak 7 - Con la sua barba da frate cappuccino è stata l'unica vera luce dell'Australia, a centrocampo e dal dischetto: due rigori trasformati con freddezza e classe. E del resto aveva portato lui i Socceroos al Mondiale, addirittura con tre gol all'Honduras nello spareggio di novembre 2017. Un leader autentico, purtroppo per lui circondato da compagni non alla sua altezza

Neymar 6 - Soffre, O'Ney, e si vede a occhio nudo. Soffre l'attesa nei suoi confronti, soffre il dover recuperare da tre mesi di inattività nel bel mezzo di un Mondiale, soffre ancora al piede infortunato. Così esagera con qualche simulazione e presta il fianco a critiche asperrime, fuori e dentro il Brasile. Però si ha come la sensazione che stia per sbocciare del tutto. E comunque alcune cosine belle le ha già esibite. Contro i messicani la prova del fuoco

Messi 6 - Povero Leo, ha addosso tutto il peso di una squadra troppo scarsa per lui, e le contumelie di un paese che spesso, quando le cose non vanno bene, lo incolpa di tutto, persino di non essere abbastanza argentino, lui che invece ha i crampi allo stomaco e anche peggio, quando pensa alla sua patria e al non poterla rendere la migliore al mondo. Il rigore sbagliato con l'Islanda poteva ucciderlo. Ha sofferto con i compagni, ha abbassato la testa e ha taciuto, poi ha tirato fuori quella perla con la Nigeria. Ma è ancora poco mobile, non gli riesce di piazzare le sue accelerazioni, e chissà perché: almeno teoricamente, a differenza di Neymar, non viene da un grave infortunio. A meno che ci siano cose che nessuno sa.

Griezmann 5 - Tra le stelle attese alla vigilia è stato finora tra i più anonimi. E' come se faticasse a districarsi, o a leggere la partita, perché non è in piena sintonia col gioco, o con alcuni suoi compagni. Urge riscatto da subito, perché contro gli argentini ci sarà estremo bisogno di lui.

Mascherano 4 - Tutti a chiedersi perché, nelle continue rotazioni di uomini nell'Albiceleste, lui non perda mai il posto, nonostante prestazioni sempre più calanti, quando non imbarazzanti. Questioni di clan e di amicizie, ovvio. Ma è chiaramente nella fase calante della carriera, qui deludentissimo oltre ogni dire, piantato in terra, sempre saltato da chiunque. E' stato un grande, però.

Muller 4 - Il simbolo della disfatta tedesca. Sontuoso in Sudafrica 2010, quando si fece conoscere dal mondo, e determinante per la vittoria a Rio 2014, qui è arrivato scarico e senza più nulla da dire o da dare, ma lo si sapeva anche alla vigilia. Per lui e per altri del gruppo storico tedesco è stato il capolinea.

Lewandowski 4 - Fallisce anche il primo Mondiale della sua vita, dopo due edizioni degli Europei anche quelle assai grigie (2012 e 2016). Si vede che certi palcoscenici non fanno per lui, che pure nei club tedeschi, Borussia Dortmund e Bayern Monaco, è un centravanti straordinario. Colpa del contesto, cioè i compagni che non lo aiutano, ma ormai anche un po' sua.

De Gea 4 - Ha gli occhi più terrorizzati che si siano mai visti in un portiere spagnolo. L'insicurezza fatta numero uno. Praticamente, ogni tiro che gli arriva è un gol. Il ct Hierro viene tirato per la giacchetta spesso, gli dicono di sostituire il portiere, ma finora resiste. Però non può andare avanti così. E anche agli Europei di due anni fa non è che fosse stato una saracinesca, anzi, proprio per niente.
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Re: Mondiali Calcio

Messaggio da skywalker » 01/07/2018, 14:11

Francia-Argentina 4-3, super Mbappé e i Bleus volano ai quarti
A Kazan partita meravigliosa. Sotto per un rigore di Griezmann, la Seleccion ribalta coi gol di Di Maria e Mercado. Poi il controribaltone transalpino grazie alle reti di Pavard e alla doppietta dell'attaccante del Psg. Inutile la rete di Aguero nel recupero

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Il Mondiale, in nostra assenza, riassume la storia d’Italia. Se alla Germania ha regalato una Corea, alla Francia ha offerto un 4-3. Non mitico come quello dell’Italia, ma simbolico perché Kylian Mbappé, un ventenne con moto incorporata, è il personaggio del giorno, probabilmente degli ottavi, magati anche del Mondiale. Il migliore in campo, largamente, è stato un numero 10 che non è Messi: Mbappé ha segnato due gol ma vanta abbondanti diritti anche sul primo, un rigore di Griezmann nato da una sua corsa di 60 metri. A essere stretti: un furto di palcoscenico. Aspetti Messi, arriva Kylian. A voler guardare oltre: un passaggio di consegne simbolico. Nel giorno in cui Leo e Cristiano devono guadagnarsi lo scontro diretto nei quarti, il secondo giocatore più giovane del Mondiale passa e cancella i programmi. Così decisivo da rischiare di nascondere una constatazione non secondaria: questa Francia, finalmente all’altezza delle aspettative, è una squadra da titolo.

LA PARTITA
"Udite mortali il grido sacro": così inizia l'inno argentino ma di sacro non resta nulla e di mortale solo Messi, incapace, ancora una volta, di innalzarsi al livello del Dio Maradona e trascinare un popolo, prima che ancora che una Nazionale, all'impresa storica. Tutte le difficoltà già viste nella fase a gironi sono riemerse anche agli ottavi e non inganni il 4-3 del punteggio e il disperato assalto finale: i meriti sono tutti della Francia, superiore in ogni zona del campo. A tenere in vita una squadra che ha cambiato la quindicesima formazione in altrettante gare (a testimonianza della mancanza di identità e di progetto e a svelare l'improvvisazione di un 11 discutibile) solo le giocate dei campioni e la fortuna. Il penoso girovagare di Messi per il campo alla ricerca di se stesso e di un modo per incidere il proprio nome nella storia non ha sortito effetti se non quello di svelare che da un lato c'era un gruppo organizzato e dedito al gioco del calcio, dall'altro una banda di fuoriclasse, alcuni, disperati nel tentativo di eliminare lacune tattiche e di personalità. Sampaoli esce dal Mondiale senza aversi capito molto, Messi senza aver inciso: mai La Pulce ha segnato nelle gare a eliminazione diretta cioè dagli ottavi in poi. E a 31 anni, almeno in patria, tutto ciò suona come condanna di colui che resta tra i migliori di sempre, ma lontano, lontanissimo dall'Argentina.

Il sovversivo Angel Di Maria ci ha provato a far saltare banco e regole: dopo un primo tempo di possesso argentino ma qualità e pericolosità francese, il numero 11 dell'Albiceleste trova un gol che, oltre ad essere una meraviglia, rappresenta l'unica occasione per un'Albiceleste che mostra il consueto impaccio: nella testa di Sampaoli (o chi per lui) Messi avrebbe il ruolo del falso nueve con Pavon e Di Maria larghi per sfruttare la presunta debolezza Bleus sugli esterni. Ma così facendo si creano due vuoti: uno in mezzo al campo dove la scollatura tra la linea formata da Mascherano-Banega e i tre davanti è evidente e incolmabile; e l'altra in un'area di rigore che nessuno va a occupare rendendo vane le avanzate dei terzini. L'ex interista è uno dei più lucidi nel pressare e impostare ma la mancanza di idee è lampante: palla-a-Messi come unica salvezza anche se il ruolo di prima punta lo costringerebbe ad altro e invece le necessità-drammaticità di gioco lo costringono ad abbassarsi, allargarsi e, insomma, a cercare di andare a prenderselo un po' ovunque quel benedetto pallone. Ma la posizione di Kanté e i raddoppi di Matuidi lo neutralizzano senza nemmeno sudare troppo. La Francia dal canto suo non è nulla di nuovo rispetto a qunato sappiamo: velocità e qualità. La squadra di Deschamps mette attenzione nella fase difensiva, chiude, pressa e riparte con un Mbappé devastante di fronte al quale l'Argentina non sembra avere rimedi, se non un dolorossisimo mal di testa. Il centrocampo Pogba-Kanté-Matuidi fa diga e avvia le ripartenze, velocissime, con Griezmann e Mbappé che si scambiano posizione, ci mettono corsa e mandano in tilt la leggera difesa sudamericana: nascono così il rigore, trasformato dall'asso dell'Atletico e due punizioni dal limite (di cui una stampata all'incrocio sempre dal "petit diable") con Tagliafico e Rojo letteralmente in apnea.

La colpa dei transalpini, se mai, sta nel non dare il colpo di grazia a un avversario che sembra disarmato e tenuto in piedi, appunto, dalla perla di Di Maria che sembra far girare il destino e la storia visto che a inizio secondo tempo la Dea bendata tocca il piedino di Mercado, decisivo nella fortuita deviazione su tiro di Messi che vale un vantaggio di dubbio merito. La Francia, che potrebbe accusare il colpo e affondare col morale sotto i tacchi, si rianima con gli spunti di Lucas Hernandez sulla corsia di sinistra: arriva da lì il pallone che attraversa l'area e che Pavard spedisce all'incrocio per un pareggio che sa di giustizia. E sempre da lì arriva il cross che, sfruttando un rimpallo e la lentezza di Fazio, Mbappè scaraventa in rete per il vantaggio. La Francia torna così in pieno controllo di un match che la vede superiore e il quarto gol ne è la sublimazione concreta sul campo: si parte da Lloris e in quattro tocchi i transaplini vanno a segno con Giroud nelle vesti di assist-man per il vero fenomeno, Mbappé, che col piatto trafigge Armani per la seconda volta in quattro minuti ribaltando tutto. E in maniera definitiva. Perché il colpo del genio e di fortuna con cui l'Argentina era rimasta a galla, non possono riproporsi. Con la partita già persa Sampaoli capisce che nel calcio, per far gol ed essere pericolosi, serve un attaccante ma il tardivo ingresso di Aguero serve solo ad aggiornare il tabellino col 4-3 finale e ad aumentare i rimpianti per delle scelte di formazione difficili da comprendere. E a far capire alla Francia che anche se sei in controllo non puoi arretrare troppo e abbassare la concentrazione. Dybala e Higuain assistono al naufragio senza aver messo piede in campo e su quanto abbiano influito sulle scelte del tecnico le indicazioni dei senatori, Messi su tutti, si sprecheranno fiumi di inchiostro. Certo è che torna a casa una delle più brutte Nazionale viste negli ultimi tempi: senza gioco né personalità, senza scatti d'orgoglio, senza dare la sensazione di combattere, nemmeno sentendo il grido sacro di un popolo pronto a tutto per spingere i suoi giocatori e innalzare a divinità il suo Messia. Che resta a terra, come il più comune dei mortali.

LE PAGELLE
Griezmann 7,5 - Traversa su punizione, gol su rigore e tanto movimento: si allarga, pressa e indietreggia. Sfiora il gol su errore di Fazio ma è sempre al centro del gioco

Mbappé 9 - Il leitmotiv della gara è la sua velocità sproporzionata rispetto agli avversari: coi suoi scatti guadagna un rigore e due punizioni dal limite dando la sensazione, ma non solo quella, di essere un imprendibile problema per l'Argentina. Nella ripresa si prende match e qualificazione con due gol in quattro minuti che tramortiscono l'avversario e mostrano oltre che alla sua qualità anche la sua potenza e il suo senso della posizione. Esce applaudito anche dagli argentini: significativo

Pogba 7 - Combattivo in mezzo, alterna chiusure a tocchi di qualità, compreso un lancio millimetrico per Mbappé. Di Maria inventa un capolavoro ma la zona era la sua e lo spazio lasciato all'argentino un'enormità. Dopo una breve pausa torna in cattedra nella ripresa dominando il centrocampo

Messi 4,5 - In teoria fa il falso nueve ma la mancanza di idee e schemi dell'Albiceleste finisce per rendere stancante la sua attesa davanti all'area: così finisce per indietreggiare e allargarsi ma finendo a occupare spazi dove viene ben controllato. Primo tempo senza concludere in porta. Nella ripresa non lo scuote l'assist casuale per Mercado e si inabissa completamente fino al tardivo scatto d'orgoglio sotto forma di assist per Aguero. Ma l'Argentina era già sull'aereo per tornare a casa

Banega 5,5 - Compone la mediana con Mascherano, non si risparmia su Pogba ma non può essere ovunque: o imposta o occupa l'area. Poi anche lui sparisce dopo il 2-1 di Mercado che doveva dare la scossa e si fa travolgere dal centrocampo avversario

Di Maria 6,5 - Nullo e fuori posizione per gran parte del primo tempo fino a quando, al 41', inventa letteralmente il pareggio con un bolide di sinistro da 25 metri. E' lui a procurarsi la punizione da cui consegue il fortunato 2-1. Quel poco che l'Argentina fa è merito suo
IL TABELLINO
FRANCIA-ARGENTINA 4-3
Francia (4-2-3-1): Lloris 6; Pavard 7, Varane 6,5, Umtiti 7, Lucas Hernandez 6,5; Pogba 7, Kanté 7,5; Mbappé 9 (44' st Thauvin sv), Griezmann 7,5 (38' st Fekir sv), Matuidi 7 (30' st Tolisso 6); Giroud 6. A disp.: Mandanda, Areola, Kimpembe, Rami, Sidibé, Nzonzi, Lemar, Dembélé. All.: Deschamps 7,5
Argentina (4-3-3): Armani 5; Mercado 6, Otamendi 5, Rojo 5 (1' st Fazio 4,5), Tagliafico 5; Perez 5 (20' st Aguero 6,5), Mascherano 5,5, Banega 5,5; Pavon 5 (30' st Meza 5,5), Messi 4,5, Di Maria 6,5. A disp.: Guzman, Caballero, Ansaldi, Acuna, Salvio, Biglia, Lo Celso, Higuain, Dybala. All.: Sampaoli 4
Arbitro: Faghani (Iran)
Marcatori: 13' RIG Griezmann (F), 41' Di Maria (A), 3' st Mercado (A), 12' st Pavard (F), 19' st e 23' st Mbappé (F), 48' st Aguero (A)
Ammoniti: Rojo (A), Tagliafico (A), Mascherano (A), Banega (A), Matuidi (F)
Espulsi: -
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