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“Così non sopravviviamo”. Perché i pastori sardi protestano

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“Così non sopravviviamo”. Perché i pastori sardi protestano

Messaggio da skywalker » 13/02/2019, 11:47

“Così non sopravviviamo”. Perché i pastori sardi protestano

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La protesta dei pastori sardi che versano latte di pecora per le strade, per colpa del crollo dei prezzi, continua.

Da giorni i pastori sardi stanno protestando contro il prezzo del latte che viene pagato appena 60 centesimi al litro. Le immagini delle taniche rovesciate per strada riempiono giornali, tg e web.

Se siamo arrivati a questa situazione è perché in Sardegna ci sono circa 12 mila piccole aziende che producono 3 milioni di quintali di latte di pecora e poi ci sono i caseifici che comprano questo latte e lo trasformano in pecorino. Ma se da una parte la produzione di latte è cresciuta negli ultimi anni, la produzione di pecorino invece è scesa. Quindi per la legge della domanda e dell’offerta, il prezzo del latte è crollato.

“Il problema è che 60 centesimi al litro è un prezzo che non ci permette nemmeno di coprire i costi vivi di produzione, ne servirebbero almeno 80”, ci dice un pastore. “Persino l’acqua costa più del latte”.

Una testimonianza diretta di una persona che ama le sue pecore e le conosce tutte per nome, ama la terra e con il suo lavoro ha sempre mantenuto la famiglia. “Senza mai giorni di ferie, Natale, Pasqua, Ferragosto: ogni giorno è un giorno di mungitura”. Ma gli ultimi eventi lo stanno schiacciando. Perché questa situazione finisca bisogna trovare nuovi mercati e nuovi accordi tra chi produce il latte e chi lo consuma. “Dateci un euro per un litro di latte, così riusciamo a pagarci le bollette”. Dopo aver lanciato questo appello, il pastore torna al lavoro.


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Messaggio da skywalker » 15/02/2019, 8:52

Latte, il "no" dei pastori
Nuova trattativa nell'Isola
Il rifiuto dell'offerta pari a 70 centesimi al litro

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La proposta dei pastori, portata ieri a Roma al tavolo per il latte convocato al Viminale dal ministro Salvini, parlava di un euro al litro per il latte. All'offerta di 70 centesimi è arrivato il "no". Il vertice prosegue però in Sardegna con Gian Marco Centinaio, ministro dell'Agricoltura.
"Troveremo una soluzione - aveva detto il vicepremier - che restituisca ai pastori sardi dignità e valore al loro straordinario lavoro".

Il governo ha offerto il ritiro di 67mila quintali di pecorino in eccedenza, così da provocare un aumento dei prezzi della materia prima. Il Viminale quindi mette 14 milioni di euro, dal ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo arriverebbero 10 milioni, altrettanti sono quelli assicurati dalla Regione, 20 milioni invece dal Banco di Sardegna.

I pastori però hanno rifiutato l'aumento immediato di 10 centesimi, vogliono un euro e subito. Senza passi indietro.

"Il Governo ha messo a disposizione soldi e la possibilità di approvare un decreto urgente - ha aggiunto Salvini -, contiamo che entro poco tempo la produzione riprenda e strade, stalle e aziende ritrovino la serenità. Il tavolo si trasferisce sabato in Sardegna, con il ministro Centinaio, e da domenica sarò anche nell'Isola".

Intanto Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha parlato di un tavolo con "criticità", ma "le istituzioni stanno facendo il massimo per arrivare a una soluzione". E Confagricoltura "prende atto dell'atteggiamento della componente industriale, che ancora una volta non si è resa disponibile a collaborare per creare un progetto di filiera duraturo per il comparto".

"Noi facciamo la nostra parte - hanno chiarito il governatore Francesco Pigliaru e l'assessore all'Agricoltura Pier Luigi Caria -, abbiamo chiesto al Governo di affiancarci in questo sforzo e abbiamo trovato risposte e risorse".
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