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Sanremo 2020, scoppia il caso Junior Cally

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Sanremo 2020, scoppia il caso Junior Cally

Messaggio da skywalker » 20/01/2020, 9:19

Sanremo 2020, scoppia il caso Junior Cally. Foa: "Scelta eticamente inaccettabile"

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Il presidente della Rai prende posizione sulla presenza del rapper in gara: "Amadeus riporti festival in giusta dimensione". La protesta del mondo politico per i suoi testi "pieni di violenza, sessismo e misoginia". Il manager dell'artista respinge le accuse di sessismo: "Il rap è arte"
La lettera di un gruppo di deputate contro le frasi di Amadeus sulle "donne belle" durante la presentazione del festival di Sanremo 2020 chiama in causa anche Junior Cally. Le parlamentari di vari schieramenti contestano la presenza in gara del rapper che in passato ha firmato brani "pieni di violenza, sessismo e misoginia". Nell'appello inviato ai vertici di viale Mazzini e all'Usigrai, le deputate sottolineano come "la direzione artistica del festival di Sanremo sia in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai, i cui principî generali prevedono di 'superare gli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e di rispettare l'immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione'". Accuse respinte dall'artista che si dichiara "contro il sessismo, i passi avanti o indietro, e ovviamente, sembra banale dirlo, ma non lo è, contro la violenza sulle donne" riferendosi anche alle polemiche sulle parole di Amadeus.

Sul caso Junior Cally interviene il presidente della Rai, Marcello Foa, che esprime "forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata". "Il festival - dichiara il presidente della Rai - tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani". E chiede che Amadeus sappia "riportare il festival nella sua giusta dimensione". Il festival, continua Foa, dovrebbe "promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell'amore. La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida, e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche, non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale". "Speriamo" conclude il presidente della Rai, "che il direttore artistico, che gode di stima anche per essere persona moderata e di buon senso, sappia riportare il festival nella sua giusta dimensione".

Marcello Foa esprime così la posizione della Rai accogliendo l'appello delle deputate e rispondendo al coro di proteste contro la presenza del rapper Junior Cally in gara che si è alzato dal mondo politico nelle ultime ore. "Coloro che si sono indignati per il presunto 'sessismo' di Amadeus dovrebbero dare un'occhiata ai messaggi che trasmette nei suoi brani Antonio Signore, in 'arte' Junior Cally, uno dei big di Sanremo 2020" afferma Lucio Malan, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, che contesta al rapper anche di aver "manifestato il suo autorevole apprezzamento per il movimento delle Sardine". "Mi chiedo cosa ci faccia uno così in prima serata sul canale principe del servizio pubblico" prosegue. "Pare che venda molto sì. Anche la droga vende molto, ma non sembra il caso di propagandarla con i soldi del canone. Chiederò alla commissione di Vigilanza della Rai di occuparsene".

"Considero vergognoso che partecipi a Sanremo Junior Cally, un rapper per ragazzini/e che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi violente e che istigano alla violenza di genere" scrive la senatrice del Movimento 5 stelle Cinzia Leone, vicepresidente della commissione di inchiesta sul fenomeno del femminicidio. "Ritengo che la Rai dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi cantanti".

"Grave che Sanremo dia una patente di credibilità a certi personaggi come Junior Cally" scrivono i capigruppo di Senato e Camera della Lega, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. "Un esempio assolutamente sbagliato da dare ai nostri figli, che vanno ad ascoltare altre canzoni di questo pseudo artista e magari pensano che i loro contenuti siano del tutto normali. Invece, si intossicano di messaggi di odio e violenza. Ogni artista è libero di proporre la musica e i testi che ritiene, ma al festival di Sanremo, visto che viene trasmesso dalla tv di Stato, occorre mettere dei filtri".

Più diretto il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, che chiede di escluderlo dalla gara. "Credo che la partecipazione a Sanremo, monumento della canzone italiana, di un rapper come Cally che inneggia all'odio, agli omicidi, agli stupri, ai furti e utilizza parolacce nelle sue canzoni sia una scelta artisticamente discutibile, politicamente inopportuna, socialmente devastante. La dirigenza Rai dovrebbe vigilare. Non possono essere abdicate scelte così importanti che influenzano i teenagers del nostro Paese. Forse bisognerebbe toglierlo dalla competizione canora".

"Amadeus colleziona figuracce su figuracce" dichiara la parlamentare di Fdi, Daniela Santanché. "Davvero quest'anno, in continuità con le polemiche dello scorso anno, Sanremo è tutto fuorché canzoni. Polemiche su polemiche, scelte inopportune, messaggi sbagliati. Oggi leggo le parole del rapper Cally offensive per le donne. Chi fa la selezione degli artisti secondo quale criterio esclude Iva Zanicchi e inserisce personaggi che fomentano i sentimenti peggiori parlando di omicidio, stupri e furti?".

"Non capiamo se la polemica sia di carattere musicale o politica" spiega in una nota il management di Junior Cally, "della sua partecipazione a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web". Le polemiche non riguardano le rime antipopuliste nel testo di No grazie, il brano con cui è in gara tra i big ma, aggiunge il manager, sono "legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue rime erano su temi diversi da quelli di oggi". "Raccontare la realtà attraverso la fiction è la grammatica del rap. E non solo del rap: la storia della musica ha tantissimi esempi di racconto del mondo attraverso immagini esplicite, esagerate e spesso allegoriche" sottolinea il manager elencando frasi esplicite nei testi di vari artisti che hanno calcato il palco dell'Ariston in gara o come ospiti, citando anche Eminem. "È evidente dunque" conclude, "che su questa polemica non solo Junior Callye le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c'entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un'ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano".

"Mi piacerebbe che Junior Cally, dopo essersi difeso dalle polemiche sul suo squallido brano sostenendo che l'arte è libertà di espressione" replica la senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, "rispondesse a tre semplici domande: sa da dove nasce la violenza nei confronti delle donne? La sua mente è mai stata attraversata dal dubbio che rappresentare la donna come un oggetto significa far sentire l'uomo legittimato a fare del corpo della donna quello che vuole? È consapevole del fatto che facendo un uso distorto della sua libertà di esprimersi si fa complice di chi uccide le donne? Da parte di chi usa i mezzi di comunicazione ci si aspetterebbe maggior consapevolezza del fatto che la televisione amplifica qualunque messaggio, ma soprattutto tentare di camuffare l'incitamento all'odio verso le donne con la 'libertà di espressione artistica' è un atteggiamento scorretto, vigliacco e meschino" sottolinea la senatrice, presentatrice del ddl sul cosiddetto codice rosso contro la violenza sulle donne."Non è una questione politica" conclude, "è una questione di umanità. La Rai, senza indugi, faccia la giusta scelta e non si renda complice di questa barbarie".


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Sanremo 2020, scoppia il caso Junior Cally

Messaggio da skywalker » 29/01/2020, 12:06

Il “Festival delle polemiche“. Il Sanremo di Amadeus è partito, prima ancora dell’inizio ufficiale delle kermesse, all’insegna dei contrasti e sembra non voler mollare. Prima la lista degli artisti in gara uscita anzitempo. Poi la polemica sulla presenza della “sovranista” Rita Pavone. A seguire quella sull’ospite Rula Jebreal. Con la conferenza stampa di apertura ci pensa il conduttore a peggiorare le cose, con una dichiarazione infelice sulla valletta Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi (“Ragazza molto bella, capace di stare un passo indietro rispetto al suo uomo”).

L’ultima, ma forse la più pesante, riguarda il polverone mediatico che si è sollevato nelle ultime ore in merito alla presenza in gara di Junior Cally, rapper mascherato e “arrabbiato” reo di testi sessisti e volgari nel suo recente passato.
Un passato difficile quello di Antonio Signore, da Focene (Roma), in arte Junior Cally, fatto di povertà, disagio, rabbia e desiderio di riscatto, da ottenere anche e soprattutto in maniera non sempre onesta. Che lui ha ben raccontato nelle sue canzoni. Ma che oggi, vista la sua presenza in prima serata in un Festival istituzionale come Sanremo, stona e non piace ai più.

Un paio le canzoni incriminate: una è Strega (“Mi piace danzare la notte, Sopra le punte, fra queste mign**, Uscito dalle fogne, dormo con tre streghe. Fratello le rimando a casa con le calze rotte”); la seconda Gioia (“Lei si chiama Gioia, beve poi ingoia. Balla mezza nuda, dopo te la da. Si chiama Gioia, perché fa la tr*ia, sì, per la gioia di mamma e papà’…Questa non sa cosa dice. Porca tro*a, quanto ca**o chiacchera? L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa. C’ho rivestito la mascherà. ‘state buoni, a queste donne alzo minigonne..”)

Le critiche arrivano da destra e da sinistra. Un gruppo di esponenti del Partito Democratico, ha condiviso l’appello contro la partecipazione del rapper a Sanremo firmato da Laura Moschini, ricercatrice e cofondatrice dell’Osservatorio di genere della Università Roma Tre. “Considero vergognoso – scrive Moschini – che partecipi a Sanremo Junior Cally, un rapper per ragazzini/e che ha nel suo repertorio canzoni contenenti frasi sessiste e vergognose”

Dura è anche la posizione di Salvini: “Junior Cally? Uno che incita all’odio e alla violenza contro le donne. Per un anno ho lavorato con Giulia Bongiorno per far approvare il codice rosso. Oggi leggo che la Rai e il più importante festival della canzone italiana, usando denaro pubblico, sdoganano femminicidio e stupro. Non ho parole: mi auguro che questo tizio non metta mai piede sul palco di Sanremo”.

È intervenuto anche il Presidente della Rai Marcello Foa:”Il Festival dovrebbe promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell’amore. La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione”. Chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida, e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche, non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale”.

Mentre il management del rapper cerca di difenderlo (“Non è sessista ed è contro la violenza sulle donne”), Junior Cally in una intervista chiede scusa per alcuni testi del passato: “Si è vero, ho fatto tanti sbagli. Ma voleva essere un testo in stile Kubrick”.

Non rinnego niente di me, ma non vado certo fiero dei miei sbagli. Ho fatto una bravata, una cavolata, ma non sono un gangster

C’è una sua canzone, in particolare, del 2018, che riassume perfettamente il suo disagio e la sua richiesta di perdono, rivolta soprattutto alla sua famiglia. Sua madre e suo padre, che più di ogni altro hanno sofferto e “pagato” per lui, Si chiama Dedica

Ho rubato tutto, rubato agli altri
Fatto cose brutte, ora te lo dico
Stavo giù con l’alcool, mi son pentito
Ti chiedo scusa, ho fatto il cattivo
Non avevo testa, non lo capivo
Sto più tranquillo se mi stai vicino
Anche mascherato sono il tuo bambino

Alle medie, macchina rotta
Mi prendono in giro, ma non importa
Guarda ora, macchina nuova
Tu sei la regina, io faccio la scorta
Ci vediamo poco, ma siete con me
Ti saluterò attraverso la tele
Domani fallisco, chissenefrega
Ci basta soltanto volerci bene
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